Una ricetta di intelligence preparata in Israele

di Jeffrey Steinberg

Secondo le descrizioni dei media, il “dossier” del n. 10 di Downing Street, citato positivamente dal segretario di Stato USA Colin Powell nel suo disastroso rapporto del 5 febbraio al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è un plagio da tesina di scuola media superiore americana, basata su informazioni che risalgono a oltre dieci anni fa. Lo scandalo che è scoppiato quando la bufala del dossier di Blair ha inondato la stampa, ha minacciato seriamente la credibilità di quei sostenitori del partito della guerra che propugnano un’immediata invasione anglo-americana dell’Iraq. Come ha scritto Lyndon LaRouche, Powell è stato indirizzato da una gang di agenti di pubbliche relazioni che non può pensare in modo onesto.

Fin qui tutto bene. Ma un’ulteriore approfondimento dello scandalo rivela che c’era una buona ragione per cui i maestri del raggiro del Centro Informazioni della Coalizione - l’unità civile di propaganda governativa di Washington-Londra che ha creato sia il dossier Blair che la maggior parte dell’evanescente libro delle prove del Segretario Powell - non hanno rivelato la fonte della loro informazione. L’intero quadro della ricetta di intelligence è "Made in Israele." Essa è stata predisposta da un complesso di esperti della destra, noto come un focolaio della propaganda radicale del Likud e con collegamenti all’Ufficio del Vice Presidente Dick Cheney, tramite il suo Capo Staff Lewis Libby ed il suo cliente Marc Rich.

I fatti essenziali sono i seguenti: due giorni prima della comparsa di Powell alle Nazioni Unite, il n. 10 di Downing Street pubblicava un documento di 16 pagine, "Iraq: La sua infrastruttura di occultamento, inganno ed intimidazione," che pretendeva fondato su dati di alto livello dell’intelligence britannica. In realtà, almeno 11 delle 16 pagine erano state letteralmente prese da un giornale israeliano, Middle East Review of International Affairs, il cui unico proprietario è il Dr. Barry Rubin, un cittadino israeliano nato in America. Le 11 pagine provengono da due articoli di Ibrahim al-Marashi e Robert Rabil, comparsi nell’edizione di settembre di quel giornale. .

L’articolo di Al-Marashi, un profilo dell’intelligence irakena, è largamente tratto da documenti del governo irakeno, confiscati durante la Guerra del Golfo Persico del 1991. Al-Marashi, a sua volta ha inserito molte note nel suo articolo, riferendosi ad altre storie pubblicate in precedenza su un oscuro giornale online di Rubin, da Amazia Baram, vice-editore del giornale.

É stato un plagio da scuola elementare. La stessa squadra di pubbliche relazioni che ha messo insieme l’idiozia propagandistica di Blair e Powell è collegata a Rubin ed ai suoi compagni buontemponi israeliani attraverso lo screditato Ahmed Chalabi e il corrotto Congresso Nazionale Irakeno (INC). Chalabi, protégé all’Università di Chicago dal vecchio utopista Albert Wohlstetter, poi truffatore in fuga, fu adottato negli anni 1980 come oppositore irakeno scelto, dall’agente dell’israeliano “Comitato X” e presidente del Consiglio per la Politica di Difesa Richard Perle e dal suo uomo al British Arab Bureau, Dr. Bernard Lewis..

Rubin e l’agenzia di intelligence dei falchi-conigli

Rubin ha fatto una dichiarazione in seguito all’agitazione sul dossier di Downing Street, dando pieno credito al rapporto imbastito dall’intelligence. La sua unica lamentela è stata che, mentre il governo Blair si era scusato con Al-Marashi, una simile dichiarazione pubblica non è stata fatta verso di lui ed il suo giornale.

Averlo fatto sarebbe stato suicida, come evince chiaramente da una rapida occhiata al pedigree di Rubin.

