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    Red face Il mio saluto ad un genio del cinema italiano: ciao Albertone!

    A quasi 36 anni dalla scomparsa del Principe della Risata Totò, l'Italia oggi perde un altro protagonista.
    Questo thread è un omaggio al geniale Alberto Sordi, che vivrà a lungo nei nostri ricordi più lieti.

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    Da quelle di "Un americano a Roma" a quelle dei "Vitelloni", molte frasi dell'attore sono entrate nel vocabolario comune

    "Macarò, m'hai provocato..."

    Ecco le battute celebri di Sordi


    ROMA - Vedovo, americano a Roma, vigile, magistrato, detenuto, medico, borghese, seduttore, soldato, tassinaro. Tutti ricordano i mille volti assunti nella sua lunghissima carriera, ma ancor più rimangono nella memoria e nel patrimonio collettivo le altrettanto celebri battute che Alberto Sordi ha regalato alla "grammatica interiore" degli italiani.



    Indimenticabile la scena di "Un americano a Roma" in cui Sordi, nei panni di "Nando Moriconi", giovanottone di borgata con la "fissa" dell'America, a cavalcioni di una sedia impagliata, vestito di t-shirt bianca alla James Dean e blue jeans, respinge il piatto di pasta lasciatogli dal padre sul tavolo della cucina in favore di cibi americani o presunti tali, mostarda, yogurt, marmellata: "Maccaroni! ...uhm... maccarò! Questa è robba da carettieri. I nu' mangio macaroni, io so' americano". Ma poi, di fronte alla "provocazione" insistente di quel piatto fumante, l'Albertone dal cuore profondamente mediterraneo e italiano cede: "Macarò... m'hai provocato e io te distruggo, macaroni! I me te magno!". Ma tutto il film è una collezione di gag citatissime: da quella dell'americano del Kansas City alla frase "a me m'ha bloccato la malattia..", al celebre idioma anglo-maccheronico coniato da Sordi e dagli sceneggiatori (di cui si ricorda soprattutto l'espressione "santibailor") fino all' epiteto riservato a Carlo Delle Piane, "cicalo" ("e statte zitto, statte zitto à cicalo").

    Non ha bisogno di parole la sonora pernacchia che Sordi, "vitellone" perdigiorno e gaudente nel film di Fellini (1953), al termine di una notte brava, si prende gioco di gruppo di operai apostrofandoli con lo sberleffo "Lavoratori! Lavoratori della malta! Prrrr... (accompagnato da un eloquente gesto con l'ombrello).

    Da "Vedovo" Sordi, a passeggio insieme a un amico, rivela il suo sogno: "Ho sognato che ero rimasto vedovo. Un sogno completo: morte, camera ardente, funerale. Io camminavo dietro al feretro. Mentre tutti piangevano, io ridevo. Poi, mentre calavano la bara giù, nella fossa, ho sentito come un colpetto qui dietro alla nuca. Tac! Anche abbastanza forte. Mi sono risvegliato nel mio letto: era mia moglie che mi diceva, 'cos'hai cretinetti, ridi nel sonno?'".

    Memorabile, nel "Tassinaro", la lite con il turista americano su "Dallas": "Ma che, noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in televisione de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate? Perché voi ce dovete rompe li cojoni con 'sto 'Dallas'?". Ancora, da "Mamma mia che impressione", Sordi allo scopino in strada: "Molte immondizie, scopì? Che ce voi fà, se non ci fossero gli insudicioni non ci saresti neanche tu scopì, non ti pare?".

    Celebre anche la caricatura del funzionario ne "Il commissario", con il personaggio del vice commissario Lombardozzi Dante. Quando si presenta a una ragazza spaventata, Lombardozzi dice: "Capisco che un animo sensibile come il suo possa turbarsi, ma non il funzionario deve impressionarla, bensì l'uomo".

