SPAGNA
Gli affari di Aznar

Feroce crociato. Ora. Ma dal `97 intratteneva fruttuosi rapporti con Saddam

«Ipocrisia morale» Un deputato socialista rivela i numerosi contatti ufficiali fra il governo del Pp, al potere dal `96, e Saddam Hussein
S.D.M.
MADRID

Il premier conservatore spagnolo José Maria Aznar, un feroce ascaro di Bush nei suoi progetti di guerra a ogni costo all'Iraq, ha ottenuto un paio di giorni fa il sì di tutti i suoi 183 deputati del Partido Popular alle Cortes di Madrid (contariamente al suo commilitone inglese Tony Blair che ha dovuto incassare il no di 120 deputati laburisti ai Comuni di Londra). Ma la sua «ipocrisia morale» è stata ancora una volta messa a fuoco, ieri, da un deputato dei socialisti del Psoe. Germà Bel ha diffuso la lista completa dei numerosi e continuati «contatti ufficiali» fra il governo di Aznar, al potere dal `96, con il regime killer di Baghdad. I primi «contatti formali» risalgono al giugno `97, con la visita in Spagna del ministro iracheno del petrolio, Amer Rashid. Poi nell'aprile `98 fu la volta del ministro dell'economia Hikmat al-Azzawi. Pochi giorni dopo la Commissione diritti umani dell'Onu pubblicò un rapporto in cui denunciava l'eliminazione di 1900 persone in Iraq. Ma Aznar «ricevette al palazzo della Moncloa il vicepremier Tareq Aziz». Nel febbraio `99 alla decima riunione della Commissione congiunta ispano-irachena assistette il ministro degli esteri Josep Piqué. E il ministro dei trasporti iracheno Ahmed Mustafa Ahmed venne in visita in Spagna. Nel febbraio 2000 il ministro degli esteri di Baghdad, Mohammed Sai al Sahaf, si incontrò con il suo omologo spagnolo, Abel Matutes. Nel gennaio 2001 il sottosegrtario agli esteri Miquel Nadal compì una «visita di lavoro» in Iraq e il sottosegrtario al commercio, Juan Costa, lo seguì in marzo con annessi incontri con il vicepresidente iracheno e ministri vari. In questi anni sono stati frequenti e continuati i rapporti fra la compagnia petrolifera spagnola Repsol e il ministro del petrolio di Baghdad per l'aggiudicazione dello sfruttamento dei campi iracheni di Nasiriya.

Il governo di Aznar non sapeva che «il regime di Saddam era tirannico, genocida e assassino», si chiede Bel, e nel caso non lo sapesse, «quando ha cambiato opinione?»