L'instancabile popolo dei ''No war'' ha giocato per tutta la mattina a guardia e ladri con le forze dell'ordine, attraverso i campi che si estendono lungo le rotaie della linea Pisa-Livorno, cercando di conquistarsi una fetta di binario per protestare contro il passaggio dei ''treni della morte'' in arrivo da Vicenza e diretti alla base di Camp Darby.
Il primo appuntamento per l'azione di ''train stopping'' i disobbedienti se lo sono dato alle 4, alla sede di Rifondazione Comunista a Pisa, ma a quell'ora dai presidi pacifisti del nord Italia e' rimbalzata la notizia che tutto era ritardato di almeno tre ore, il tempo utile a recuperare le forze dopo la manifestazione di ieri. Alle 7,30 circa una nuova riunione: all'appello almeno una cinquantina di attivisti, tra questi anche i leader Nicola Fratoianni, Anubi D'Avossa e Vittorio Agnoletto, con una strategia precisa in mente, sfiancare ed ingannare le forze dell'ordine per raggiungere i binari. Alcune auto civetta organizzate dai disobbedienti sono partite verso obiettivi 'fasulli', nel tentativo di distogliere l'attenzione di polizia e carabinieri, mentre altre tre auto, con una dozzina di ''No war'' hanno raggiunto un passaggio a livello a circa 4 km dalla stazione di Tombolo, in prossimita' della base logistica americana. I pacifisti pero' hanno avuto giusto il tempo di arrivare ai binari ed esporre lo striscione con la scritta ''Train stopping'' perche' alcuni minuti piu' tardi sono arrivate le camionette del reparto mobile della polizia e quelle dei carabinieri con agenti e militari in tenuta antisommossa, che li hanno spintonati verso la strada. Si sono registrati alcuni momenti di tensione quando al sopraggiungere del primo convoglio che trasportava materiale militare le fila dei disobbedienti, che intanto si stavano ingrossando con l'arrivo di nuovi gruppi, sono state spinte lontano dalla strada ferrata, oltre la barriera del passaggio a livello, e accerchiata da un barriera umana di poliziotti. Per questo trattamento Fratoianni e Agnoletto rivolgendosi al capo della Digos pisana hanno protestato: ''Avevamo concordato la distanza dal binario e la stavamo rispettando, perche' ci hanno spinto in modo cosi' brutale?''. E mentre gli attivisti gridavano la loro protesta contro il secondo convoglio diretto a Camp Darby, un altro gruppo di una decina di persone si e' allontanata in macchina, lungo l'Aurelia, in direzione della base americana, in cerca di un punto di passaggio, per raggiungere i binari. Individuata la zona, a circa mezzo chilometro dal passaggio al livello, hanno abbandonato l'auto al margine della strada ed hanno saltato il fossato attraversando i campi, fino alla ferrovia. Si sono seduti sui binari fino a quando le forze dell'ordine sono arrivate correndo sulla strada ferrata e li hanno spostati di peso. Nel frattempo era in arrivo un treno passeggeri che dopo aver rallentato si e' fermato per una trentina di secondi. Il macchinista ha salutato il presidio dei disobbedienti che ha applaudito e molti dei passeggeri hanno abbassato i finestrini per battere le mani a loro volta. ''Vedete chi blocca la circolazione dei treni - gridavano intanto i pacifisti - sono loro, e' la polizia''. Per circa una mezz'ora gruppi di disobbedienti hanno corso, in ordine sparso, lungo la ferrovia, inseguiti dalle forze dell'ordine. ''Oggi giochiamo a guardie e ladri'', ha urlato Fratoianni, ''ma chi sono le guardie e chi i ladri?'' ha aggiunto D'Avossa. ''Attenzione - ha tagliato l'aria una voce al megafono - sono in arrivo cinque mongolfiere dei disobbedienti che attaccheranno i convogli militari ed i nostri uomini rana stanno gia' risalendo il canale dei Navicelli, verso la base di Camp Darby''. A questo punto l'azione di protesta sembrava ormai essersi esaurita e molti pacifisti erano gia' sulla strada del ritorno, quando due auto con a bordo gli attivisti hanno imboccato una serie di strade secondarie, fino ad un campo, lungo la ferrovia ad 1 km circa da Tombolo. Facendosi varco tra un cespuglio di rovi e passando attraverso un buco nella rete a protezione della ferrovia (''c'e' sempre un foro nelle reti di recinzione, l'abbiamo visto anche ieri all'aeroporto, basta cercare'', ha detto Fratoianni) i ''No war'' hanno guadagnato un binario ed hanno avuto il tempo di percorrerlo per un centinaio di metri, in direzione della base, esponendo il loro striscione. Ma dall'Aurelia sono arrivati i carabinieri che saltato il fossato hanno raggiunto i ragazzi. ''Torniamo in federazione'', ha gridato D'Avossa, facendo dietro-front. ''Per ora andiamo a Pisa - ha dichiarato Fratoianni - fino al prossimo treno, poi vedremo''.




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