"Il problema non è il terrorismo e non sono neppure più le armi di distruzione di massa: noi facciamo la guerra all'Iraq, con l'Onu o senza l'Onu, quale prima mossa di una guerra preventiva che ha come traguardo il nuovo ordine mondiale."

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Nella trasmissione televisiva "Ballarò", andata in onda martedì sera, la dottrina Bush è stata illustrata con brutalità, ma con chiarezza, per la prima volta, al grande pubblico italiano. Non da un commentatore o un giornalista pacifista, ma da un uomo dell'establishment americano, quel tale professor Edward Luttwak che la Rai da tempo utilizza per far giungere nelle nostre case la propaganda ufficiale di Washington.
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E allora? beh, Bertinotti si è affannato a cercare in studio qualcuno altrettanto indignato come lui. Ma la sua sorpresa è sorprendente. Gli spettatori non sono tutti una massa di creduloni, e in fondo almeno 1 cittadino su 2 non crede alla propaganda su "terrorismo" e minacce varie che arrivano da Baghdad. E sa benissimo invece - meglio di quanto Bertinotti non immagini - quanto prendere in mano le chiavi del Golfo Persico sia decisivo per influenzare gli equilibri geoeconomici e geopolitici del XXI. secolo (avendo UE, Cina e Russia nel mirino come competitori).

Ecco il motivo delle guerre americane post-1989. E' divertente che ormai lo dicano chiaramente gli stessi agenti CIA pagati per fare propaganda.