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    Thumbs up Quei leghisti di duecento anni fa

    di Gilberto Oneto
    Nella ribellione dei popoli padani si nascondeva la voglia di difendere la propria terra

    Sulle Insorgenze - si sa - il regime italione ha messo una pesante e imbarazzata coltre di silenzio: le sue componenti sinistre per la loro complice filiazione giacobina e quelle destre per la mai nascosta ammirazione per il cesarismo bonapartista e per tutti i suoi orpelli imperiali romani. Tutti assieme tacciono perché hanno sempre descritto la Rivoluzione francese e le sue (ignobili) propaggini italiane come i veri prodromi del successivo processo di unificazione in un confuso tripudio di sanculotti e camicie rosse, Napoleoni primi e terzi, tricolori messi per dritto o per traverso. Si tratta di un atteggiamento che si basa su comunanze forti e oggettive: le imprese di giacobini e di patrioti risorgimentali sono strettamente cucite fra di loro dagli stessi fili massonici, anticlericali e nazionalisti. In questa ottica, non possono che passare per volgari briganti di strada o per irriducibili reazionari sobillati dai preti tutti quelli che si sono opposti in armi alle radiose conquiste progressiste molto significativamente rappresentate da una Repubblica italiana e poi da un Regno d’Italia che portavano nel nome (riesumato dopo secoli di onesto e meritato oblio) il legame con antiche oppressioni. A condannare le Insorgenze negli sgabuzzini della grande storia hanno paradossalmente contribuito anche taluni laudatori che le hanno descritte come movimenti in difesa "del Trono e dell’Altare", e cioè - di fatto - come jacqueries bigotte, codine e prezzolate. Che è proprio come i giacobini hanno sempre cercato di bollarle denigrandole. Invece (va detto per rispetto della verità) le Insorgenze sono state di più e di meglio. In alcune pagine molto belle, Francisco Elìas de Tejada descrive i "sacri imperativi" per cui lottavano i Carlisti di Navarra: "Dios, Patria, Fueros y Rey". Con tutta certezza possiamo dire che queste fossero le motivazioni dietro le quali si sono sviluppati tutti i movimenti di resistenza antigiacobina e antinapoleonica d’Europa. Ogni momento, paese o circostanza hanno miscelato gli ingredienti con diversi dosaggi: talora era prevalente la motivazione religiosa e la difesa della tradizione cattolica, altre volte era il sentimento di amore per la propria terra e la sua cultura a prendere il sopravvento, spesso era la determinata difesa degli antichi diritti (i "Fueros" baschi), delle franchigie e delle autonomie che avevano regolato la vita e le libertà delle comunità locali per secoli. Altre volte ancora era, infine, il desiderio di confermare le autorità statuali legittime. In ciascuna delle Insorgenze troviamo mescolate in maniera spesso inestricabile queste quattro pulsioni ideali ma ciascuna le ha coniugate in forma propria e originale. E’ innegabile che nelle Insorgenze padane fosse prevalente l’esigenza della determinata difesa delle antiche libertà locali sancite da Statuti, da franchigie e da diritti spesso conquistati con lotte lunghe e sanguinose. In qualche modo anche la tradizione religiosa e l’attaccamento alla patria erano (e sono) interpretati come parti organiche del diritto naturale all’autonomia. E’ anche in coerenza con questo sentimento che, purtroppo, i movimenti insorgenti non sono mai riusciti a trovare uno stabile coordinamento riproponendo una propensione per il particolarismo che è da sempre la forza ma anche la debolezza della vicenda padana. C’è un lungo, robusto filo rosso (di sangue, di passione, come la Croce di San Giorgio) che connette le antiche tribù celtiche ai Comuni medievali, agli Insorgenti e a tutti quelli che oggi combattono per le libertà delle comunità padane.
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
    Ridendo castigo mores
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    Originally posted by ario1
    Se Oneto si studiasse la storia la capirebbe. Ma forse gli viene più comodo leggere quello che gli passano

    www.antilega.cjb.net
    parli tu che nemmeno lo leggi ... lo passi e basta ....

 

 

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