da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...170336,00.html
Bossi preme sul cda: "Mi sto innervosendo: subito un polo tv al Nord". Il consigliere lumbard Albertoni lo rassicura: "E' un punto fermo del nostro programma".
ROMA - Proprio oggi Ettore Albertoni ribadisce la necessità di portare l’intera Rai Due a Milano. Umberto Bossi lo chiede da sempre, e va manifestando una certa fretta perché si realizzi un polo tv del Nord.
“Ora basta, mi sto innervosendo - ha tuonato il Senatùr dalla festa di Miss padania - E' venuto il momento. E' inevitabile che una rete vada al nord, una al sud e una resti a Roma''. E su quali siano i tempi per realizzare questo processo Bossi ha le idee chiarissime: "Bisogna che il consiglio d'amministrazione, che adesso è fatto da gente perbene e non come quelli che c'erano prima ed erano lì solo per mantenere il centralismo, lavorino in questo senso. Oggi c'e la forza e l'occasione per fare quello che si deve fare. Purtroppo però vedo che la tv di Stato è ancora troppo in mano a uomini strapagati che rappresentano il centralismo: con questi bisogna avere la mano pesante”.
Un ultimatum che Albertoni, consigliere lumbard del consiglio di amministrazione, non lascia cadere nel vuoto. Bossi chiama? Il "giapponese" di Viale Mazzini lo rassicura. "Il progetto di rete Nord è completo e lo sviluppo in senso federalista è leggibile nella Costituzione e lo sarà sempre di più nell'ottica della devoluzione. La Rai - dice in un'intervista al Giornale - è nata a Torino e fino a qualche decennio fa produceva l'85% dei programmi a Milano. Oggi, per una tipica deformazione romana, le iniziative vengono appaltate all'esterno con un lievitare insopportabile di costi. Per questo il polo tv del Nord è un punto fermo del nostro programma, secondo delibere formali del cda".
Rai Due dunque a Milano? Guido Possa, viceministro all'Istruzione con delega alla ricerca la considera una richiesta giusta. Possa, che nei giorni scorsi ha ricevuto dal ministro Moratti l'incarico di realizzare, in collaborazione con la Rai, un canale satellitare dedicato alla ricerca, spiega che ''Milano ha bisogno di dare spazio alle grandi potenzialità e capacità di autori e registi che operano nel nord e che non trovano al momento spazio nella Tv pubblica. Ci sono talenti e valori culturali che sono accantonati''.
(16 FEBBRAIO 2003, ORE 150)
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