Lo ha detto il ministro degli esteri Ivanov durante la visita in Cina
I due paesi in un comunicato congiunto: "Guerra da evitare"
Iraq, Mosca metterà il veto
sulla seconda risoluzione
Bagdad annuncia di voler distruggere i missili
Gli Usa: "Sono le solite frottole di Saddam"
PECHINO - Si preparano giorni difficili al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Per la prima volta la Russia dice infatti esplicitamente che eserciterà il suo diritto di veto per bloccare una risoluzione che autorizzi la guerra contro l'Iraq. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri russo Igor Ivanov, in visita nella capitale cinese Pechino, che ha affermato che il suo paese ricorrerà al diritto di veto "se sarà necessario salvare la pace nel mondo".
Ivanov ha spiegato che una nuova risoluzione delle Nazioni Unite sulla crisi irachena (definita "non necessaria") condurrebbe alla guerra contro l'Iraq, e ha poi aggiunto che il "dovere" di tutti i paesi membri dell'Onu, in particolare dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza (che sono Russia, Cina, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna) è quello di mantenere la "solidarietà" interna dell'organizzazione.
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Proprio ieri Russia e Cina avevano affermato in un comunicato congiunto che la guerra contro l'Iraq "può e deve" essere evitata, mentre sulla stampa russa si sottolineava il quadro di grande incertezza che caratterizza questa fase decisiva della gestione diplomatica della crisi. Secondo alcuni autorevoli organi di stampa, infatti, il governo di Mosca non sarebbe certo che Francia e Germania resistano alle pressioni americane.
Nell'attesa di conoscere nel dettaglio il nuovo rapporto degli ispettori Onu, che Blix ha consegnato al segretario generale dell'Onu Kofi Annan e che sarà presentato domani al Consiglio di sicurezza, c'è intanto da registrare la reazione - per nulla positiva - da parte degli Usa alla disponibilità comunicata dall'Iraq alla distruzione dei suoi missili al Samud 2, come intimato dall'Onu.
L'amministrazione americana non sembra prendere sul serio Bagdad, tanto che in momenti differenti sia il presidente Bush che i segretari di Stato Colin Powell e alla difesa Donald Rumsfeld hanno detto che le promesse di Saddam Hussein sono solo "trappole e inganni". E a fare soffiare ancora più forti i venti di guerra arrivano anche le prime indiscrezioni sul rapporto di Hans Blix: secondo la Bbc gli ispettori avrebbero scritto che la collaborazione irachena è stata in questi mesi "molto limitata". Insomma, che Bagdad avrebbe potuto e dovuto fare di più.
(28 febbraio 2003)




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