La "Rivoluzione tedesca" deve, secondo Otto Strasser, ricreare le "forme" appropriate alla natura del popolo nel campo politico o economico così come in quello culturale. Queste forme sarebbero, in campo economico, il feudo (Erblehen); nel campo politico, l'autoamministrazione del popolo tramite gli "Stande", cioè degli stati-stato operaio, stato contadino etc.- e nel campo "culturale", una religiosità tedesca. Principale espressione dell'"idealismo volkisch", un principio d'amore in seno al Volk-riconoscendo ognuno negli altri le proprie caratteristiche razziali e culturali-che deve marcare ogni atto dell'individuo e dello Stato. Questo idealismo volkisch comporta il rifiuto da parte di Otto Strasser dell'idea di lotta di classe in seno al Volk a profitto d'una "rivoluzione popolare" degli operai-contadini senza classi medie (solo una piccola minoranza di oppressori saranno eliminati), la condanna dello scontro politico tra tedeschi: Otto Strasser propone un Fronte unito della base dei partiti estremisti e dei sindacati contro le loro gerarchie e contro il sistema. Questo idealismo volkisch sottintende lo spirito di "socialismo tedesco" decantato da Strasser e ispira il programma socialista strasseriano. Questo programma comporta i seguenti punti: parziale nazionalizzazione delle terre e dei mezzi di produzione, partecipazione operaia, il piano, l'autarchia e il monopolio dello Stato sul commercio esterno. Il "socialismo tedesco" pretende di opporsi al liberalismo come al marxismo.
L'opinione di Strasser sul marxismo è pertanto sfumata: "Il marxismo non aveva per Strasser alcun carattere "ebraico" specifico come per Hitler, non era l'"invenzione dell'ebreo Marx", ma l'elaborazione di un metodo d'analisi delle contraddizioni sociali ed economiche della sua epoca (il periodo del capitalismo selvaggio) messo a punto da un filosofo dotato. Strasser riconosceva al pensiero marxista come all'analisi dell'imperialismo di Lenin, una verità oggettiva certa. Si allontanava dalla Weltanschauung marxista a livello di implicazioni filosofiche ed utopiche. Il marxismo era il prodotto dell'era del liberalismo e testimoniava nel suo metodo analitico e nelle sue stesse strutture una mentalità la cui tradizione liberale risaliva al contratto sociale di Rousseau.
L'errore di Marx e dei marxisti-leninisti stava, secondo Strasser, nel fatto che questi credevano di poter spiegare lo sviluppo storico tramite i concetti di rapporto di produzione e di lotta di classe allorquando questi apparivano validi limitatamente al periodo del capitalismo. La dittatura del proletariato, l'internazionalismo, il comunismo utopico non erano più conformi ad una Germania nella quale era cominciato un processo di totale trasformazione delle strutture spirituali, sociali ed economiche, che portava alla sostituzione del capitalismo con il socialismo, della lotta di classe con la comunità di popolo e dell'internazionalismo con il nazionalismo. La teoria economica marxista rimaneva uno strumento necessario alla comprensione della storia. Il marxismo filosofico e il bolscevismo di partito, perdono significato nello stesso momento in cui il liberalismo entra in agonia. Il socialismo tedesco rifiuta il modello proletario così come il modello borghese e propone di conciliare le responsabilità, l'indipendenza e la creatività personali con il sentimento dell'appartenenza comunitaria ad una società di lavoratori di classi medie e, più particolarmente, di contadini.
Strasser, come Junger, sogna un nuovo "Lavoratore", ma di un tipo particolare, il tipo "contadino", che sia operaio-contadino, intellettuale-contadino, soldato-contadino, altrettante facce di uno sconvolgimento sociale realizzato con la dislocazione della società industriale, lo smantellamento delle fabbriche, la riduzione delle popolazioni urbane e il trasferimento forzato dei cittadini verso il lavoro rigeneratore della terra. Per rendere in immagini contemporanee la volontà di rottura sociale della tendenza Strasser, si può pensare oggi alla Rivoluzione Culturale cinese o all'azione dei Khmer rossi in Cambogia. Otto Strasser vuole riorganizzare la società tedesca attorno al tipo contadino. Per fare questo, preconizza la spartizione delle terre, la colonizzazione delle regioni agricole dell'Est poco popolato e la dipersione dei grandi complessi industriali in piccole unità in tutto il paese-nascerebbe così un tipo misto operaio-contadino. Patrick Moreau non esita a qualificare Otto Strasser come "conservatore agrario estremista". Le conseguenze di questa riorganizzazione della Germania ( e della socializzazione dell'economia che deve accompagnarla) sarebbero: una considerevole riduzione della produzione dei beni di consumo per il fatto dell'adozione di un modo di vita spartano, in cui il consumo è ridotto alla soddisfazione quasi autarchica, a livello locale, dei bisogni primi, e l'istituzione nazionale, poi internazionale, di una sorta di economia di baratto.
Il socialismo tedesco rifiuta infine la burocrazia e il capitalismo privato (Strasser conosce i misfatti dei due sistemi) e propone la nazionalizzazione dei mezzi di produzione e della terra che saranno in seguito ri-distribuite a degli imprenditori sotto forma di feudi. Questa soluzione unirebbe, secondo Strasser, i vantaggi del possesso individuale e della proprietà collettiva.
Tratto da Origini n.2-L'opposizione nazionalrivoluzionaria al Terzo Reich




Rispondi Citando