essendomi capitata per le mani un'edizione italiana, mi sono deciso finalmente a leggere il benedetto panphlet "la rabbia e l'orgoglio", di Oriana.
Il libro si fa leggere, la scrittrice sa il fatto suo e ha talento, non c'è dubbio. Ma è anche pieno di luoghi comuni, esagerazioni e inesattezze. Per esempio etichettare i mussulmani come "quelli che hanno sempre il culo per aria"... certo che le grane l'oriana se le va proprio a cercare.
Da' anche fastidio la continua menzione alle "glorie" storiche della sua famiglia. Diamine! l'abbiamo capito che ha una famiglia di personaggi degni di comparire sulle pagine dei libri di storia... Però anche qui, luoghi comuni a non finire, cominciando dall'antifascismo sbandierato ad ogni pie' sospinto, come se il governo italiano 1922-1943 fosse stato solo una sequela di sciagure ed errori. Ebbasta con questa vulgata resistenziale... ma Oriana oltre alle memorie familiari ha letto qualcosa, ha buttato un occhio sugli studi storici da De Felice in poi?!
Altre carrettate di luoghi comuni vengono con il filo-americanismo sfegatato che professa, a volte con un'ingenuità che fa pensare che lei -a dispetto di quel che dice- è ormai, in pectore, un'american citizen. Vabbe', sorvoliamo, magari è l'età...
Ci sono comunque diversi aspetti positivi nel libro: il richiamo al giusto "orgoglio" per la propria cultura di radici cristiane, di fronte alla marea montante dell'invasione allogena, che Oriana denuncia senza mezzi termini e senza buonismi ipocriti. Pane al pane e vino al vino. Gli allogeni sono orde di invasori venuti a portarci via la terra. Con noi non hanno nulla da spartire, altro che "integrazione"! Su questo Oriana centra il bersaglio ed entra in sintonia con quella maggioranza silenziosa che in fondo la pensa come lei ma non ha il coraggio di spezzare la cortina di omertà che il Sistema ha disposto tutt'attorno alla faccenda per confondere, disinformare, impaurire, fiaccare lo spirito di resistenza degli autoctoni, e quindi agevolare l'invasione.
Insomma, al libro darei un 8, più che altro per la forza ed incisività del 'jaccuse contro l'Europa dimentica della sua storia, codarda, imbelle ed imbecille che cade in ginocchio di fronte alle orde dei popoli d'oltremare.





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