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    Predefinito Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Cittadinanza agli immigrati e Cavalli di Troia

    Scritto da Carlo Panella
    mercoledì 23 settembre 2009


    Fabio Granata del Pdl e fedelissimo di Gainfranco Fini e Andrea Sarubbi del Pd, hanno depositato alla Camera un progetto di legge parlamentare che prevede la cessazione dello ius sanguinis, per cui si diventa cittadino italiano automaticamente se figli di un genitore (anche uno solo) italiano e la sua sotituzione con lo ius soli, per cui si diventa automaticamente cittadini italiani nel momento in cui si nasce sul suolo italiano, anche da genitori stranieri. La legge prevede poi la fine dell'automatismo della concessione della nazionalità, dopo 10 anni di residenza e quindi di lavoro in Italia, sostituito con un vero e prorpio esame, sulla scorta di quanto avviene negli Usa.
    Si può discutere nel merito della legge (a mio parere è sbagliatissima sull'automatismo nella concessione della nazionalità), ma è più interessante leggerla politicamente. In effetti si tratta di una vera e propria mina che Fini -e per lui Granata- ha posto sotto la maggioranza, al solo scopo di dimostrare a Berlusconi che il gioco è pesante.
    Se -ripetiamo: se- questa legge arrivasse al voto dell'aula, le conseguenze sarebbero devastanti per la maggioranza: la approverebbe infatti una maggioranza trasversale composta da tutta l'opposizione, più una sessantina di parlamentari del Pdl, non solo di provenienza An (i''finiani'') ma anche di provenienza Forza Italia. A questa maggioranza assembleare che dilanierebbe il gruppo del Pdl, si contrapporrebbe la maggioranza del gurppo stesso e la Lega.
    Ma questo non avverrà. E' ben difficile infatti che Fini vada sino in fondo. Si può scommettere che non appena avrà consolidato i risultati della sua trattativa con Berlusconi, questa legge cadrà nel dimenticatoio.
    Come? Semplicissimo: basta non metterala all'ordine del giorno dell'aula, o ritirarla due operazioni che il presidente della Camera può mettere in atto con grande facilità.

    Documento senza titolo


    IMMIGRATI: LEGA, SU CITTADINANZA MANTENIAMO FERMA NOSTRA CONTRARIETA'


    (ASCA) - Roma, 23 set - ''Una compagnia molto composita, qualche deputato in cerca di autore, qualche altro in cerca di visibilita' e infine qualche incallito comunista antileghista''. Commenta cosi' il deputato della Lega Nord, Raffaele Volpi, membro del comitato ristretto sulla cittadinanza della Commissione Affari costituzionali della Camera, la presentazione della proposta di legge sulla cittadinanza Sarubbi-Granata.

    ''La Lega non si muove dalla propria posizione - assicura Volpi - e non sara' certo l'iniziativa personale di qualche deputato a farci cambiare idea su un tema che era, e rimane, del tutto estraneo al programma della maggioranza di governo sottoscritto prima delle elezioni. Inoltre crediamo - aggiunge il parlamentare leghista - che tale proposta non sia nemmeno gradita a tutta l'opposizione. Cinquanta firme non solo sono insufficienti in Parlamento per fare passare la legge, ma non sono niente in confronto alla stragrande maggioranza di cittadini che su questo tema, e su altri, la pensano esattamente come noi e sono contrari alla cittadinanza facile agli stranieri''.

    IMMIGRATI LEGA SU CITTADINANZA MANTENIAMO FERMA NOSTRA CONTRARIETA - Agenzia di stampa Asca


    carlomartello

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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    di Roberto Scafuri


