San Massimo. Razzìa di drappi nelle principali strade della frazione: i predatori hanno agito nella notte usando alte scale. E non si sono fermati nemmeno davanti alle finestre della scuola materna Elisabetta Vianini delle Figlie di Gesù

Hanno rubato la bandiera della pace alle suore

Un successo così non se lo immaginavano certo nemmeno i disegnatori delle ormai famose bandiere della pace, tanto di moda che non passa giorno che non ne venga rubata una. Da una parte e dall’altra della città vengono denunciati continui furti di vessilli con i colori dell’arcobaleno. A San Massimo ne è stata fatta addirittura razzia. Qui le bandiere della pace erano state issate lungo le strade principali (le vie Brigata Aosta, Romagnoli, Pole e via Rodi). Nel corso della notte qualcuno ha deciso di ammainarle e di tirarle giù, nel vero senso della parola: le bandiere erano state esposte su alti pali e fissate con del filo di ferro dello spessore di ben due millimetri? I predatori hanno agito operando da esperti scalatori per poter portare a termine la loro impresa.
«Avevamo costruito dei pennoni alti alcuni metri», spiega Marco Menin, responsabile dell’associazione il Germoglio di San Massimo, che con alcuni esponenti del comitato di quartiere aveva issato i vessilli. «Non c’è che dire, i ladri si sono organizzati: per poterle asportare, devono essersi serviti di una scala molto alta e di un trancino. Altrimenti come avrebbero potuto spezzare così facilmente il filo di ferro?». L’associazione Il Germoglio gestisce un centro diurno per minori dai 5 ai 15 anni nella parrocchia della frazione e collabora alle diverse iniziative proposte dal comitato di quartiere: l’esposizione delle bandiere era tra queste.
La razzia è stata senza pietà. Una sola bandiera è stata recuperata in via Pole: un cittadino l’ha trovata lascerata per terra, l’ha raccolta e l’ha esposta attaccandola alla cancellata della scuola media Don Milani.
«Questa bravata», continua Menin, «ha indignato molti cittadini. Gli "arcobaleni" erano veramente tanti: si pensi che in una sola giornata ne abbiamo venduti ben 250».
Le bandiere non sono solo sparite lungo le vie. I predoni di drappi della pace non si sono fermati nemmeno davanti alle suore. E anche dalla finestra della scuola materna Elisabetta Vianini, gestita dalle suore Figlie di Gesù, sempre in via Brigata Aosta, è sparita la bandiera multicolore.
Qualche residente ha fatto notare che sarebbe stato meglio averne alcune di scorta. Qualcuno ha deciso di essere previdente, come la famiglia Furlan che abita dalla parte opposta della città, a San Michele, in via Balcani, in una palazzina al piano rialzato. Dal loro terrazzo sono state asportate ben sei bandiere. «Avevamo provato ad ancorarle», spiega la padrona di casa. «Ma non c’è stato nulla da fare. Al mattino trovavamo le impronte delle scarpe dell’improvvisato ladro e la bandiera non c’era più. A questo punto abbiamo deciso che non c’era altra soluzione che averne una di scorta sempre in casa e a portata di mano».