    In "Le coppie" (1970), film a episodi, Sordi è l'operaio metalmeccanico Giacinto che va a festeggiare l'anniversario di nozze in Costa Smeralda con la moglie Erminia. Del tutto fuori luogo, per abitudini, abbigliamento, stato sociale, guardato dall'alto in basso dagli snob che all'inizio degli anni '70 ancora frequentavano la costa nord della Sardegna, Sordi-Giacinto ad un certo punto sbotta: Che gente, Ada mia". Dell ostesso "umore" quel "non ci facciamo riconoscere" usata da Sordi in "Crimen" (1960), mentre è a Montecarlo con altri italiani sospettati di un omicidio che non hanno commesso.

    Al passo coi tempi in "Io so che tu ai che io so" (1982), il bancario Sordi scopre la tossicodipendenza della figlia e i tradimenti della moglie. Alla figlia, per apparire moderno, dice: "E che voi che sia 'n po' de droga, 'n po' e cocaina".

    Accusato di un attentato in un "Un eroe dei nostri tempi" (1955), in un interrogatorio si difende perché segna tutto quello che fa su un taccuino, ma gli dicono che può essere incriminato lo stesso: "Ma allora io butto la bomba e sfascio tutto, sfascio...".



    Ma tante altre battute, anche al di là del contesto in cui sono nate, hanno ormai assunto un carattere idiomatico, di espressione che comunemente tutti, e non solo i romani doc, usano: "Ma chi sei, che voi, chi te conosce", "Ahò, ammazza che fusto", "Boni, state boni". E, infine, forse non fa ridere ma il celebre schiaffo che Sordi dà al principale Claudio Gora, facendolo cadere in una piscina, segna il riscatto dell'italiano medio che Sordi, affettuosamente ma amaramente, ha interpretato per una vita.

    •   Alt 

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    LA BIOGRAFIA

    Alberto Sordi, una vita sotto i riflettori


    Una vita in scena. E' stato questo il percorso di Alberto Sordi, morto oggi a Roma per una grave malattia. Nato il 15 giugno 1920 a Roma, nel cuore di Trastevere, figlio di Pietro, concertista al Teatro dell'Opera di Roma, e di Maria, maestra elementare. Si esibisce davanti al pubblico fin da bambino, girando la penisola con la compagnia del Teatrino delle marionette. Poi canta come soprano nel coro della Cappella Sistina e a 16 anni incide un disco di fiabe per bambini.

    Dopo aver abbandonato l'Istituto d'Avviamento Commerciale 'Giulio Romano' di Trastevere (si diplomerà in seguito studiando da privatista), si trasferisce a Milano per frequentare l'Accademia dei Filodrammatici. Ma a causa del suo spiccato accento romano, Sordi viene espulso dalla scuola e soltanto nel 1999 riceverà dall'Accademia un diploma honoris causa in recitazione, quasi una sorta di risarcimento.

    E' il 1936, Sordi tenta senza successo la strada del teatro leggero, poi torna a Roma, dove partecipa come comparsa al film "Scipione l'Africano". L'anno successivo vince un concorso della Metro Goldwin Mayer come doppiatore di Oliver Hardy e debutta nell'avanspettacolo proprio in qualità di imitatore di Stanlio e Ollio, con il nome d'arte di Albert Odisor.

    Lungo gli anni Quaranta, Alberto Sordi è impegnato soprattutto in teatro e nel doppiaggio, prestando la sua voce anche a Robert Mitchum e Anthony Quinn, nonché a Marcello Mastroianni per il film "Domenica d'agosto". Il cinema gli concede solo piccoli ruoli, mentre alla radio ottiene un successo straordinario con "Rosso e nero" e "Oplà", presentati da Corrado, e poi con il programma "Vi parla Alberto Sordi".

    Nel 1950 ottiene finalmente un ruolo da protagonista nel film di Roberto Savarese "Mamma mia, che impressione!", l'anno successivo Fellini gli regala la grande occasione con la parte dello sceicco romanesco ne "Lo sceicco bianco". Nel 1953 Sordi conquista definitivamente il pubblico e la critica con "I vitelloni", sempre diretto da Fellini, e con "Un giorno in pretura" di Steno, il film che vede nascere il personaggio di Nando Moriconi, "l'americano", protagonista poi del celebre "Un americano a Roma" (1954).

