La pace “senza se e senza ma” della sinistra piena di “se” e di “ma”
I rappresentanti dell’Ulivo riescono sempre nell’impresa di mostrare il proprio lato più farsesco e ridicolo. L’ennesima dimostrazione la si è avuta in quest’ultima settimana che li ha visti protagonisti di manifestazioni di piazza e di singolari posizioni in sedi istituzionali, capaci di contraddizioni involontarie davvero notevoli.
Sabato 15 febbraio tutti in corteo a Roma per gridare il proprio categorico “no” alla guerra, sposando il motto “pacifista” di una “pace senza se e senza ma”. Una vera e propria svolta per l’Ulivo che dichiara in tal modo il rifiuto di ogni ipotesi di conflitto, anche qualora fosse l’Onu stesso a prevedere una iniziativa del genere. Tutto sommato un passo avanti, la decisione di assumere una posizione discutibile ma chiara, senza incoerenze. Una presa d’atto che è durata il tempo di un fine settimana necessario perché, con il candore di un neonato, gli stessi esponenti dell’Ulivo hanno giurato fedeltà alle decisioni che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu prenderà sulla questione irachena. Dunque sempre pacifisti, ma con i soliti “se” e “ma”. E tra i troppi “forse” cui siamo abituati da tempo non poteva mancare la contrapposizione interna al centro sinistra con Verdi, Comunisti italiani e correntone Ds pronti a votare la mozione in Parlamento proposta da Rifondazione comunista. L’ennesima conferma della pericolosa spaccatura che sta spingendo i Ds verso posizioni sempre più lontane da quel riformismo sbandierato negli anni di governo.
Del resto alcuni esponenti della sinistra hanno posto il problema di questo finto compattamento in occasione della discussione in Parlamento. Mastella prevede che la rottura “ci sarà quando la guerra sarà dichiarata e sul ruolo dell’Onu” visto che l’odierno accordo non sana la frattura tra l’ala pacifista, che ha in Cofferati il suo riferimento essenziale, e quelli che sono con l’Onu e qualsiasi decisione il Consiglio di Sicurezza assumerà. Come si possa far finta che un pezzo d’Ulivo stia con Bertinotti è un quesito che ci poniamo tutti e non solo Ugo Intini che lo ha formulato. Insomma un accordo con tanti se e tanti ma, ma a sinistra cercano di distogliere l’attenzione riversando sul Governo responsabilità e latitanza non sue.
Molto grave, invece, vedere partiti che si definiscono democratici sposare una manifestazione nella quale è stata impedita ai curdi italiani di esporre, accanto agli striscioni contro la guerra, quelli contro il regime di Saddam. Striscioni ritenuti poco opportuni dagli organizzatori della manifestazione della pace. Ogni commento è superfluo.
L’Ulivo ed i suoi rappresentanti un giorno dovranno assumersi le proprie responsabilità per aver appoggiato movimenti che non hanno fatto altro che attaccare l’oppressore Bush contro la vittima Saddam, ovvero uno spietato dittatore responsabile per la morte di almeno due milioni di persone, che ha imposto alla sua gente un regime del terrore che dura da quasi 25 anni, che ha usato armi chimiche contro le minoranze curde e sciite del suo paese, che ha invaso l’Iran e cercato di annettere il Kuwait, che affama il proprio popolo ma in compenso usa il ricavato della vendita del petrolio per procurarsi armi ed anche per “regalare” dieci mila dollari alle famiglie di ogni palestinese che compie attentati suicidi contro Israele. Ebbene si, quest’uomo si è visto gratificato da quei milioni di “pacifisti” che hanno avuto parole offensive contro l’infame Occidente, i perfidi americani che con il loro intervento rischierebbero di far saltare il suo regime.
Comico ascoltare questi grandi esperti della politica italiana appellarsi al lavoro della diplomazia per raggiungere quei risultati che Bush vorrebbe ottenere con la guerra, senza sapere che senza lo schieramento da parte dell’alleanza anglo americana delle proprie forze armate nel Golfo, Saddam non si sarebbe mai sognato di “accogliere” nuovamente il ritorno degli ispettori che erano stati messi alla porta nel 1998. Ancor più comico vedere chi ha promosso l’intervento militare contro Milosevic per salvare bosniaci e kosovari, sfilare oggi con la bandiera della pace contro la guerra e voler dare lezioni con la solita spocchia ed arroganza di chi non ha la minima dignità politica.
(da un'altro forum )


Rispondi Citando
, quindi si dice che Saddam deve andare via con le buone o con le cattive.


