L'accordo generale sul commercio dei servizi (Gats), interno al percorso
dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sta approdando alla sua
fase pi˜ delicata.
I paesi (compresi Unione europea e Italia) devono entro marzo 2003
dichiarare quali servizi (dalle telecomunicazioni, all'energia,
all'istruzione, alla sanitý, ecc.) accettano di liberalizzare
completamente secondo le regole Wto. Un passo storico e determinante nel
processo di liberalizzazione dei mercati che diventano ancor pi˜ i soli
regolatori di servizi e beni di interesse sociale e comune.
In questa fase la Commissione europea, fa finta di "consultare" la
societý civile informandola e chiedendo di esprimere un parere con un
formulario su internet.
Ovviamente voi di tutta questa storia non ne sapete nulla. Come tutti
i/le cittadini/e d'Europa.
Noi vi chiediamo di scrivere una letterina di "sconfessione e denuncia"
di questa pratica (qua sotto testo e istruzioni) entro il 10 gennaio.
Vi ringraziamo se vorrete darne notizia partecipare.
L'iniziativa Ë promossa dal Coordinamento europeo contro i Gats e in
Italia sostenuta da tante associazioni e reti.
tutte le info su Gats:
http://www.attac.org/italia/privatizzazioni/nogats.htm
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MISURE DA ADOTTARE ENTRO IL 10 GENNAIO 2003
1. Premessa per la richiesta di parere
Il 12 novembre del 2002 la Commissione Europea ha pubblicato nel suo sito
una richiesta di parere pubblica sulle richieste di liberalizzazione
fatte pervenire all'UE da altri stati reclamando un maggiore impegno nel
quadro degli accordi GATS.
http://europa.eu.int/comm/trade/serv...r121102_en.htm
Le 51 pagine che costituiscono il documento contengono brevi riassunti
delle richieste settoriali che a tutt'oggi gli altri 21 stati membri
dell'OMC hanno presentato alla UE. (Al momento della redazione di questa
circolare,
il testo era ancora disponibile solo in inglese).
Molti sono i problemi collegati al documento in oggetto. Sono state
tralasciate molte informazioni cruciali e nei riassunti non Ë specificato
quali sono gli stati che hanno inoltrato le richieste. Per comprendere a
fondo la posta in gioco dei negoziati in atto, Ë importante sapere chi
richiede cosa.
» importante, per esempio, sapere se una richiesta proviene da un paese
commercialmente importante per líUe come gli Usa, perchË sarý trattata
diversamente dalLe richieste di paesi come il Nicaragua.
Non Ë chiaro come questa consultazione possa incidere sulla posizione
dellí Ue nei negoziati Gats. Per es., la data limite per le risposte Ë
fissata al 10 gennaio 2003. Meno di una settimana dopo la Commissione ha
in programma la prima bozza i offerte agli stati membri. Come Ë possibile
che il tempo sia sufficiente per procedere e considerare attentamente le
richieste?
Il tempo per rispondere Ë decisamente troppo poco.
Un annuncio pubblicato nel proprio sito su un argomento cosÏ delicato
come il GATS non Ë certo il modo appropriato per fare il bilancio della
situazione con la societý civile. Tutte le parti in causa dovrebbero
essere propriamente informate su una richiesta di parere.
La richiesta di parere non contiene nessuna informazione sulle 109
istanze che la UE ha presentato agli altri stati - e che costituiscono
una parte essenziale dei negoziati GATS - e quindi ci hanno "raccontato"
solo una parte della storia.
Dal punto di vista politico, ci si interroga sull'evoluzione di questa
richiesta di parere e sul suo conseguente uso da parte di coloro che
portano avanti l'agenda del GATS.
Con gli stati membri dell'Unione Europea che rendono pubbliche le proprie
richieste di parere, questa procedura diretta dalla Commissione sembra
essere un tentativo della Commissione di mantenere il controllo sulle
trattative GATS. Per essere efficaci, le richieste di parere rivolte alla
societý civile dovrebbero essere gestite a livello di ciascun stato
membro. Gli stati membri sono direttamente responsabili di fronte ai
propri cittadini e possono garantire una pi˜ efficace partecipazione di
tutte le parti in causa.
La richiesta di parere impallidisce a confronto dei baratti conclusi fra
il mondo imprenditoriale e la Commissione Europea da quando la campagna
GATS2000 Ë stata lanciata.
(vedere http://www.gatswatch.org/ESF-EC)
Esiste un rischio fondato che la Commissione si serva di questo documento
per affermare di aver adeguatamente consultato tutti i gruppi della
societý civile sulla sua posizione nell'ambito dei negoziati GATS.
Al fine di gestire questa situazione, la nostra azione ha come obiettivo
dimettere a punto una posizione fortemente critica verso il documento e
organizzare un'azione volta a delegittimare la procedura.
