Io credo in una comunità etnica organica in cui venga instaurato un sistema di produzione socialista: partecipazione diretta alla produzione e divisione egalitaria del profitto, eliminando il plusvalore che aumenta sempre più e peggiora le condizioni degli operai. Democrazia Diretta quindi partecipazione diretta del popolo alle decisioni di natura politica e amministrativa.
Una comunità che difenda la propria tradizione, la cultura, la sua identità, contro il mondialismo livellatore d’ogni civiltà. Tutto ciò non determina razzismo. Il razzismo è la conseguenza naturale di una società multirazziale, dove l’incontro tra civiltà e culture si trasforma inevitabilmente in scontro. La diversità è un pregio, ma se la diversità si esprime attraverso l’etnopluralismo, ossia ogni popolo, ogni comunità difenda le proprie radici etniche in contrapposizione al capitalismo. Questo è il mio socialismo nazionale.
Perché confondere etnopluralismo con razzismo? Difendere la proprie origini cancellate da una società multirazziale e dall’americanizzazione è forse razzismo? Io credo proprio di no .
Il razzismo è generato nelle società attuali e viene indicato come disprezzo nei confronti delle altre mini-comunità che sono state esportate e strappate dalle proprie radici natie. Noi crediamo in un rimpatrio, in un ritorno di queste comunità in terra liberata dai movimenti di liberazione del terzo mondo. Ecco la differenza tra un estremista di destra e un fascista rivoluzionario o socialista nazionale, è proprio questa. Loro sono e saranno indicati sempre come razzisti, noi invece siamo nazionalitari, a differenza di una destra nazionalista borghese e guerrafondaia in cui non potremo mai riconoscerci.

Voi che ne pensate?