    Intanto, la sua fama diventa internazionale e nel 1955 il presidente degli Stati Uniti Truman gli concede le chiavi di Kansas City e la carica di Governatore onorario della città, per la propaganda favorevole all'America promossa proprio dal personaggio di Moriconi.



    La carriera cinematografica di Alberto Sordi, da questo momento in poi, è una lista interminabile di titoli, con film presto diventati di culto e pellicole che hanno segnato la storia del costume del nostro paese. Negli anni Cinquanta interpreta, solo per fare pochi esempi, "L'arte di arrangiarsi" (1955) di Luigi Zampa, "Un eroe dei nostri tempi" (1955) di Mario Monicelli, "Lo scapolo d'oro" (1956) di Antonio Pietrangeli, con cui riceve il suo primo Nastro d'Argento come miglior interprete protagonista, "Ladro lui, ladra lei" (1958) ancora diretto da Luigi Zampa e soprattutto "La grande guerra" (1959) di Mario Monicelli e "Il vigile" (1960), sempre di Luigi Zampa, dove, nei panni dello spiantato Otello, crea uno dei suoi personaggi più divertenti.

    Dopo aver ricevuto nel 1958 la prestigiosa carica di comandante della Repubblica italiana, nel 1965 Alberto Sordi esordisce dietro la macchina da presa con "Fumo di Londra", poi, nel 1968, ottiene un successo straordinario con "Il medico della mutua" di Luigi Zampa e anche con "Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?", diretto da Ettore Scola. E poi ancora "Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata" (1971), "Lo scopone scientifico "(1972), "Polvere di stelle" (1973), "Un borghese piccolo piccolo", con un Sordi mattatore che conferma di saper utilizzare abilmente anche il registro drammatico e di poter mescolare con sapienza il comico al grottesco, e poi "Il marchese del Grillo" (1980).

    In coppia con Monica Vitti, sua partner perfetta, nel celebre "Io so che tu sai che io so" (1982) e poi insieme a Carlo Verdone in "In viaggio con papà" (1982) e "Troppo forte" (1986), Alberto Sordi riceve negli anni Ottanta molti riconoscimenti internazionali, che culminano al Carnegie Hall Cinema di New York dove, nel novembre del 1985, si svolge la rassegna "Alberto Sordi - Maestro of Italian Comedy". Ma la lista dei premi prestigiosi è ancora lunga: tre Nastri d'Argento, sette David di Donatello, due Grolle d'Oro, un Golden Globe, un Orso d'Oro a Berlino e un Leone d'Oro a Venezia per celebrare la sua carriera.

    Nonostante i successi e i riflettori costantemente puntanti addosso, Alberto Sordi ha sempre tenuto blindata la sua vita privata e non ha mai reso ufficiale alcun legame sentimentale.

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    [color=dark-blue]La filmografia


