...sdrammatizzare un FATTO serio e grave (l'occupazione romanocentrica della RAI e l'esiguissima presenza di accenti padani in TV),sminuendolo di importanza.
Sono ormai alle corde,come il tizio che scrive qui sotto.


Da La Stampa:

Calabria International
25 febbraio 2003

di Massimo Gramellini

Istigato dai maneggi padani intorno a Raidue, il segretario della Cisl calabrese Cosimo Piscioneri invoca per Reggio Calabria una redazione di Rai International «che offra informazioni e spettacolo ai calabresi sparsi nel mondo». Piscioneri va anche oltre, quando deplora lo scarso sfruttamento mediatico del giapponese della Reggina, Nakamura, da parte della Rai, che in tal modo ha perso «l'opportunità di sviluppare i rapporti economici con il Sol Levante».

Ma Calabria International può bastare, per oggi. In attesa che da Bologna chiedano un canale monotematico sul tortellino (Rai Ragù?) e che la Regione Veneto pretenda i sottotitoli per i varietà di Amendola e le inchieste del commissario Montalbano. Nel frattempo il diessino Spini ha già reclamato per la sua Firenze un tg della cultura e il governatore Ghigo, preoccupato dalle continue umiliazioni ricevute da Torino, si prodiga apertamente per «un piemontese nel prossimo consiglio della Rai».

Si realizzano le fosche previsioni di Montanelli sul federalismo all'italiana. Che nella testa di Bossi, in Rai come altrove, è solo un modo per bilanciare il rapporto di forza fra Roma e Milano. Ma nella realtà moltiplica le gelosie e le pretese di chi non vuol farsi governare né dall'una né dall'altra. Così rispuntano le cento Italie che hanno impiegato più di un secolo per accettare l'idea di ridursi finalmente a una, ma che ci mettono meno di un minuto per ribellarsi al tentativo di farle diventare «soltanto» due.