Risultati da 1 a 9 di 9
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Antiglobalisti veri e fasulli

    Sono convinto che il cosiddetto movimento no-global esprima sia pur confusamente un'esigenza sacrosanta: quella di contrastare il progetto di omologazione culturale e di spartizione iniqua della ricchezza che accompagna il processo di globalizzazione in atto; sono parimenti convinto che liquidare le ragioni del suddetto movimento accusandolo di estremismo, di propensione alla violenza o di nostalgie per i fantasmi dei secoli passati sia un mezzuccio della propaganda liberal-liberista per negare legittimità alle critiche rivolte contro la globalizzazione.
    Premesso ciò, ritengo doveroso indicare sinteticamente i motivi per cui il movimento in questione, così come si è venuto configurando da Seattle fino a Firenze, mi pare contraddittorio e incoerente e quindi, in definitiva, incapace di opporsi validamente al fenomeno che esso dichiara di voler combattere.
    Già dovrebbe dar da pensare il fatto che il movimento no-global si autodefinisca mediante un sintagma anglosassone, dimostrando così una passiva accettazione di quella che è diventata la lingua ufficiale del gobalismo; osservazioni analoghe si potrebbero fare circa l'assunzione,da parte di molti suoi membri, di elementi culturali di provenienza statunitense o comunque di gusto "globale".
    A parte le questioni non certo secondarie di linguaggio e di stile, ciò che spesso emerge dalla galassia no global è un'adesione sostanziale ed acritica a quegli stessi pesupposti ideologici che ispirano la globalizzazione, tant'è vero che alcune componenti del movimento hanno riprodotto elaborazioni teoriche relative alla "globalizzazione possibile" o alla "democrazia globale" ed hanno proposto denominazioni che rivelano aspirazioni molto pcoo antiglobaliste.
    D'altronde, sarebbe irrealistico attendersi un coerente e radicale rifuuto della globalizzazione da parte di un movimento in cui sono piuttosto evidenti i lasciti di un cosmopolitismo d'origine illuministica, i cascami di uno pseudouniversalismo evangelico più o meno secolarizzato, i residui dell'utopismo internazionalistico e , in genere, le manifestazioni di quella che Heidegger denunciava come la "universale fraternizzazione priva di consistenza", vale a dire tutta una serie di sintomi di quel medesimo spirito egualitaristico, omologatore e livellatore che trova oggi la sua versione più aggiornata e più virulenta proprio nell'ideologia della globalizzazione, cioè nel mondialismo.
    In altre parole, i veri oppositori della globalizzazione non possono certo essere coloro che più o meno consapevomente ne condividono i presupposti mondialisti e si limitano a polemizzare sui metodi e sulle modalità anziché contestare il fatto in sé, o addirittura si pongono l'obiettivo di "globalizzare la globalizzazione, cancellandone le principali asimmetrie", per citare la formula di un esponente della sinistra parlamentare italiana; una formula che, al di là del grottesco linguaggio democratichese in cui è espressa, riecheggia significativamente le tesi di un neoconvertito alle tematiche new global: lo speculatore planetario George Soros, interessato fautore della "società aperta" di popperiana memoria e promotore di sospette attività "filantropiche".
    L'omologazione culturale, politica e giuridica del pianeta trova invece i propri antagonisti autentici e radicali in quelle realtà che il fondamentalismo occidentale, ammaestrato dai teorici dello "scontro delle civiltà", ha indicate come i principali obiettivi da colpire: le culture tradizionali, comunitarie e identitarie, basate sulla spiritualità e il radicamento. I popoli che le rappresentano, trovandosi in prima linea contro la superpotenza globalizzatrice, combattono e muoiono anche per noi Europei, che da oltre mezzo secolo subiamo da parte del loro medesimo nemico un'occupazione militare, politica, culturale ed economica che sembra non debba avere mai fine.
    Ecco perché, nell'imminenza dell'aggressione atlantica contro l'Iraq, un movimento antiglobalista degno di questo nome dovrebbe respingere quel pacifismo generico e ipocrita che spesso tende a mettere sullo stesso piano l'aggressore e l'aggredito e dovrebbe schierarsi decisamente al fianco di coloro che l'imperialismo ha individuato come i propri nemici.

