![]()
Le masse arabe emarginate sarebbero, secondo un documento che la brigatista arrestata domenica dopo un conflitto a fuoco ha letto davanti ai magistrati, il naturale alleato delle nuove Br. Uno scenario inquietante.
FIRENZE - "Quando accaduto domenica è stato un fatto accidentale. L'obiettivo della lotta armata è l'attacco al progetto di rimodernizzazione economico sociale e istituzionale del Paese in cui rientra anche l'attentato a Biagi". Un processo fondato sulla contrapposizione al governo Berlusconi e alle sue politiche economiche e del lavoro.
E in questo progetto "le masse arabe islamiche, espropriate e umiliate, sono il naturale alleato del proletariato metropolitano".
Pur se largamente annunciato, quello che Desdemona Lioce, la donna arrestata dopo la sparatoria di domenica nella quale ha perso la vita il suo compagno di militanza armata Mario Galesi, resta un documento dirompente. Anche se in gran parte segretato. Le dieci pagine scritte a mano su fogli di quaderno a quadretti e con una grafia femminile tonda e
chiara, sono al vaglio di tutti gli inquirenti che si stanno
occupando dell'inchiesta sull'attentato a Massimo D'Antona. Il
documento inviato dalla procura di Roma a quelle diu Bologna e Firenze, è nello stesso stile, complesso e a volte involuto, di altri scritti di rivendicazione delle Brigate Rosse.
La donna, che ne aveva annunciato la scrittura fin dai primi momenti della detenzione, lo ha letto oggi davanti ai magistrati che l'hanno interrogata e convalidato l'arresto. "Non è una rivendicazione dell'omicidio di Marco Biagi - si preoccupa di spiegare ai cronisti il legale della donna - ma solo una presa di posizione politica della mia cliente".
Di fatto però, le affermazioni della Lioce restano gravissime e, soprattutto, aprono uno spaccato inquietante sulle linee programmatiche che il (pur sparuto, secondo i magistrati) gruppo di terroristi combattenti che ancora insanguinano il Paese si pone. Tanto per cominciare, la Lioce chiarisce che l'omicidio di Marco Biagi rientra a pieno titolo nell'attacco alla modernizzazione dello Stato che i brigatisti stanno mettendo in atto.
D'altronde, nel documento che la donna ha letto ai pm Franco Ionta e Pietro Saviotti, vengono messi sullo stesso piano sia Confindustria che sindacati. Nessuna differenza, quindi, tra le oprganizzazioni padronali e quelle dei lavoratori, unite dalla "bestia nera" dell'ultimo estremismo rosso, la concertazione. La stessa che avrebbe giustificato gli omicidi di Biagi e D'Antona.
Poi spiega che, nonostante sia stato colpito "il compagno Galesi, che ha messo a disposizione della rivoluzione la prorpia energia senza limiti" l'episodio di domenica non si inserisce nell'ambito della guerra allo Stato. "Gli obbiettivi sono altri - spiega la donna - e non cadono per la morte di un compagno".
Quali siano gli obbiettivi, sembra chiaro, pur nella confusionaria visione del mondo dei brigatisti: "ricostituzione di un fronte antimperialista con la trasformazione della guerra imperialista in guerra rivoluzionaria".
Un modo contorto per rivendicare tutta la storia delle passate Br, quelle di Moretti e di Curcio, che della "lotta all'imperialismo" avevano fatto la propria bandiera, ma, nello stesso tempo, per superare la visione "nazionale" del confronto.
In questo, resta emblematico l'accenno alle "masse arabe islamiche", gente delusa, emarginata, alla quale proporre una via d'uscita che ha il sapore della beffa: quella della guerra permanente e degli attentati. Una eventuale saldatura, quella tra terrorismo interno ed islamico in genere, della quale avevano già parlato i servizi segreti, e che lo stesso ministro degli Interni Pisanu aveva ventilato.
Le parole della Lioce, per ora, restano solo una dichiarazione d'intenti. E il suo avvocato, spiega che "si tratta di una rivendicazione di appartenza alle Br" e non di altro. Di certo, le sue parole spaventano, per il rischio di terrore strisciante che comportano. A gettare acqua sul fuoco però, ci sono i magistrati, che, pur se pericolosissimi, considerano i nuovi brigatisti pochi e male organizzati.
(5 MARZO 2003, ORE 15.04 aggiornato alle 17.25)
Da: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...172342,00.html




Rispondi Citando
