di Antonio Albanese
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State attenti la prossima volta che pagate la spesa con il bancomat. Esiste un grande occhio che spia i vostri acquisti, tutti, e che potrebbe classificarvi come soggetto a rischio e potenziale terrorista. Non è un incubo partorito dalla fantasia dei seguaci di Dick o dagli emuli del nuovo cyberpunk. Si tratta di un progetto sviluppato dal ministero della Difesa americano e chiamato Tia. Sotto questo acronimo, che sta per total information awareness, si cela la più grande intrusione nella nostra vita privata generata dagli incubi, tutti targati Usa, della società post undici settembre.
A conferma che la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni, il neo ministero dell’Interno statunitense, l’homeland security, intende rendere più sicuri i suoi cittadini controllandone, fin dall’origine, i comportamenti con lo scopo dichiarato di bloccare le possibili devianze o le eventuali infiltrazioni terroristiche. Il metodo è semplice: attraverso la rintracciabilità degli acquisti effettuati tramite carta di credito o bancomat si possono ricostruire gli stili di vita di ogni consumatore e costruire un profilo psicologico e comportamentale, attribuendo, ovviamente, ad ogni soggetto un codice di riconoscimento. Da qui analizzare le possibili devianze o i comportamenti anomali e poi intervenire, o reprimere a seconda dei casi. Sembra la trama di Minority report ma non è così e non riguarda solo i cittadini americani che risiedono negli States, ma anche quelli che vivono al di fuori dei confini. La conseguente compressione della privacy è palese e, nel clima di neomaccartismo che si vive oggi in Usa, tollerata o meglio subita. La stessa stampa made in Usa tace ed evita di fare domande imbarazzanti sull’argomento per timore di essere considerata poco patriottica.
Ed intanto, nel silenzio e nell’ombra, questa piovra elettronica allunga i suoi tentacoli ed arriva fino a noi che cittadini americani non siamo. Nella smania di Controllo Totale (fa da eco alla Giustizia infinita, di talebana memoria), i controlli potranno e saranno estesi anche ai soggetti consumatori di altri Paesi, possibili incubatori o probabili obiettivi dei terroristi, il tutto con il consenso, più o meno pubblicizzato, delle autorità locali. Si tratta di un pacchetto offerto agli alleati per garantire la loro "sicurezza", e che fa il paio con l’ormai "desueto" Echelon che ovviamente andava tutto a vantaggio del gestore del servizio.
Il sistema Tia, il cui logo è una piramide occhiuta di massonica memoria, presenta solo una "falla": l’impressionante mole di dati che vengono raccolti e che devono essere analizzati. Si teme il riproporsi di una situazione simile a quella precedente l’attacco suicida al Wtc: troppi dati che non riuscirono ad essere elaborati. Al ministero della Difesa assicurano, però, che non si tratta di un problema irrisolvibile: computer e uomini non mancano.
Le proteste dei cittadini preoccupati per un simile servizio, non richiesto, stanno aumentando nella stessa misura con cui si diffonde la notizia. Ma se negli States il clima inibisce simili battaglie civili, che cosa succede in Europa? In Italia, tutto tace. La notizia sembra non preoccupare nessuno, dal Garante della privacy ai mass media, persi nel clima "sereno e tranquillo" di dalemiana memoria che traspare dalla televisione.
Una sola cosa è certa: con l’entrata in funzione di questo sistema, occorrerà stare attenti anche nel fare la spesa. Non si sa mai! Potremmo essere classificati come potenziali pericoli per la sicurezza nazionale… solo per aver comprato un cartoccio di kebab.




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