    Claudio Mutti

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jan 2003
    Messaggi
    1,849
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Condivido in pieno il contenuto di questo scritto.
    Ma la ragione per cui scrivo è un'altra.
    In questa stessa giornata è stato pure inserito nel forum un articolo della latrina fallaci. Confrontiamo i due testi, entrambi di argomento politico-sociale. Ciò è bene precisare affinchè non si invochi il fatto che la sangunaria è un'artista. Pacato il tono di Claudio Mutti, piuttosto profonda l'argomentazione e razionali le conclusioni. Svitato il contenuto dell'altro scritto, superficiale iper-retorico, inconcludente.
    La Fallaci se ne sta libera e presumibilmente depressa in una quelche città degli Stati Uniti e qui da noi è osannata, esaltata, si attende con agitazione ogni suo intervento.
    Mutti è un professore di Liceo, uomo di ampia cultura, ma guarda caso è considerato un pericoloso eversivo e ogni tanto qualche chiamata al tribunale la riceve pure.

    Ora, la donna, la bestia, il drago è il punto di riferimento della Italia borghese e industriale; al sapiente, al maestro il sistema ha riservato l'annichilimento.
    Ma in che cazzo di mondo viviamo!!!!!!

  3. #3
    Dalla parte del torto!
    Data Registrazione
    16 Mar 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    4,103
     Likes dati
    0
     Like avuti
    4
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ma soprattutto....islamico
    Sinistra Nazionale!

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jan 2003
    Messaggi
    1,849
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Risposta della fallaci allo scritto di Mutti:

    Vergogna vergogna vergogna. nazista cane, come vorrei vomitarti addosso tutto il petrolio che ho bevuto stamani. Bisognerebbe scoprire i luridi casolari dove tramate le vostre follie disumane e lì provare l'efficacia delle nuove bombe che l'AMERICA, l'AMERICA che rialza la testa, l'AMERICA che per trecentomilioni di volte ha salvato voi ignavi europei dandovi tutto e non chiedendo nulla in cambio , le bombe che l'AMERICA ha creato con mano divina per togliere ancora una volta le castagne dal fuoco. Mi fate schifo, la mia bile vorrebbe assalirmi, il figlio che ho ucciso lo vorrei qui a sputarvi in faccia, a dimostrare che il Bene sa anche essere cattivo quando è minacciato indegnamente da uomini che non sono uomini ma scimmie.
    Vergogna! voi, responsabili dei 30 milioni di ebrei morti per mano vostra, si per mano vostra perchè la vostra mano è la mano del diavolo, anche se sono atea. Sono atea atea vomitevolmente atea, ma grazie Dio di aver creato l'AMERICA, mi hai fatto un piacere, vedrò che posso fare per te. Purchè tu non sia più quel dio che ha ucciso e uccide miliardi di donne e uomini in nome della religione; e smettila una buone volta Dio di essere religioso, o anche per te varrà la legge del bene, lalegge delle bombe.
    Vergogna abbiate vergogna di essere nati, cresciuti, chiudete la bocca e provate una vergogna pari alla mia rabbia. (dom. ma chi deve avere vergogna?). Ah sì dimenticavo, sai è la mia putrida memoria che fa questi scherzi idioti e odiosi, comunque vergognati pure te che mi hai interrotto.
    Vergogna i girotondini
    Vergogna i pacifisti
    Vergogna Chirac
    Vergogna i palestinesi, che non sanno nemmeno provare vergogna, tanto sono scimmie.