    1937 Scipione l'africano (regia di Carmine Gallone)
    1937 Il feroce Saladino (regia di Mario Bonnard)
    1938 La principessa Tarakanova (regia di Fedor Ozep)
    1940 La notte delle beffe (regia di Carlo Campogalliani)
    1941 Cuori nella tormenta (regia di Carlo Campogalliani)
    1942 Le signorine della villa accanto (regia di Giampaolo Rosmino)
    1942 Giarabub (regia di Goffredo Alessandrini)
    1942 La signorina (regia di Ladislao Kish)
    1942 I tre aquilotti (regia di Mario Mattoli)
    1942 Casanova farebbe così! (regia di Carlo Ludovico Bragaglia)
    1943 Sant'Elena piccola isola (regia di Renato Simoni)
    1944 Tre ragazze cercano marito (regia di Duilio Coletti)
    1944 Circo Equestre Za-Bum (regia di Mario Mattoli)
    1945 Chi l'ha visto? (regia di Goffredo Alessandrini)
    1945 L'innocente Casimiro (regia di Carlo Campogalliani)
    1945 Le miserie del signor Travet (regia di Mario Soldati)
    1947 Il passatore (regia di Duilio Coletti)
    1947 Il delitto di Giovanni Episcopo (regia di Alberto Lattuada)
    1948 Che tempi (regia di Giorgio Bianchi)
    1948 Il vento mi ha cantato una canzone (regia di Carlo Mastrocinque)
    1948 Sotto il sole di Roma (regia di Renato Castellani)
    1951 Mamma mia che impressione! (regia di Roberto Savarese)
    1951 Cameriera bella presenza offresi... (regia di Giorgio Pastina)
    1952 E' arrivato l'accordatore (Zero in amore) (regia di Duilio Coletti)
    1952 Totò e i re di Roma (regia di Steno e Monicelli)
    1952 Lo Sceicco bianco (regia di Federico Fellini)
    1953 I vitelloni (regia di Federico Fellini)
    1953 Canzoni, Canzoni, Canzoni (episodio "Io cerco la Titina") (regia di Domenico Paolella)
    1953 Ci troviamo in galleria (regia di Mauro Bolognini)
    1954 Un giorno in pretura (regia di Steno)
    1954 Due notti con Cleopatra (regia di Mario Mattoli)
    1954 Amori di mezzo secolo (episodio "Dopoguerra 1920") (regia di Mario Chiari)
    1954 Tempi nostri (Zibaldone n.2) (episodio "Scusi, maS") (regia di Alessandro Blasetti)
    1954 Il matrimonio (regia di Antonio Petrucci)
    1954 Via Padova, 46 (Lo scocciatore) (regia di Giorgio Bianchi)
    1954 Tripoli, bel suol d'amore (I quattro bersaglieri) (regia di Ferruccio Cerio)
    1954 Gran Varietà (episodio "Fregoli") (regia di Domenico Paolella)
    1954 L'allegro squadrone (regia di Paolo Moffa)
    1954 Il seduttore (regia di Franco Rossi)
    1954 Accadde al commissariato (regia di Giorgio C. Simonelli)
    1954 Una parigina a Roma (regia di Erich Kobler)
    1954 Un americano a Roma (regia di Steno)
    1955 L'arte di arrangiarsi (regia di Luigi Zampa)
    1955 Il segno di Venere (regia di Dino Risi)
    1955 Buonanotte Avvocato! (regia di Giorgio Bianchi)
    1955 Un eroe dei nostri tempi (regia di Mario Monicelli)
    1955 La bella di Roma (regia di Luigi Comencini)
    1955 Accadde al penitenziario (regia di Giorgio Bianchi)
    1955 Bravissimo (regia di Luigi Filippo D'Amico)
    1955 Piccola Posta (regia di Steno)
    1956 Lo scapolo (Alberto il conquistatore) (regia di Antonio Pietrangeli)
    1956 I pappagalli (Alberto e ... i pappagalli) (regia di BrunoPaolinelli)
    1956 Guardia, Guardia Scelta, Brigadiere e Maresciallo (regia di Mauro Bolognini)
    1956 Mio figlio Nerone (regia di Steno)
    1956 Mi permette Babbo! (regia di Mario Bonnard)
    1957 Era di Venerdì 17! (Sous le ciel de Provence) (regia di Mario Soldati)
    1957 Arrivano i dollari (regia di Mario Costa)
    1957 Souvenir d'Italie (regia di Antonio Pietrangeli)
    1957 Il conte Max (regia di Giorgio Bianchi)
    1957 Addio alle armi (A Farewell to Arms) (regia di Charles Vidor)
    1957 Il medico e lo stregone (regia di Mario Monicelli)
    1958 Ladro Lui, Ladra Lei (regia di Luigi Zampa)
    1958 Il Marito (regia di Nanny Loy e Gianni Puccini)
    1958 Fortunella (regia di Eduardo de Filippo)
    1958 Domenica è sempre Domenica (regia di Camillo Mastrocinque)
    1958 La Vedova elettrica (regia di Raymond Bernard)
    1958 Venezia la luna e tu (I due Gondolieri) (regia di Dino Risi)
    1958 Racconti d'Estate (regia di Gianni Franciolini)
    1959 Nella Città l'Inferno (regia di Renato Castellani)
    1959 Il Giovane Leone (oh, que mambo) (regia di John Berry)
    1959 Policarpo Ufficiale di Scrittura (regia di Mario Soldati)
    1959 Il Moralista (regia di Giorgio Bianchi)
    1959 I Magliari (regia di Francesco Rosi)
    1959 Vacanze d'Inverno (regia di Camillo Mastrocinque)
    1959 Costa Azzurra (regia di Vittorio Sala)
    1959 La grande guerra (regia di Mario Monicelli)
    1959 Il Vedovo (regia di Dino Risi)
    1959 Brevi amori a Palma di Majorca (regia di Giorgio Bianchi)
    1960 Gastone (regia di Mario Bennard)