    RomaNo, non è un guanto di sfida. No, la guerra non continua con altri mezzi. «Però la politica è dialettica, è confronto anche duro, e mica ci possiamo fermare perché la Lega non vuole... ». Senza contare, confida l’onorevole Fabio Granata, da tempo conclamato alfiere «finiano» alla Camera, che «mediaticamente la presentazione è andata benissimo».
    Il coordinatore La Russa aveva «sconsigliato», il vicecapogruppo Cicchitto bollerà l’iniziativa come un pericolosissimo tentativo di rottura del patto con la Lega («per noi fa testo il programma elettorale e la pdl dell’onorevole Santelli»). Però l’inutile ma significativa presentazione della proposta di legge sulla cittadinanza gremisce la sala del Mappamondo a Montecitorio, dove viene convocata persino la nazionale italiana under 15 di cricket, campione d’Europa «alla faccia di Bossi» (come dichiarato dal suo presidente Simone Gambino, perché composta per la maggior parte da ragazzini figli di immigrati, pakistani e indiani). Una conferenza stampa che fin dal titolo («Fratelli d’Italia») mostra un delicato tiè ai colleghi in fazzoletto verde padano. E in prima fila, assieme al finiano Granata, quasi tutti i politici transgender (sia detto senza offesa) firmatari della proposta che dimezzerebbe tempi e modi per ottenere la cittadinanza. Dal co-primofirmatario del Pd Andrea Sarubbi (Azione cattolica) all’immarcescibile Furio Colombo, da Paola Concia alle vedove D’Antona e Calipari, all’udc Pierluigi Mantini, al dipietrista Giuseppe Giulietti. Firme al gran completo per i fedelissimi di Fini: Luca Barbareschi e Donato La Morte; Antonino Lo Presti e Gennaro Malgieri; Silvano Moffa e Mirko Tremaglia (che fa capolino verso la fine); Flavia Perina e Benedetto Della Vedova; Gregorio Fontana e Alessandra Mussolini (tornata fan di Gianfranco). Tutti per uno, e per quello che resta il cavallo di battaglia di Fini: cioè «guardare avanti, all’Italia del futuro», pensare alla «two generation» degli immigrati, concedere loro in maniera rapida e concreta l’occasione di un’integrazione piena. Diritto di voto incluso, essendo esso uno dei principali benefit connessi allo status della cittadinanza.
    Uno strappo completo alla logica declamata da Cicchitto come indispensabile per «mantenere compatta la maggioranza» e non «rovesciarla su un tema così delicato». E dunque «ius soli», piuttosto che lo «ius sanguinis» invocato dalla Lega e dalla Santelli. Ovvero, secondo la proposta di Granata-Sarubbi, diventa cittadino chi risiede stabilmente in Italia. Se maggiorenne, giurando sulla Costituzione dopo cinque anni di residenza e il superamento di un test di integrazione civica e linguistica (che si può ripetere un numero illimitato di volte). Oppure, dopo due anni di matrimonio con un italiano. Per i minori, invece, la cittadinanza è attribuita se si nasce in Italia da genitore legalmente soggiornante da almeno cinque anni, oppure se si è completato con successo un ciclo di studi (indipendentemente da luogo di nascita e dai genitori).
    Una rivoluzione, considerando i tempi (lunghi e incerti) nonché la burocraticità delle attuali norme. Nel suo piccolo, però anche il segnale di un rivolgimento all’interno del gruppo parlamentare del Pdl e della maggioranza di centrodestra. «Abbiamo chiesto le firme ai leghisti - spiegherà Granata -, purtroppo ci siamo accorti che la loro contrarietà era pregiudiziale. Però vogliamo insistere nella ricerca di un dialogo». Non c’è rottura del patto di governo, insiste il rompighiaccio finiano, «perché, come il presidente Fini ha fatto bene a sottolineare, il Parlamento ha la sua dignità e le leggi si possono fare pure non su iniziativa del governo. Anche se qualcuno lo dimentica». E se la Lega s’impunta? «Non è affar mio il rapporto tra Lega e Pdl, noi andremo avanti lo stesso». Con quali numeri, al di là delle cinquanta firme? «Dentro il Pdl contiamo da un minimo di 50 voti a un massimo di 150 - calcola Granata -, a seconda delle minacce, pardon, delle pressioni che i deputati potrebbero ricevere durante l’iter». Sommati ai voti delle opposizioni, una nuova maggioranza dirompente, un po’ meno «modello Kadima» un po’ più modello «Grosse Koalition».

    Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide - Interni - ilGiornale.it del 24-09-2009


    carlomartello

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Proposta di legge bipartisan a Montecitorio
    Pdl e Lega frenano sulla "cittadinanza breve" agli immigrati


    di Lucia Bigozzi
    24 Settembre 2009


    Il tema della cittadinanza nell'agenda del Pdl c'è già. Discussione aperta l'approccio, disponibilità al dialogo la prerogativa che in un grande partito popolare di massa non può mancare, una sintesi condivisa e ampia il punto d'arrivo. Questa la linea. Del resto, lo stesso Fini ha più volte segnalato la necessità che il Pdl si confronti al proprio interno accogliendo i contributi e le idee anche quando questi non rispecchiano la posizione maggioritaria. E così sarà anche per la proposta di legge dei parlamentari Fabio Granata - finiano di ferro - e del collega Andrea Sarubbi, esponente dell'ala cattolica del Pd.