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    26 Jan 2003
    Messaggi
    1,849
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ho dimenticato di dire che era uno scherzo, ma credo si capisse.
    Senatore

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 May 2002
    Località
    roma
    Messaggi
    9,787
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sinceramente non l'ho avevo capito, credevo che fosse un suo articolo originale

  7. #7
    suum cuique
    Data Registrazione
    25 Dec 2002
    Località
    Anfiteatro Flavio
    Messaggi
    2,187
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    azz li' per li' ci sono cascato anch'io.
    ottimo plagio dello stile e del tono dell' Oriana Fallita

  8. #8
    Orazio Coclite
    Ospite

    Predefinito

    Ahah, grande Senatore. E mi raccomando la tromba!

  9. #9
    Registered User
    Data Registrazione
    29 Mar 2002
    Località
    ESILIO
    Messaggi
    13,519
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sovente, nell'affrontare le tematiche inerenti al fenomeno della globalizzazione,si incorre in un errore di fondo così marchiano da inficiare irrimediabilmente i risultati complessivi delle valutazioni socio-politiche in oggetto. Intendiamo, con ciò, fare riferimento alla matrice sic et simpliciter "economica"delle analisi,una matrice che-volutamente-tende a relegare "dietro le quinte" della storia l'homo ethnicus, per puntare esclusivamente i riflettori sull'homo oeconomicus. Illuminismo,razionalismo,materialismo,soffocando il consorzio umano con i loro miasmi venefici, hanno ottenuto un unico risultato,il quale risulta però decisivo nei termini della discussione:si è passati dalla concezione di economia al servizio dell'uomo,all'idea dell'uomo al servizio dell'economia. Il processo di globalizzazione dei mercati non può e non deve essere letto-tout court-in chiave meramente economica:deve altresì essere studiato come un "campo di forze", i cui vettori esercitano inequivocabilmente dinamiche sul contesto socio-culturale da un lato e dall'altro,nell'ambito più prettamente politico.



    Le conseguenze-di riflesso-sono essenzialmente due:

    1) perdita di identità dei popoli e delle persone;



    2) limitazione alla sovranità politica degli Stati Nazionali;

    Conseguene della globalizzazione, certamente,ma-al tempo stesso-presupposti affinchè esse possa svilupparsi e compiersi fino in fondo. Vi è, nel cuore del processo,un progressivo abdicare delle oligarchie economiche nazionali nei confronti dell'oligarchia economica mondialista, mentre il potere politico si rivela essere ormai un fantoccio, uno specchietto per allodole, limitandosi ad avallare i desideri del Nuovo Ordine Mondiale, il Mercato Globale;un mercato che necessita, evidentemente, di una colonia di consumatori omologati, indifferenti, pronti ad "assorbire" acriticamente le produzioni delle multinazionali. Si assiste, per questa via, ad un esiziale rivolgimento della naturale logica di mercato, segnatamente nel rapporto fra produttore e consumatore, con l'offerta che non risponde più alla domanda ma - al contrario- l'anticipa e la plasma a suo piacimento.

