Continua la guerra del tribunale dell'Aia contro quel che resta e il dell'ex-Jugoslavia.
Nel mirino della Corte atlantica questa volta Vojislav Seselj, leader nazionalista serbo, molto vicino a Slobodan Milosevic, che rischia come lui di subire lo stesso iniquo trattamento giudiziario.
A darne notizia, il Comitato francese per la Difesa di Slobodan Milosevic e il Comitato Internazionale per la Difesa dei Prigionieri Politici serbi, preoccupati che l'ICTY, il Tribunale Penale per la ex-Jugoslavia, trasformi anche questo processo in una macchina politica al servizio della Nato e quindi degli interessi americani.
Seselj è formalmente accusato di crimini di guerra perpetrati tra il 1991 e il 1993,cioè ben 10 anni fa, e puntualmente ritirati fuori proprio ora che "Vojo", così come è chiamato, si è dimostrato un pericoloso avversario per il presidente Kostunica.
Durante le elezioni presidenziali dello scorso dicembre
, infatti, il leader del Partito Radicale ottenne un milione di voti circa, divenendo così il capo dell' opposizione e portando la sua formazione ad essere il secondo partito nazionale.E questo due settimane dopo il voto del Parlamento di Belgrado che, ufficialmente, aveva chiesto al tribunale dell'Aja di far tornare in patria Milosevic.
Eventi inaccettabili per il nuovo ordine predisposto dagli atlantici e tentati di arginare con il tempestivo arresto.
Un'azione interpretata come la dimostrazione dell'intenzione dell'ICTY di "impedire all'opposizione di ristabilire il socialismo in Serbia e di continuare a gestire le marionette occidentali, opportunamente sistemate in ruoli di potere dopo il golpe strisciante dell'ottobre 2000 che privò la popolazione serba dei propri leaders carismatici".
Vojislav Seselj dovrà comparire davanti la corte il prossimo lunedì, ma nel frattempo ha manifestato la sua ferma volontà di tornare dall'Aja vittorioso. "Così ha annunciato prima di partire con un volo di linea dall'aeroporto di Belgrado, aggiungendo che la cosa più importante è che lui sia l'ultimo serbo perseguitato dalla Corte atlantica, "tribunale del male e strumento americano contro i serbi".
Tratto da Rinascita




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