    Un testo depositato in Commissione Affari Costituzionali e che da oggi va all'esame del comitato ristretto incaricato di esaminare le altre proposte già presentate da Pdl, Lega, Pd, Udc e Idv. Il testo Granata-Sarubbi reca in calce le firme di cinquanta deputati: venti democrat, venti pidiellini (gran parte dei quali vicini al presidente della Camera), cinque dell'Udc e altrettanti tra Idv e Gruppo misto. Propone la riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano e il passaggio dallo "ius sanguinis" allo "ius soli temperato" per i figli di genitori legalmente soggiornanti e residenti in Italia da 5 anni.

    Cardine della riforma, la condizione di nascita in Italia del minore straniero alla quale si aggiunge quella della stabilità del nucleo familiare e la volontà di far parte a tutti gli effetti della comunità nella quale si vive. Un percorso che passa dalla conoscenza della lingua e della storia del nostro Paese e dal giuramento sui valori che la Costituzione fissa e custodisce. La proposta, presentata in una conferenza stampa a Montecitorio, ha avuto come testimonial la nazionale italiana under 15 di cricket, composta in gran parte da figli di immigrati residenti da anni in Italia ma non ancora cittadini italiani. Altro elemento di fondo, che va di pari passo col riconoscimento, è il diritto di voto agli immigrati regolari.

    L'obiettivo dell'iniziativa è favorire l'integrazione perchè "la cittadinanza deve diventare una scelta consapevole, un atto di volontà e non un mero percorso burocratico", spiegano Granata e Sarubbi che auspicano attorno alla proposta di riforma la più ampia e traversale convergenza in Parlamento, pur consapevoli del fatto "che il percorso è tutto in salita, perchè ci sono difficoltà politiche". Le ragioni, nel caso specifico, sono equamente ripartite tra Pdl e Pd. Entrambi i partiti, infatti, sono promotori di altrettante proposte ed è chiaro che l'iniziativa di Granata e Sarubbi, ancorchè legittima, sul piano politico viene letta da più parti come il tentativo di sparigliare le carte nelle file pidielline in nome del politicamente corretto, creando tensioni con la Lega che di "cittadinanza breve" non ne vuol sentir parlare.

    C'è poi chi non nasconde perplessità rispetto a una proposta che non sta nel programma elettorale sottoscritto con il Carroccio, non ha il carattere della priorità e, soprattutto, in vista delle regionali potrebbe traghettare voti a favore proprio del partito del Senatur. Eventualità, quest'ultima, che per Granata non esiste dal momento che "le leggi non si fanno per avere consensi elettorali". Nel Pd poi, l'iniziativa di Sarubbi che ha ricevuto il plauso di Acli e Comunità di Sant'Egidio e pure l'approvazione di Franceschini - assicura il deputato democrat - , non riscuote grandi entusiasmi perchè, di fatto, potrebbe depotenziare il testo che il partito ha già in Commissione, limitando così la possibilità di un dialogo con la maggioranza - Lega compresa - finalizzato a trovare convergenze almeno su alcuni punti.

    Usa prudenza il presidente dei deputati Pdl Fabrizio Cicchitto che tuttavia rimarca alcuni punti fermi. Ribadisce che sulla cittadinanza la discussione è aperta e "certamente non è circoscritta al dibattito fra i presentatori della legge Granata-Sarubbi e la Lega" e rivendica il fatto che in Commissione c'è già il disegno di legge della deputata Pdl Santelli "che risponde adun'impostazione di fondo largamente condivisibile per ciò che riguarda il mantenimento dei 10 anni e il criterio del ius sanguinis prevalente. Nel complesso la legge del 1992 presenta un impianto ancora valido". Certo, occorre lavorare per superare "una serie di pastoie burocratiche che oggi portano fino a 12-13 anni il tempo necessario a ottenere la cittadinanza" ma il punto che riafferma è netto: "Tra chi ritiene che la concessione in tempi brevi della cittadinanza favorisca il processo di integrazione dell'immigrato e chi pensa, al contrario, che la stessa debba avvenire al termine di un percorso più articolato e significativo (e a seguito di adeguate valutazioni, di un congruo periodo di inserimento che affermino la sicura integrazione con il territorio ed i cittadini del Paese) noi scegliamo la seconda ipotesi".