2. Strategia di risposta: disimpegno attivo
La risposta che segue (parte 3) vuole proporre alcune motivazioni chiave
per rifiutare la richiesta di parere della Commissione e dovrebbe essere
indirizzata direttamente alla Commissione.
Si raccomanda di far circolare questo appello a tutti gli attivisti GATS
dei vari paesi europei.
Sarebbe straordinario poter fare la traduzione di questo programma di
azione in modo da tempestare la Commissione di e-mail in tutte le lingue
europee.
AZIONI DA ADOTTARE: Il testo che segue puÚ essere copiato in una e-mail e
inviato agli indirizzi indicati.
Nella e-mail, si dovrý indicare IL PAESE DI PROVENIENZA E
L'ORGANIZZAZIONECHE SI RAPPRESENTA, SE RILEVANTE.
Le e-mail dovranno essere inviate alla Commissione prima del 10
gennaio2003.
Il testo puÚ essere inviato cosÏ com'Ë, oppure si possono aggiungere
ulteriori informazioni - sta a voi deciderlo.
Il nostro obiettivo Ë che il maggior numero di persone possibile agiscano
in modo pan-europeo e tempestino la Commissione di obbiezioni alla
richiesta di parere.
3. Testo di risposta: da inviare ai seguenti indirizzi della Commissione
(e Ministeri del Commercio nazionali) - INCOLLATO NEL CORPO DI UNA E-MAIL
Inviare ai seguenti indirizzi (possono essere tutti inclusi nella stessa
e-mail):
(1) TRADE-GATS-CONTACT-POINTS@cec.eu.int
(2) Pascal Lamy: commissaire-lamy@cec.eu.int
(3) J.Aguiar Machado, Capo dei
Servizi:joao-luis.aguiar-machado@cec.eu.int
(4) Ministero del commercio del vostro paese info@mincomes.it
(5) In copia a GATSprotest@xs4all.nl
INIZIO DEL TESTO
AGGIUNGERE NOME
AGGIUNGERE ORGANIZZAZIONE (SE RILEVANTE)
AGGIUNGERE PAESE (MOLTO IMPORTANTE!)
COPIA AL MINISTERO DEL COMMERCIO DEL VOSTRO PAESE, SE POSSIBILE
(mailtonfo@mincomes.it)
In seguito alla pubblicazione della Commissione Europea (11 dicembre
2002)dell'avviso di una richiesta di parere sui negoziati GATS
attualmente in atto, vorrei manifestare i miei timori al riguardo.
Il documento con il quale si invita a dare il proprio parere non fornisce
nÈ informazioni essenziali sulle richieste pervenute alla UE nÈ
informazioni chiave sullo stato dei negoziati GATS.
Per esempio:
1) Nel corso dell'ultima sessione dei negoziati GATS, l'UE ha posto una
condizione fondamentale in relazione al settore dei servizi in cui si
afferma che "in tutti gli stati membri dell'Unione Europea i servizi che
ricadono nella sfera dei servizi di interesse pubblico a livello
nazionale o locale possono essere soggetti a monopolio di stato o a
diritti esclusivi concessi a operatori privati". Come spiegato dalla
stessa CE (in una nota allegata alla suddetta clausola), questa clausola
esclude i servizi pubblici dal GATS. Eppure, nei negoziati in corso, i
maggiori partner commerciali hanno richiesto l'eliminazione della
clausola in oggetto. Nel caso in cui,come richiesto, si proceda a
temperare i contenuti di questa clausola, gli accordi GATS potrebbero
investire un buon numero di settori chiave di vitale importanza.
Considerata la portata dell'esclusione dei servizi di interesse pubblico,
non Ë accettabile che il documento per la richiesta di parere non
menzioni il fatto che questa condizione sia stata contestata.
2) Al capitolo "Servizi di istruzione" (p.28), le richieste presentate
alla UE sono di forte interesse pubblico. Dove i paese europei si sono
impegnati verso il GATS alla voce servizi di istruzione, hanno indicato
la clausola che si applicano unicamente a "servizi formativi finanziati
con denaro privato". Sebbene questa definizione non sia chiara,
potenzialmente esclude la maggior parte dei servizi formativi dell'Unione
Europea, anche se non Ë mai stato ufficialmente confermato. Nei negoziati
in corso, Ë stato richiesto alla UE di estendere i principi contenuti nel
GATS a tutti i servizi formativi, ciÚ che comporterebbe, per esempio,
aprire elementi chiave, che possono andare da contributi pubblici,a enti
di istruzione e formazione commerciali a scopo di lucro. Di conseguenza,
si assisterebbe in tutti i paesi europei a una totale trasformazione del
sistema di erogazione dell'istruzione primaria,secondaria e
universitaria. » senza dubbio una richiesta cruciale e il fatto che non
venga spiegata la sua vera portata, inficia l'opinione che i riassunti
presentati nel testo di questa richiesta di parere illustrino la
situazione nella sua interezza.
