Francia, Germania e la povera sinistra italiana.
Ancora una volta la sinistra si dimostra fortemente debole sia sul piano organizzativo che sul piano propositivo.
Che cosa è accaduto nel frattempo perché di nuovo essa si trovi spinta nel baratro del nulla in coincidenza e nella questione del disarmo dell’Iraq?
La Francia è interessata a limitare la presenza nel mondo degli USA, magari con qualche baratto diplomatico, perciò in accordo con la Germania, che ha un ruolo forte nell’economia europea, spinge perché gli USA non agiscano con la stessa energia dimostrata un anno fa, e per far ciò sono disposti ad usare il veto contro le decisioni americane. Ma la prima, la Francia, nasconde anche vergognosamente i suoi intrallazzi nelle numerose guerre in Africa.
E gli italiani?
Una parte cospicua preferisce accodarsi ai due paesi europei, demandando loro una decisione che dovrebbe essere propria: infatti non dicono “dobbiamo fare così”, ma dicono “L’Europa e l’Onu devono stabilire i modi e i metodi per fermare la guerra e disarmare Saddam”.
È certamente un grande passo in avanti l’aver detto questo di Saddam, comodo peraltro, ma manca la cosa più importante senza la quale non sono in grado di proporsi come forza di governo: un piano.
Sì manca il piano, non dicono “come e con quali mezzi fermare e disarmare Saddam” e in ciò dimostrano di aver acquisito in nessun modo il senso di responsabilità di governo in forza politica che aspira a guidare il paese Italia.
Non si può presentare il conto agli USA usando delle posizioni strategiche franco-tedesche, che da paesi sovrani presentano invece un piano, non offrendo nulla di concreto ai propri elettori ed appiattendosi nelle posizioni retrive dell’estrema sinistra.
Non si può dire agli Italiani che non contano nulla a livello internazionale senza prensetare un piano che tuteli gli interessi degli italiani nel mondo.
Quella parte vede – adesso è lecito affermarlo - nell’azione dei due paesi europei un motivo per eternare la malcelata lotta contro gli americani, altrimenti non si spiegherebbe la posizione, dato che o sono incapaci a mostrare un piano autonomo in accordo con una propria politica internazione rispetto al proprio paese
oppure non avendo nulla da dire accettano un fortuito piano che è stato trovato per l’appunto.
Ciò non fa fare bella figura all’intera Italia all’estero, in quanto demanda le proprie decisioni ad altri, senza preoccuparsi di quelle che dovrebbero essere gli interessi del paese Italia: grave, molto grave, anzi gravissimo che esistano degli irresponsabili in Italia.
Ed in questo modo la sinistra non ha nemmeno permesso che fosse intrapresa una seria discussione sulla questione internazionale, lanciando inutili e faziosi slogan verso una pace generica e vuota.
Invece nel centro-destra non c’è stata affatto la supina accettazione sia del piano USA che di quello franco-tedesco, ma la mediazione per un piano comune, con l’unico intento di disarmare Saddam, sapendo che l’Italia geograficamente è il paese occidentale più vicino all’Iraq, perciò maggiormente interessato ai cambiamenti politici che potrebbero avvenire nel Mediterraneo, assumendo perciò un ruolo di primo piano, che non fosse passivo alle decisioni altrui.
Per sviare coloro i quali potrebbero essere i possibili delatori di quanto ho affermato, premetto che in tale analisi non si afferma affatto che bisogna far guerra,
ma tutt’altro, si afferma invece che bisogna avere un piano proprio che propenda presso l’una o l’altra delle posizioni, pur di affermate una propiria autonomia politica sul campo internazionale.
Saluti Liberali
Giorgio




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starà facendo na crociera osti!!!!!