Secondo le tre correnti biografie, il Prof. Barry Rubin è vice-direttore del Begin-Sadat Center per gli Studi Strategici in Israele e membro anziano dell’ Harry Truman Centre presso la Hebrew University e del Centro Ebraico-Arabo presso la Haifa University. È direttore del Centro di Ricerca Globale di Questioni Internazionali, direttore della ricerca alla Scuola Lauder di Politica e Diplomazia Governativa e membro anziano del Centro Internazionale per la Politica Antiterroristica (ICT) - tutto ciò è parte del Centro Interdisciplinare, la prima università privata d’Israele, a Herzliya.

La Scuola Lauder è intitolata a Ronald Lauder, ex Ambasciatore di Reagan in Austria, ex presidente del Congresso dei Presidenti delle Maggiori Organizzazioni Ebraiche Americane, destinato ad essere il successore di Edgar Bronfman Sr. come capo del Congresso Ebraico Mondiale e noto finanziatore del Primo Ministro israeliano Ariel Sharon e dell’ex Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

L’ICT, che il 26 maggio 2002 ha co-sponsorizzato al centro di Herzliya una conferenza sul terrorismo suicida con l’Anti-Defamation League del B'nai Brith, è finanziato dalla Fondazione Marc Rich, il rifugio fiscale del fuggiasco russo mafioso don Marc Rich. Avner Azulay, un ex ufficiale del Mossad e direttore della Fondazione Rich, è un direttore dell’ICT.. Un altro pubblico associato dell’ICT è il maggiore generale Meir Dagan, uno dei più noti criminali di Ariel Sharon e attuale capo del Mossad.

Rubin, un cittadino trapiantato in Israele, trascorre ancora buona parte del suo tempo negli Stati Uniti. Il 4 febbraio, è stato uno degli oratori ad un pranzo al Willard Hotel di Washington sponsorizzato dalla Eleana Benador Associates, una società di New York City di pubbliche relazioni che conta tra i propri clienti l’intero apparato dei falchi-conigli. Tra gli altri oratori vi erano con Rubin i clienti di Benador, Perle, Michael Ledeen, Frank Gaffney, Laurie Mylroie, l’ex ispettore per gli armamenti dell’ONU, Richard Spertzel, e l’ex scienziato bellico irakeno Khidhir Hamza.

Rubin è anche capo columnist sul Medio Oriente per l’Hollinger Corp di Conrad Block - di proprietà del Jerusalem Post e membro anziano del Washington Institute per le politiche nel Vicino Oriente (WINEP), la commissione di esperti partorita dall’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), la lobby ufficiale israeliana in America. I suoi scritti compaiono di frequente su Middle East Quarterly, l’iper-chiassoso giornale propagandistico di Daniel Pipes. Rubin e Pipes sono entrambi finanziati dalla Bradley Foundation, uno del quartetto di fondi esentasse dell’ultradestra, accanto alla Smith Richardson Foundation, alla Olin Foundation e alla Mellon Scaife Foundation.

Tipico tra i prolifici scritti di Rubin è stato quello comparso il 3 dicembre 2002 sul Wall Street Journal, intitolato "Sharon il Centrista?" L’articolo celebrava la vittoria di Sharon alle primarie del Likud su Netanyahu, e assimilava Netanyahu al candidato del Partito Laburista, Gen. Amram Mitzna, che Rubin etichettava come apologeta di Yasser Arafat che definiva un impenitente terrorista.

Nel suo intervento alla Benadorl, Rubin faceva eco alla strategia di Perle e Doug Feit di "Un’irruzione di pulizia”, sostenendo che l’invasione irakena da parte degli USA e il rovesciamento di Saddam Hussein annuncerebbero la “terza rivoluzione araba” del periodo post-bellico dando l’avvio allo spontaneo manifestarsi della democrazia, dei diritti umani e del libero commercio in tutto il mondo arabo. La semplicistica fantasia di Rubin di un Medio Oriente rifatto ad immagine israelo-americana, ha dato lo spunto a qualche vero esperto per denunciarlo come il "Bernard Lewis per i dummies." Il Professor Lewis di Princeton è l’autore della strategia dell’ “Arco di Crisi” per una permanente instabilità nel Medio Oriente. .