    C'è poi un punto politico sul quale il presidente dei deputati Pdl si sofferma considerandolo "non di poco conto" perchè "come fondamentale forza di governo il Pdl lavora sempre per mantenere compatta la maggioranza ed eventualmente aprirla ad un confronto positivo con l'opposizione. Ora non possiamo rovesciare le alleanze su un tema così delicato aderendo a un disegno di legge presentato d'intesa con esponenti dell'opposizione e in rottura con la Lega. D'altra parte su temi delicati come cittadinanza, immigrazione, devono far testo il programma elettorale e il programma di governo. In ogni caso, è evidente che su questo come su altri temi, è indispensabile che si pronuncino gli organismi dirigenti del partito dopo un dibattito aperto e sereno".

    Anche tra gli ex aenne la proposta bipartisan suscita perplessità. Come nel caso del sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano che manifesta "rispetto per tutte le proposte che arrivano dal Parlamento, non intendo esprimere opinioni che sembrino una sorta di invadenza nei confronti di ciò che appartiene alla legittima dialettica parlamentare", ma nel merito osserva che la questione non può essere collegata "soltanto ai tempi del riconoscimento della cittadinanza, trovo inutile discutere se siano meglio cinque anni o qualcosa di intermedio tra i cinque e gli attuali dieci".

    Piuttosto, il punto "sul quale occorre lavorare è il concetto di integrazione effettiva. E perchè l'integrazione sia effettiva, è necessario pregiudizialmente diminuire il fenomeno della clandestinità". In altre parole, "avere il minor numero di irregolari e il maggior numero di regolari. Parallelamente vanno avviati percorsi di integrazione concreta, d'intesa con gli enti territoriali". Il che significa - osserva Mantovano - "promuovere la conoscenza della lingua italiana, non di quella araba; significa avere tutti maggiore attenzione alla questione delle moschee e quando dico tutti intendo anche gli enti locali che molto allegramente concedono il terreno e a quegli istituti di credito che altrettanto allegramente concedono elargizioni senza ritorno per costruire moschee, mentre negano mutui ai propri clienti".

    Dunque, per il momento, secondo il sottosegretario all'Interno la priorità è aprire un dibattito su cos'è l'integrazione e come "realizzarla con atti amministrativi prima ancora che legislativi". Insomma, quando si crea un contesto di "regolarità e di consapevolezza diffusa sull'integrazione non c'è nulla di strano a mettere mano alle norme sulla cittadinanza che deve tuttavia presupporre un cammino serio d'integrazione, non il semplice scorrere del tempo".

    No della Lega all'iniziativa Granata-Sarubbi. Raffaele Volpi membro della Commissione Affari Costituzionali e del comitato ristretto sulla cittadinanza non ci gira intorno: "Non capiamo il contenitore politico di questa proposta. La Lega mantiene ferma la sua posizione contraria a qualsiasi semplificazione delle procedure per accedere alla cittadinanza da parte degli immigrati. E non sarà certo l'iniziativa personale di qualche deputato, magari in cerca di autore o di visibilità, a farci cambiare idea su un tema che era, e rimane, del tutto estraneo al programma della maggioranza di governo sottoscritto prima delle elezioni". Infine, osserva, "cinquanta firme non solo sono insufficienti in Parlamento a far pasaare la legge ma non sono niente in confronto alla stragrande maggioranza di cittadini che su questo tema e su altri, la pensano esattamente come noi e sono contrari alla cittadinanza facile agli stranieri".

    In Parlamento, il confronto è solo all'inizio.

    Pdl e Lega frenano sulla "cittadinanza breve" agli immigrati | l'Occidentale


    carlomartello

  4. #4
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Lega attacca Fini: sbagliatissimo «ius soli» in Italia
    Cota: «Siamo contrarissimi, non tradiremo mandato da nostra gente»



    ROMA - Lega contro il presidente della Camera Gianfranco Fini che ieri, alla Festa del Tricolore a Mirabello, ha ammonito al rispetto dello ius soli (il diritto di cittadinanza per chi nasce in Italia) in tema di immigrazione.

