John Kleeves




E così questa volta lo shuttle spaziale americano ha fatto cilecca ed è andato arrosto nell’alto dei cieli : come tutti abbiamo visto alla televisione, sabato 1° febbraio anno 2003 corrente la navetta Columbia, mentre stava rientrando nell’atmosfera terrestre alla velocità di mach 6 ( 20.000 chilometri all’ora ), è esplosa per surriscaldamento ad una altitudine di 60 chilometri sparpagliando i suoi resti - compresi quelli dei sette membri dell’equipaggio, sei americani ed un israeliano, il primo ad essere aggregato in questi viaggi - in una ampia zona attorno al punto previsto di atterraggio in Texas. In merito all’accadimento in sé mi sento solo di dire : Amen. Ho invece un paio di considerazioni da fare circa delle situazioni collaterali. La prima riguarda il modo in cui l’avvenimento è stato trattato dai grandi mass media istituzionali italiani, in particolare dalle reti televisive sia dello Stato ( reti RAI ) che dei noti grandi gruppi finanziari privati ( reti Mediaset e Sette ). Da questi media si aveva l’impressione che l’incidente del Columbia rappresentava una sciagura totale dell’umanità, vissuta con immenso e irrimediabile dolore in ogni angolo del Pianeta : si mostravano volti piangenti dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, da Israele, si leggevano i messaggi di cordoglio del Papa, degli statisti europei, anche quello di Putin, e si lasciava intendere che il tutto si replicava poi uguale in ogni altra parte del mondo. Invece mi risulta che non fosse affatto così : mi risulta che in moltissimi luoghi del mondo le immagini trasmesse del Columbia in disintegrazione siano state salutate con grida di gioia, e che la consapevolezza che fra i frammenti infuocati che precipitavano lasciando scie di fumo bianco ribollente ci fossero anche i corpi a brandelli dei membri dell’equipaggio non abbia affatto mitigato tali manifestazioni, anzi le abbia esaltate. Ma di tutto ciò niente è stato mostrato sui mass media italiani, non se ne è fatto neanche un cenno. La sensazione che si ha in Italia, di vivere in una atmosfera informativa super controllata e irreale, che racconta il mondo come il mondo non è, non fa che rafforzarsi. Nella fattispecie l’obiettivo del regime italiano è di nascondere il fatto che nella sua schiacciante maggioranza - in termini di abitanti potremmo parlare di 5,5 miliardi su 6 - il mondo non dico detesta ma proprio odia gli Stati Uniti, una cognizione che, essendo invece lei serva dichiarata di quel Paese, marchia l’Italia come nemica dell’umanità. La seconda considerazione riguarda Osama Bin Laden : come mai non ha rivendicato il disastro ? Stando alle cassette “ trovate “ nei suoi covi, o “ recapitate “ ad Al Jazira - la compiacente ma sovranamente indisturbata emittente televisiva satellitare del Qatar - questo emiro capo del terrorismo mondiale avrebbe rivendicato l’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York e poi avrebbe minacciato altri sfracelli all’America, alludendo a più riprese ad attentati inimmaginabili, apocalittici, capaci di ferire a morte un Paese pure così grande e articolato : quale occasione migliore dell’esplosione teleripresa e telediffusa del Columbia, l’avveniristica astronave punta di diamante della tecnologia spaziale americana, per instillare il dubbio che facesse sul serio, un dubbio magari effimero ma sempre buono per porre in diversa luce le minacce future ? E neanche ci si può cullare con l’eventualità che Osama Bin Laden dopo la sua ultima apparizione via cassetta sia poi morto, o che si sia in ogni caso trovato nell’impossibilità di mandare tempestivi messaggi ad Al Jazira : proprio ieri 11 febbraio anno 2003 corrente l’elemento è accreditato di aver inviato un nastro registrato ad Al Jazira contenente straripanti manifestazioni di solidarietà al “ fratello “ Saddam Hussein, come lui braccato dagli Americani. Come spiegare dunque il silenzio di Osama Bin Laden durante la ghiotta occasione del Columbia ? A mio avviso solo in un modo : che Osama Bin Laden è un fasullo. E’ la tesi che da tempo sostengo : Osama Bin Laden, ben lungi dall’essere il capo del terrorismo mondiale, è invece una creazione americana, che serve per impersonare quel terrorismo internazionale che il Dipartimento di Stato ha scelto come lo spauracchio totale da combattere al posto dell’URSS - Impero del Male ormai scomparso. L’attentato dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers è stato organizzato dallo stesso governo americano, per delle vie che probabilmente si cominceranno a chiarire fra una quarantina d’anni a partire da ora, ed Osama - un saudita in effetti allevato dalla CIA in Afghanistan - è stato incaricato di rivendicarlo in quel modo equivoco quel tanto da non destare sospetti troppo evidenti, e poi ha mantenuto “ caldo “ il personaggio facendosi vivo ogni tanto con le cassette inviate all’emittente Al Jazira, sempre lasciata libera di operare proprio per offrire tale servigio. Gli interventi via nastro di Osama sono sempre stati tempestivi e funzionali alle esigenze americane, una qualità risultata clamorosamente evidente proprio nell’ultimo intervento dell’11 febbraio : Francia, Germania e Belgio avevano appena posto il veto ad ogni aiuto della NATO alla Turchia nel caso che questa si trovasse in guerra contro l’Iraq, una mossa disastrosa per la NATO e per gli USA, ed ecco che ad Al Jazira arriva la cassettina con la voce di Osama che tuonando contro gli USA proclama però la sua amicizia per Saddam, fornendo così finalmente la “ prova “ del suo collegamento con Al Qaida. Un piano perfetto, nel più puro stile americano, lo stile che così abilmente combina la truffa con la messinscena, lo stile di Hollywood. Ma questa volta c’è stato l’errore : Osama, fosse stato vero, avrebbe certamente rivendicato il disastro del Columbia, dicendo magari - anche se ovviamente non era vero - che aveva fatto mettere una bomba a bordo della navetta prima della partenza, e invece non lo ha rivendicato. Perché un errore del genere da parte degli sceneggiatori di Stato americani, così attenti a fare tutto quello che ci si aspetta dai personaggi e dalle situazioni che inventano ? Io penso, perché il disastro del Columbia per loro è stata una vera tragedia, che hanno genuinamente sentito. E’ stata ferito il loro orgoglio tecnologico, la loro pretesa di essere gli dei del progresso ; hanno perso la solita lucidità, il solito cinismo, e sono rimasti sul colpo trascurando il loro grande personaggio del momento. In breve, sono stati umani, una debolezza imperdonabile per chi si è sempre dimostrato disumano. E così hanno rivelato il loro gioco. A chi ha orecchie per intendere hanno detto la verità.