di Igor Iezzi

MILANO (Milàn) - «Solo chi è cieco non si rende conto del pericolo che stiamo correndo»: Ida Magli, antropologa, saggista, docente universitaria ed editorialista di importanti quotidiani nazionali, mostra senza mezzi termini la propria preoccupazione per l’invasione islamica prima dell’Europa ed ora dell’Africa.
Professoressa, secondo alcuni esperti, il radicalismo islamico si sta diffondendo anche in Africa. E’ preoccupata?
«Innanzitutto diciamo che non è vero che esiste un Islam buono ed un Islam cattivo. Ci sono i credenti e i non credenti».
Quindi, secondo lei, esiste un problema Islam?
«E’ talmente grave che solo chi non lo vuol vedere non se ne accorge. Questa è la verità: noi saremo sommersi dal mondo mussulmano e la colpa è solo nostra, non loro. In Africa, in tutti questi anni, il cristianesimo non ha conquistato un’anima. L’islamismo invece ha conquistato anche quelle poche aree cattoliche esistenti».
Ritiene che l’Europa sia accerchiata: da un lato la Turchia, dall’altro l’Africa islamizzata?
«L’Europa non è soltanto accerchiata, ha molti mussulmani anche al suo interno. Non era e non è nell’interesse di nessun paese occidentale fare l’Unione Europea perchè ciò significherebbe dare la possibilità ai mussulmani, che fino ad adesso vivevano in piccoli gruppi all’interno delle singole nazioni, di circolare liberamente. Finirebbero tutti in Italia, dove, da alcuni, sono accolti molto bene. Loro sono molto prolifici, gli italiani invece no, e nel giro di una generazione saremmo sommersi. In Francia i mussulmani sono già maggioranza nei confronti dei cattolici: per questo Chirac cerca di sembrare favorevole a Saddam. Per salvarsi non bisogna fare l’Unione Europea; ogni paese si difende meglio da sè, soprattutto se ha dei confini, che invece vengono aboliti da Schengen».