    La replica del Capogruppo Cota - «Il principio dello ius soli - replica a Fini il capogruppo della Lega alla Camera Roberto Cota- è un principio sbagliatissimo, l`effetto di dare la cittadinanza a tutti quelli che nascono sul nostro territorio sarebbe quello di attirare qui come una calamita milioni di immigrati che noi non abbiamo la possibilità di accogliere. La nostra gente lo sa, è contraria e per questo ci ha dato un mandato chiaro con il voto che noi non tradiremo. I Paesi che hanno introdotto il principio dello ius soli lo hanno fatto in contesti storici in cui avevano bisogno di immigrazione e questo non è il nostro caso».

    Lega attacca Fini: sbagliatissimo «ius soli» in Italia - DIARIODELWEB.it


    IMMIGRATI: BONI (LEGA), INUTILE CONSENTIRE INGRESSO A NUOVI LAVORATORI



    Milano, 23 set. (Adnkronos) - "Consentire in questo momento di difficolta' economica, l'arrivo di nuovi lavoratori stranieri equivarrebbe ad incrementare inesorabilmente il tasso di disoccupazione, andando ad incrementare le fila di coloro che sfruttano il lavoro nero e della delinquenza stessa". Lo afferma il capodelegazione della Lega Nord in giunta regionale lombarda, Davide Boni, sui dati diffusi dall'Ocse sulla disoccupazione tra cittadini immigrati.

    "I dati pubblicati sulla riduzione drastica nel numeri di assunzioni di cittadini immigrati -continua Boni- dovrebbero fare riflettere coloro che continuano a sostenere come non sia necessario legare il permesso di soggiorno al posto di lavoro e che di conseguenza fanno il tifo per una politica dell'immigrazione mirata a fare entrare piu' persone possibili in questo Paese, senza neppure preoccuparsi di come faranno a vivere".

    Per Boni e' "meglio, a questo punto, sollecitare prima di tutto il reintegro di quei cittadini italiani che, rimasti senza un posto di lavoro, aspettano di rientrare sul mercato e chiudere qualsiasi possibilita' di ingresso di nuova manodopera straniera''.

    Libero News - IMMIGRATI: BONI (LEGA), INUTILE CONSENTIRE INGRESSO A NUOVI LAVORATORI


    carlomartello

  5. #5
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Queste sono le tipiche mosse politiche che gli elettori odiano; anzichè lavorare per combinare qualcosa di concreto, i finiani spaccano la maggioranza su un tema che gli itagliani odiano, che non li riguarda, per dare una prova di forza ....che schifo
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  6. #6
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Al di là del fatto che Fini 20 anni fa sparava a zero contro la società multietnica, e che Granata era un oppositore di Fini, nella corrente Rautiana (quella più estremista), io mi auguro che nel PDL mantnegano la barra diritta, nonostante i finaini traditori.
    Altrimenti rottura di tutte le alleanze, a partire dalle regionali.
    Ultima modifica di carlomartello; 24-09-09 alle 13:07
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    inutile sottolinare che se lo ius soli passasse sarebbe gravissimo, questi sono i momenti in cui i nostri parlamentari devono ricordare a chi rema contro che senza i voti della Lega cade il governo.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Citazione Originariamente Scritto da CamiciaVerde Visualizza Messaggio
    inutile sottolinare che se lo ius soli passasse sarebbe gravissimo, questi sono i momenti in cui i nostri parlamentari devono ricordare a chi rema contro che senza i voti della Lega cade il governo.
    Penso che dopo certe idee di Fini diventi dura continuare con questo governo, certi danni possono diventare irreparabili, divisioni su queste tematiche non sono accettabili.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Citazione Originariamente Scritto da MirkoPNE Visualizza Messaggio
    Penso che dopo certe idee di Fini diventi dura continuare con questo governo, certi danni possono diventare irreparabili, divisioni su queste tematiche non sono accettabili.
    Ma infatti...sembra davvero che Fini stia cercando di far cadere il governo, non si capisce cosa speri di ottenere però, a livello personale...
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  10. #10
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    Predefinito Rif: Fini sfida la Lega sulla cittadinanza e il Pdl si divide

    Ho sempre pensato che Fini fosse più viscido di una serpe!!
    Ma arrivare ad un simile cambiamento di rotta per un ex fascista, mi puzza, mi puzza terribilmente....
    Ultima modifica di kappa; 24-09-09 alle 15:00

 

 
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