3) Gran parte della preoccupazione dei cittadini riguardo i negoziati
GATS si focalizza sull'impatto che l'accordo avrý sulla legislazione. Ci
si riferisce ai negoziati in corso sulla Legislazione Nazionale (articolo
VI.4)e l'effetto che potrebbe avere, per esempio, sull'elaborazione delle
leggi. Concerne, inoltre, i tentativi di ampliare la portata dell'accordo
fino a interessare anche i servizi direttamente contrattati dai governi
(Appalti Governativi). L'UE ha giý chiarito la sua posizione su questi
aspetti del GATS e ne ha informato il settore. PerchÈ, allora, il testo
della richiesta di parere tralascia questa informazione?
Tali omissioni (e l'ultima ne Ë solo un esempio) dimostrano che la UE non
prende seriamente questa procedura. PerciÚ, in quanto membri della
societý civile europea, mettiamo in dubbio la serietý con cui le nostre
risposte verranno considerate.
In considerazione di questi vizi, la Commissione non deve, in
futuro,utilizzare questa richiesta di parere "una tantum" per affermare
che l'opinione pubblica Ë stata adeguatamente informata e partecipa ai
negoziati GATS. Oltre agli esempi di omissione sopra citati, il tempo
accordato per inviare una risposta Ë insufficiente e non c'Ë una chiara
indicazione di come le risposte si inseriranno nell'attuale processo
decisionale
dell'Unione. Quest'ultimo punto Ë particolarmente importante data la
natura del processo di negoziazione del GATS. Per esempio, il documento
della richiesta di parere fa riferimento alle 21 richieste che sono state
presentate al momento in cui la Commissione lo ha preparato. Da allora ne
sono state ricevute altre 9. In che modo la Commissione intende mettere
al corrente l'opinione pubblica delle informazioni contenute nelle ultime
richieste? Fino a quando la Commissione non divulgherý i documenti che
effettivamente formano l'oggetto dei negoziati, si continuerý a
denunciare tentativi come questo per quello che sono: esercizi politici
che mirano a sviare le preoccupazioni sempre crescenti dell'opinione
pubblica sul GATS e l'insoddisfazione per una gestione antidemocratica e
ambigua della politica commerciale.
I problemi legati a questa consultazione non hanno fatto altro che
accentuare ulteriormente la necessitý di rendere apertamente disponibile
tutta la documentazione pertinente.
A questo scopo, diventa imperativo che le informazioni seguenti siano di
dominio pubblico:
a.. Le 109 richieste che l'UE ha presentato agli altri stati membri
dell'OMC -inoltrate il 4 luglio 2002.
b.. Le richieste ricevute dall'UE da parte degli altri stati membri
dell'OMC -che sono state inoltrate il 30 giugno 2002, e che formano la
base portante della richiesta di parere;
c.. Le proposte alle quali sta lavorando Commissione Europea in
collaborazione con gli altri stati membri dell'Unione;
d.. Le offerte finali che l'UE ha presentato in risposta a queste
richieste ñ un processo il cui inizio Ë previsto per la fine di marzo
2003 e che continuerý per tutta la durata dei negoziati (che si
dovrebbero concludere a gennaio2005).
» un'azione tanto pi˜ necessaria considerando le risposte ricevute da
tutti i paesi europei a questa richiesta di parere.
Inoltre, le poche informazioni presentate nel documento della Commissione
non fanno che acuire le preoccupazioni della societý civile [mio] poichÈ
confermano l'enorme portata dei negoziati sul GATS, che, solo per citarne
alcuni, toccano settori come l'istruzione, i servizi sociali, i servizi
culturali, il settore delle trasmissioni radiofoniche e televisive, i
servizi postali.
PoichÈ la scadenza iniziale per le offerte Ë prossima, la Commissione non
dovrebbe prendere posizioni su questioni cruciali come queste senza una
completa verifica del parlamento e dei cittadini. Adottare una tale
procedura significherebbe favorire il controllo democratico attraverso
l'effettiva partecipazione dei cittadini a livello nazionale, aumentare
la trasparenza verso l'esterno rendendo i documenti sottoposti al
negoziato accessibili al vaglio dell'opinione pubblica e sviluppare
meccanismi fattivi garanti del fatto che i partecipanti al tavolo delle
trattative non incorporino solo gli interessi delle aziende nelle loro
strategie di negoziazione. A questo scopo, prima che i negoziati
procedano oltre, deve esserci una valutazione accurata e indipendente dei
negoziati come espressamente accordato dal GATS.
per info: http://www.attac.org/italia/privatiz...spostagats.htm




nfo@mincomes.it)
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