    Tutto questo, però, è possibile solo nel caso in cui: (I) si abbia a che fare con una realtà sociale omogenea ed uniforme, senza ataviche tradizioni, senza particolarismi culturali; (II) si possa disporre di lavoratori affrancati dal loro patrimonio tradizionale, liberi da vincoli familiari, sradicati dalle proprie appartenenze comunitarie e territoriali. Le continue richieste di flessibilità, avanzate dal sistema economico-produttivo, originano propriamente dall'esigenza di poter muovere il lavoratore come una pedina sulla scacchiera della produzione mondiale: per questi motivi, il prestatore d'opera ideale sarà un uomo senza legami forti, senza relazioni di comunità,"individuo" allo stato puro. Il passo finale, obbligato, è facilmente intelligibile: si tratta di creare una massa umana non organica, composta da individui non in relazione tra loro, al pari di nomadi che si muovono in maniera casuale, con traiettorie contingenti sulla scena sociale. Occore, in ultima istanza, un agglomerato indistinto, massificato di esseri umani, utile sia in fase di produzione (offerta), sia in fase di consumo (domanda): lo strumento più evidente, utilizzato dal mondialismo finanziario è rappresentato dal fenomeno dell'immigrazione. Attraverso l'immissione di elementi allogeni nel cuore di una civiltà tradizionale è possibile -nel medio e lungo periodo- indebolire le strutture di quest'ultima, smussarne le specificità culturali, minarne il sistema di valori relazionali, sociali, religiosi e comunitari. E' ciò che sta avvenendo, con tratti paradigmatici, nel nostro continente: i centri di potere del mondialismo, governando i flussi migratori di chiara natura islamica, stanno progressivamente abbattendo le ultime resistenze etniche che si appellano ai Valori dell'Europa Cristiana e Cattolica. L'imminente ingresso della Turchia nella Comunità Europea (con milioni di musulmani in procinto di riversarsi nei nostri paesi), l'appoggio alle fazioni musulmane albanesi in Kosovo, la cosidetta "dorsale verde" (trasversale politica e culturale che parte dal Medio Oriente per arrivare sino alla Bosnia ed all' Albania), con intenti manifesti di "islamizzazione" del continente europeo, ecc., sono semplici tasselli di questo allarmante mosaico. Il fondamentalismo musulmano da una parte e la Tradizione Europea dall'altra: due termini i quali- nei progetti dei potentati mondialistici - si elideranno a vicenda. Il cerchio si chiude. Il pensiero unico trionfa. Per accellerare il processo in atto, si attivano altri fattori (possiamo definirli catalizzatori) tali da produrre lacerazioni devastanti nel tessuto etico e morale delle comunità organiche tradizionali: così si istituzionalizza il divorzio, si legalizza la soppressione di esseri umani (il controllo demografico ha sempre avuto un posto di primaria importanza all'interno del fenomeno della globalizzazione), si enfatizz la cosidetta "depenalizzazione dei reati minori" (rendendo "tollerabile" la microcriminalità), si accetta la presenza del "terzo sesso" (?), si ammette la possibilità di non perseguire penalmente i consumatori di sostanze stupefacenti (leggere o pesanti), formulando addirittura ipotesi di "liberalizzazione selvaggia". Ancora: pornografia dilagante, manipolazioni genetiche ( in primis il fenomeno delle clonazioni), uteri in affitto e fecondazioni eterologhe senza nessun pudore morale o scientifico, commercio di organi umani direttamente controllato dallo stato, sono altri elementi di dissoluzione regolarmente utilizzati al fine di provocare un indebolimento costante degli anticorpi della Civiltà Europea. In sintesi, ciò che si registra è un attacco neanche troppo dissimulato nei confronti di un pilastro fondamentale su cui si erge la nostra società: la faglia. Sono due, alla resa dei conti, le modalità con le quali la globalizzazione procede nel tentativo di creare una sostanza umana grigia, omogenea, indistinta: un'azione condotta all'interno delle comunità nazionali (disgregazione dei valori tradizionali) e un'azione promossa dall'esterno (immigrazione). Il tutto per raggiungere l'obbiettivo dall'abbattimento delle frontiere, affinchè le oligarchie mondialistiche (con la compiacenza succube dei governi nazionali) siano in grado di espandere -in direzione radicale- il loro potere assoluto su tutto il globo terrestre: lobby economico-finanziarie, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, organismi che già oggi esercitano fortissime pressiomi sulla vita politica dei singoli stati (pur non essendo di "natura elettiva", cioè a dire: democraticamente