    1960 Tutti a casa (regia di Luigi Comencini)
    1960 Il vigile (regia di Luigi Zampa)
    1960 Crimen (regia di Mario Camerini)
    1961 I Due Nemici (regia di Guy Hamilton)
    1961 Il giudizio universale (regia di Vittorio de Sica)
    1961 Una vita difficile (regia di Dino Risi)
    1962 Il commissario (regia di Luigi Comencini)
    1962 Mafioso (regia di Alberto Lattuada)
    1962 Canzoni di ieri canzoni di oggi canzoni di domani (regia di Domenico Paolella, Paolo Dominici, Paul Fleming)
    1963 Il diavolo (regia di Gian Luigi Polidoro)
    1963 Il Boom (regia di Vittorio De Sica)
    1963 Il maestro di Vigevano (regia di Elio Petri)
    1963 Tentazioni proibite (regia di Osvaldo Civirani)
    1964 La mia Signora (tutti gli episodi) (regia di Tinto Brass, Luigi Comencini, Mauro Bolognini)
    1964 Il disco volante ((regia di Tinto Brass)
    1964 Risate all'italiana di Registi Vari
    1965 Tre Volti (episodio "Latin lover") (regia di Franco Indovina)
    1965 Quei temerari sulle macchine volanti (regia di Ken Annakin)
    1965 I complessi (episodio "Guglielmo il dentone") (regia di Luigi Filippo D'Amico)
    1965 Thrilling (episodio "L'autostrada del sole") (regia Carlo Lizzani)
    1965 Made in Italy (regia di Nanny Loy)
    1966 Fumo di Londra (regia di Alberto Sordi)
    1966 I nostri mariti (episodio "Il marito di Roberta") (regia di Luigi Filippo D'Amico)
    1966 Le Fate (episodio "Fata Marta") (regia di Antonio Pietrangeli)
    1966 Scusi, Lei è favorevole o contrario? (regia di Alberto Sordi)
    1967 Le Streghe (episodio "Senso civico") (regia di Mauro Bolognini)
    1967 Un Italiano in America (regia di Alberto Sordi)
    1968 Il medico della mutua (regia di Luigi Zampa)
    1968 Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa? (regia di Ettore Scola)
    1969 Amore mio aiutami (regia di Alberto Sordi)
    1969 Nell'anno del Signore (regia di Luigi Magni)
    1969 Il Prof. Dott. Guido Tersilli, primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue (regia di Luciano Salce)
    1970 Contestazione generale (episodio "Il prete") (regia di Luigi Zampa)
    1970 Il presidente del Borgorosso Football Club (regia di Luigi Filippo D`Amico)
    1970 Le Coppie (episodi "La camera" e "Il leone") (regia di Alberto Sordi e Vittorio De Sica)
    1971 Detenuto in attesa di giudizio (regia di Nanny Loy)
    1971 Bello, Onesto, Emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata (regia di Luigi Zampa)
    1972 Lo scopone scientifico (regia di Luigi Comencini)
    1972 La più bella serata della mia vita (regia di Ettore Scola)
    1973 Roma (regia di Federico Fellini)
    1973 Anastasia Mio Fratello (regia di Steno)
    1973 Polvere di Stelle (regia di Alberto Sordi)
    1974 Finchè c'è guerra c'è speranza (regia di Alberto Sordi)
    1975 Di che segno sei? (episodio "Il gorilla") (regia di Sergio Corbucci)
    1975 Un sorriso, uno schiaffo, un bacio in bocca (regia di Enrico Lucherini e Mario Morra)
    1976 Il comune senso del pudore (regia di Alberto Sordi)
    1976 Quelle strane occasioni (episodio "L'ascensore") (regia di Luigi Comencini)
    1977 Un borghese piccolo piccolo (regia di Mario Monicelli)
    1977 I nuovi mostri (episodi: "First Aid", "Come una regina" e L'elogio funebre") (regia di Mario Monicelli, Dino Risi, Ettore Scola)
    1978 Dove vai in vacanza? (episodio "Vacanze intelligenti!)
    1979 L'Ingorgo (Una storia impossibile) (regia di Luigi Comencini)
    1979 Il testimone (regia di Jean-Pierra Mocky)
    1979 Il malato immaginario (regia di Tonino Cervi)
    1979 Storia di un italiano (TV) (regia di Alberto Sordi)
    1980 Io e Caterina (regia di Alberto Sordi)
    1981 Il marchese del Grillo (regia di Mario Monicelli)
    1982 Io so che tu sai che io so (regia di Alberto Sordi)
    1982 In viaggio con papà (regia di Alberto Sordi)
    1983 Il tassinaro (regia di Alberto Sordi)
    1984 Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (regia di Mario Monicelli)
    1984 Tutti dentro (regia di Alberto Sordi)
    1985 Sono un fenomeno paranormale (regia di Sergio Corbucci)
    1986 Troppo Forte (regia di Carlo Verdone)
    1987 Un Tassinaro a New York (regia di Alberto Sordi)
    1988 Una botta di Vita (regia di Enrico Oldoini)
    1988 I promessi sposi (TV) (regia di Salvatore Nocita)
    1990 L'avaro (regia di Tonino Cervi)
    1990 In nome del popolo sovrano (regia di Luigi Magni)
    1991 Vacanze di Natale 1991 (regia di Enrico Oldoini)
    1992 Assolto per aver commesso il fatto (regia di Alberto Sordi)
    1994 Nestore - L'ultima corsa (regia di Alberto Sordi)
    1995 Romanzo di un giovane povero (regia di Ettore Scola)
    1998 Incontri proibiti (regia di Alberto Sordi)
    [/color]







    ----------------------------
    Fonte: La Repubblica

  4. #4
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    le mie più sentite condoglianze x la scomparsa di uno degli ultimi del cinema italiano

  5. #5
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    Un attore indimenticabile...

    Questo il sito di Albertone...

  6. #6
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    Thumbs up L'omaggio del Corriere della Sera

    Il grande Alberto Sordi in «Un americano a Roma»


    La scomparsa di Alberto Sordi ha provocato un'ondata di commozione in tutta Italia. A seguito delle richieste di tantissimi lettori, il Corriere della Sera ha deciso di rimettere a disposizione uno dei film più amati del grande Alberto, «Un americano a Roma».

    Nando Morriconi (Alberto Sordi) vive a Roma ma sogna l’America: mangia e veste come gli americani, parla una sorta di americano maccheronico dalle inflessioni romanesche, cerca di mettere in piedi un musical alla Gene Kelly. Arrestato dai tedeschi durante la guerra, finisce in un campo di lavoro nel quale tenta invano di rendersi utile agli alleati, che lo prendono per pazzo. A guerra finita, con tutti quegli yankee in carne e ossa per le strade, non può peggiorare: causa un incidente d’auto a una coppia di americani, si illude di poter sposare una pittrice d’oltreoceano (Ilsa Petersen), minaccia di buttarsi dal Colosseo se non gli permettono di trasferirsi negli Stati Uniti. Ma l’inviato dell’ambasciata americana, che interviene ad aiutarlo, è proprio l’uomo dell’incidente. Finisce a botte, con Nando in ospedale. Resta incurabile però la sua “americomanìa”.





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