Il Centro informazioni della coalizione

Ne occorrono due per fare un tango. Il dossier Blair - basato sulla ricetta propagandistica israeliana di Rubin - e il discorso di Powell alle Nazioni Unite, sono entrambi in gran parte il prodotto del Centro Informazioni della Coalizione (CIC), un’unità di propaganda governativa anglo-americana creata per contrastare l’opposizione ai bombardamenti USA dell’Afghanistan ed in seguito trasformata , in un’impresa permanente in compartecipazione tra la Casa Bianca e il n. 10 di Downing Street.

Secondo le recenti notizie presentate dal New Yorker magazine e dal New Republic, il CIC è stato un parto del Gen. Wayne Downing (USA-ret.) - capo dell’anti-terrorismo al National Security Council fino al giugno scorso - e del suo vice, ex funzionario della CIA Linda Flohr. I due assumevano una screditata società di pubbliche relazioni, il Rendon Group, che aveva fama di essersi bruciata con fondi governativi, ma che era servita a lanciare l’INC di Chalabi. Downing, prima di unirsi alla squadra della Casa Bianca era stato “consigliere militare” per l’INC. A metà febbraio, Downing è stato in India, facendo parte di una delegazione dell’Istituto Ebraico per le Questioni di Sicurezza Nazionale (JINSA), un altro fronte mascherato israeliano di spionaggio e reclutamento che mira ad ufficiali americani in pensione, militari e dell’intelligence.

John Rendon, un direttore esecutivo del Comitato Democratico Nazionale dell’era di Jimmy Carter, si collegò al Team di Bush nel 1989, quando lavorò nella propaganda per eliminare il Gen. Manuel Noriega. A Panama, si agganciò con l’operativo CIA per l’Iran-Contra Flohr, che ottenne per Rendon il contratto di propaganda per l’operazione Desert Storm. Nel 1991, il Presidente Bush firmò un decreto presidenziale, autorizzando una campagna coperta per destabilizzare Saddam Hussein e Rendon ottenne una soma valutata in 150 milioni di dollari di fondi della CIA per costruire un’opposizione da Potemkin Village al regime di Baghdad, attorno a Chalabi. Secondo i reporter investigativi Seymour Hersh e Jeff Stein, la maggior parte del denaro della CIA andò a superpagati consulenti di pubbliche relazioni, in eleganti appartamenti a Londra, in voli sul Concorde e, cosa ancora più sospetta, in storni di fondi. Infine, l’Ispettore Generale della CIA entrò in azione e Rendon fu buttato fuori dall’Agenzia.

Le cose migliorarono di nuovo per quest’accozzaglia quando arrivò "Bush 43°". Flohr, che era andata a operare per il Rendon Group dopo il suo ritiro dalla CIA nel 1994 - e stava lavorando per la compagnia occidentale a prova di proiettile di Oliver North - ricevette un cenno da Downing per unirsi al National Security Council (ora è ufficialmente direttore dell’antiterrorismo per il NSC e direttore della sicurezza per l’Ufficio della Sicurezza Interna). Non solo ha inserito Rendon al CIC ma, dopo l’11 settembre, egli ottenne un contratto da 100.000 dollari al mese dal Pentagono per lavorare al temporaneo Ufficio di Influenza Strategica (OSI). Era questa una unità di disinformazione all’interno della “agenzia di intelligence dei falchi-conigli” di Feith, guidata da William Luti, un capitano della Marina in pensione che fu appoggiato al Pentagono dall’Ufficio del Vice Presidente Dick Cheney. Quando il New York Times denunciò la progettata unità agitprop OSI, i piani furono scartati, ma Rendon si trattenne i fondi del Pentagono.

Questo articolo compare sul numero del 21 febbraio 2003 issuedi Executive Intelligence Review.