ratificati), disporranno -domani- di un "concentrato di poteri" mai visto nella storia dell'umanità. Le nuove tecnologie, in questo senso, rappresentano il fulcro del sistema (a tal punto che si può parlare-a ragion veduta- di "burocrazie tecnocratiche"); esse consentono -infatti- transizioni economiche così veloci da sfuggire a qualsiasi tentativo regolamentazione. L'informatica, ad esempio, permette di trasformare la moneta in impulsi elettronici "vaganti", a dispetto di qualunque frontiera: ricostruirne una mappa degli spostamenti è preticamente impossibile. Libera circolazione dei capitali, libera circolazione delle merci, libera circolazione della merce-lavoro (o deportazione di esseri umani da impegnare come schiavi nell'ambito della produzione mondiale?):tale, semplicemente, è lo scenario che si profila in un futuro ormai più che prossimo. Noi crediamo che tutto ciò non sia il risultato di una situazione politico-economica contingente, ma il naturale svolgersi di dinamiche già in atto nel XIX secolo. Come non ricordare gli attacchi all'istituto familiare, alla religione, alla Tradizione, sui quali si fonda -unitamente alla volontà di internazzionalizzare la lotta di classe- l'intero corpus teorico del "Manifesto del Partito Comunista" di Marx ed Engles? Non è stato forse il desiderio di abbattere le frontiere (per sconfiggere gli "iniqui" nazionalismi) ad agevolare l'espandersi del capitalismo mondiale? Non è stato forse il materialismo, di cui l'intera produzione marxista era indubbiamente ammantata, a subordinare l'uomo e la sua spiritualità agli imperativi economici e alla logica del profitto? Non sono forse gli epigoni moderni di tali ideologie-segnatamente le principali organizzazioni sindacali italiane-a sostenere la necessità di cancellare le frontiere, per facilitare la circolazione della merce-lavoro (cioè a dire:gli immigrati)? Capitalismo e marxismo, a quanto pare, sono realmente le due faccie della stessa medaglia.... Dunque non è semplice comprendere la protesta dell'estrema sinistra contro la globalizzazione; semmai, sembra si tratti più concretamente di una critica al capitalismo mondiale, l neo-liberismo selvaggio, essa però condotta -ancora una volta- secondo logiche internazionalistiche e comunque senza rompere gli argini della globalizzazione e del pensiero unico. La richiesta del "salario minimo proletario", della "globalizzazione dei diritti umani" (sono solo esempi) non pare costituire un momento di censura rispetto alle tendenze economiche mondialistiche. Si rivela finalmente il vero obbiettivo della sinistra radicale :sostituire all'unificazione internazionale del proletariato il coinvolgimento massicio dei popoli del terzo mondo (essi rappresentano-de facto- i sottoproletari del nuovo millennio), nell'ottica della creazione di un "nuovo governo mondiale"di evidente stampo marxista. Noi siamo convinti che non si possa sconfiggere l'iniquo fenomeno della globalizzazione con dinamiche internazionalistiche da esso stesso patrocinate. Per essere reali antagonisti del pensiero unico, del mondialismo massificante e dei suoi oscuri (ma-al fondo-intelleggibili) progetti,della globalizzazione, dobbiamo rispondere con l'universalità del radicamento etnico;all'integrazione dell'individuo nella massa umana mondiale (processo di uniformazione coatta), dobbiamo replicare con la tutela dell'integrità delle comunità organiche. Comunità portatrici esse stesse dei valori popolari in virtù di un millenario legame con il suolo sul quale insistono, cellule primarie per la trasmissione e la continuità della tradizione, unici elementi originari in grado di difendere la propria terra con un utilizzo razionale delle risorse naturali ed ambientali (in luogo di anonimi e speculativi processi di sfruttamento e depauperamento operati da interessi e capitali sovra-nazionali)

 

 

Discussioni Simili

  1. Schieramenti fasulli se non folli.
    Di assurbanipal nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 10-02-12, 19:18
  2. ISTAT : Aumenti fasulli?
    Di Kobra nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 68
    Ultimo Messaggio: 25-05-07, 12:14
  3. i sondaggi fasulli del Cipria
    Di stophere nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 26-02-06, 17:44
  4. Antiglobalisti veri e fasulli
    Di cornelio nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 15-03-03, 22:05
  5. a proposito di leghisti fasulli ex-MSI..
    Di larth (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 27-03-02, 18:31

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito