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  1. #1
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    Predefinito Il discorso del Presidente degli Stati Uniti d'America

    da www.cnnitalia.it

    " Il testo integrale del discorso
    di Bush all'inizio della guerra
    Ultimo aggiornamento 20 marzo 2003, 052 ora italiana (042 GMT)

    WASHINGTON (CNN) -- Ecco il testo integrale del discorso pronunciato dal Presidente americano, George W. Bush, alle 04:15 ora italiana, per annunciare l'inizio della guerra contro l'Iraq.

    "Cittadini, a quest'ora le forze armate americane e della coalizione hanno iniziato la prima fase dell'operazione militare per disarmare l'Iraq, per liberare il suo popolo e per difendere il mondo dai gravi pericoli che corre.

    Su mio ordine le forze della coalizione hanno iniziato a colpire obiettivi selezionati di importanza militare per minare la capacità di Saddam Hussein di portare avanti una guerra. Queste sono le fasi iniziali di una campagna vasta e concertata.

    Più di 35 Paesi ci stanno dando un sostegno cruciale, dall'uso delle basi navali e aeree, alla cooperazione con la nostra intelligence o sotto il profilo della logistica per sistemare le truppe che devono combattere. Ogni nazione in questa coalizione ha deciso di sopportare i doveri e condividere gli onori di contribuire alla nostra comune difesa.


    A tutti gli uomini e le donne degli Stati Uniti che ora sono nelle forze armate in Medio Oriente: la pace di un mondo preoccupato e tutte le speranze della gente oppressa dipendono da voi. Questa fiducia è ben riposta.

    Il nemico con cui vi confrontate avrà modo di conoscere la vostra abilità e il vostro valore. Il popolo che libererete sarà testimone dell'onorabilità dello spirito militare americano.

    In questo conflitto l'America fronteggia un nemico che non ha riguardo per le convenzioni di guerra o per le regole morali. Saddam Hussein ha sistemato le truppe e i materiali in aree civili, popolate, nel tentativo di utilizzare uomini, donne e bambini innocenti come scudi per i propri militari: l'ultima atrocità contro il suo popolo.

    Io voglio che gli americani tutti e tutto il mondo sappiano che le forze della coalizione compiranno ogni sforzo possibile per risparmiare la vita dei civili innocenti.


    Una campagna su un terreno difficile di un Paese grande come la California potrebbe essere lunga e più difficile del previsto, ma aiutare l'Iraq a edificare un Paese libero, stabile e unito richiederà la nostra più strenua dedizione.

    Noi siamo venuti in Iraq con il più grande rispetto per i suoi cittadini, per la sua grande civiltà e per la fede religiosa che pratica. Non abbiamo nessuna mira sull'Iraq, se non rimuovere un pericolo e restituire il controllo di quel territorio al suo popolo.

    So che le famiglie dei militari che sono partiti stanno pregando perché i loro cari ritornino salvi e al più presto. Milioni di americani stanno pregando con voi per la salvezza di chi è partito e per la protezione degli innocenti.

    Per il vostro sacrificio avrete la gratitudine e il rispetto del popolo americano e potete contare sul fatto che le nostre forze torneranno a casa appena avranno concluso il loro compito.

    La nostra nazione è entrata in questo conflitto riluttante, ma ora il nostro proposito è certo . Il popolo degli Stati Uniti e quello delle nazioni alleate non vuole vivere alla mercé di un regime fuorilegge che minaccia la pace con l'uso di armi di distruzione di massa.

    Affronteremo quel terrore ora con l'Esercito, l'Aviazione, la Marina, la Guardia Costiera e i Marines, in modo da non doverci trovare in seguito con i vigili del fuoco, le ambulanze e la polizia sulle strade delle nostre città.

    Ora che il conflitto è scoppiato, il solo modo per limitare la sua durata è di dedicarvisi con forza decisiva. E vi assicuro che questa non sarà una campagna di mezze misure e che non accetteremo altro risultato che la vittoria .

    Concittadini, il pericolo per il nostro Paese e per il mondo verrà superato. Andremo oltre questa fase di pericolo e porteremo avanti il lavoro per la pace. Difenderemo la libertà. Porteremo la libertà agli altri. E vinceremo.

    Possa Dio benedire il nostro Paese e tutti quelli che lo difendono".
    "


    Cordiali saluti

  2. #2
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    Da George Washington in poi, tutti i discorsi dei presidenti americani, incluso il "cattolico" Kennedy sono conditi con venature...."messianiche" più o meno marcata a seconda delle circostanze. E' l'ideologia WASP, fondativa degli Stati Uniti d'America. Spero che non si voglia proclamare la Santa Crociata contro "le sette protestanti" americane, magari in alleanza con l'Islam, come certo "cattolicesimo" politico, sono convinto, sarebbe propenso a fare (non parlo di lei).

    Shalom!

  3. #3
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    La guerra dei Vietnam (per mio conto inevitabile) fu sancita "unilateralmente" dal democratico (nel senso del partito) e cattolico (in quanto irlandese) presidente Kennedy, e fu fermata dal reazionario presidente protestante repubblicano Nixon.
    Questa volta però a rimanere imbottigliati nel pantano della loro politica miope e di piccolo cabotaggio, mi sa proprio, ma purtroppo saranno certi... europei.....
    Quanto al Vaticano, fa il suo mestiere. Spero che non voglia dichiarare la guerra Santa contro "gli eretici" Wasp.

    Saluti liberali

  4. #4
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    In primo luogo la condizione dell'Europa è quella di un nano lillipuzziano, disunito e inconcludente, che di fatto non ha alcuna possibilità di competere con l'America del Nord, non per presunte sudditanze, ma per mancanza di una linea coerente di politica estera che sappia coniugare sicurezza e sviluppo, prevedendo una politica estera comune, non velleitaria, e adeguate spese militari, giacchè non si può pretendere di chiamare sempre mamma america a toglierci le castagne dal fuoco, come facciamo da 80 anni (incluse le vicende ex jugolave) e poi sputare in faccia a Washington in ossequio alle mire egemoniche gallicane, interne all'Unione.
    In secondo luogo gli Stati Uniti d'America sono di fatto un'iper-potenza globale. Non possono essere vincolati a politiche multilateraliste in virtù di meri principi astratti senza compensare i vincoli multilaterali con un'assunzione di responsabilità, piena e coerente da parte dell'Europa. Non si può pretendere dagli USA di fare i poliziotti del mondo quando ci fa comodo, vista la nostra incapacità a provvedere, e poi processarli quando assumono iniziative congruenti con gli obiettivi di sicurezza globale in virtù di cervellotici richiami a istituzioni inefficienti e inefficaci e insussistenti senza la potenza che solo gli Stati Uniti possono mettere in campo.
    La politica internazionale a chiacchiere non ha mai portato da nessuna parte. E l'Europa ha solo dimostrato di saper chiacchierare......
    L'ideologia americana è parte integrante e costitutiva della Civiltà Occidentale, democratica liberale, che questo piaccia o non piaccia. Quando i vescovi cattolico-romani benedicevano i cannoni delle autocrazie e delle dittature, durante precedenti guerre, e ancora di recente in Croazia, gli americani conducevano guerre contro le potenze totalitarie e gli imperi autocratici, ed estendevano, bene o male, la sfera delle nazioni libere e prospere. Se può essere irritante l'ideologia Wasp ha saputo essere efficace, più efficace delle varie teologie della liberazione che purtroppo sono cresciute quasi indisturbate all'ombra di un Vaticano appena liberatosi dai retaggi di un tradizionalismo illiberale con venature antisemite. E' meglio non dimenticarsi che mentre il Vaticano promulgava sillabi vari e metteva all'indice i pensatori democratici e liberali, negli Stati Uniti, con tutti i loro indubbi limiti, gli "eretici" avevano fondato un sistema politico alla base della moderna democrazia liberale.

    Cordiali saluti

  5. #5
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    Gli americani hanno avuto il KKK, l'Europa ha generato : marxismo-leninismo, fascismo, nazionalsocialismo..... A differenza che in Europa il KKK, per quanto influente in certe aree del paese per troppi anni, non ha instaurato una dittatura negli USA.
    Riguardo alla politica di Francia e Germania, credo che sia quella che, nel medio e lungo periodo, più conviene agli USA. E' velleitaria, sciovinista (francia) impotente (germania) , inconcludente. Quello cehe ci vuole per garantire una supremazia americana per qualche secolo ancora..... meglio i nani anglo-ispano-italo-polacchi.... che almeno sono coscienti delle proprie forze (debolezza militare eccetera) e dei propri interessi complessivi di occidentali ed europei.

    Shalom!!!

  6. #6
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    Gli USA hanno reagito veementemente perchè, nel contingente, per l'ennesima volta la velleitaria e sciovinista Francia ha rotto loro le uova nel paniere..... azzerando per altro le deboli speranze di un cedimento di Saddam (ringalluzzito....dalle divisioni occidentali) , non certo perchè temano che con una linea come quella francese l'Europa possa diventare per loro pericolosa nel contendergli minimanente l'egemonia mondiale. GLi americani non temono le parole, e i francesi parlano....parlano....parlano....

    (se vuole davvero fare incazzare i francesi....parli loro in italiano, magari con accento piemontese, se riesce a simularlo)

    Shalom!!!

  7. #7
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    La differenza fra la Francia e gli USA è che quando la comunità internazionale ha bisogno di usare forme di pressione e dissuasione ...gli americani agiscono e i francesi parlano. La Francia pretendeva di dettare a Bush il calendario di quando mandare a morire i soldati americani nel deserto iracheno. Una vergogna inaccettabile. Francia e Belgio hanno inoltre una qualche grave responsabilità sull'aver lasciato degenerare la guerra civile ruandese e altre vicende africane, anche in questo momento, ad esempio in Alto Volta. Ma la Francia avrà modo di meditare lungamente su questi suoi gravi errori....ci può scommettere. Il tempo è galantuomo, e Chirac difficilmente riuscirà a fare ancora le sue proverbiali piroette per portare la Francia alla guida dell'Europa. L'unica cosa che per ora è riuscito a fare....è sfasciarla.

    Saluti liberali

  8. #8
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    dal sito di Ideazione

    " Punto diplomatico. Rumsfeld: obiettivo Saddam

    Diplomazia di guerra in primo piano nella giornata di ieri. Sugli scudi il ministro della Difesa americano Donald Rumsfeld, in una conferenza stampa attesissima, tenuta un paio d’ore dopo l’avvio dell’A-Day, la massiccia offensiva di bombardamenti contro l’Irak. Rumsfeld ha fatto il punto sulla situazione militare del momento evidenziandone anche le conseguenze di ordine politico. Innanzitutto la caccia a Saddam Hussein, sul quale si susseguono indiscrezioni che lo vorrebbero ferito. La tv irachena lo ha mostrato mentre incontrava il figlio Qusay che comanda la Guardia repubblicana ma ufficiali dell’Intelligence americana sospettano che quelle immagini siano state registrate prima dell’inizio del conflitto. Poi Rumsfeld ha sottolineato come si intensifichino le diserzioni dei militari iracheni e soprattutto dei comandanti. Fonti del Pentagono confermano che sono in corso contatti fra membri dell’Intelligence e alcuni generali dell’esercito iracheno con l’obiettivo di accelerare una resa incondizionata e risparmiare al paese arabo bombardamenti a tappeto.

    Tensione fra Washington e Bruxelles. Aspro scontro verbale tra il segretario di Stato Colin Powell e il presidente francese Jacques Chirac. Quest’ultimo, nel corso della conferenza stampa mattutina al termine del Consiglio europeo, si era dichiarato contrario a una risoluzione delle Nazioni Unite che “affidi ai belligeranti americani e britannici i poteri di amministrazione dell’Iraq”. La Francia, ha detto il presidente, “non la accettera”. “Non sono affatto sicuro di aver ben capito a cosa si riferisse Chirac”, ha ribattuto Powell “stiamo andando in Irak in quanto liberatori, e che la Francia voglia essere uno dei nostri partner rimane tutto da verificare” . Il segretario di Stato Usa ha poi ribadito che il lavoro diplomatico prosegue, che sono aperti contatti con tutti i paesi che fanno parte del Consiglio di sicurezza dell’Onu (e dunque anche con la Francia) per mettere a punto un programma di aiuti per affrontare l’emergenza alimentare in Irak e per elaborare una nuova risoluzione. Quindi ha confermato che si sta studiando il dopo-Saddam: “ Lavoriamo per un governo che rappresenti, democraticamente, gli interessi degli iracheni ”.

    Si è infine concluso il vertice europeo di Bruxelles. Il risultato è piuttosto modesto e d’altronde non sarebbe potuto essere diversamente visti i profondi contrasti tra i Quindici . Un accordo generico sul ruolo dell’Onu nel dopoguerra, sulla necessità di ricucire l’unità dei paesi europei e su quella di recuperare i rapporti tranatlantici. Ma il premier inglese Tony Blair è stato chiaro su quest’ultimo punto: le dichiarazioni generiche non bastano, bisogna che le relazioni fra Europa e Stati Uniti siano oggetto di una riflessione profonda se davvero si vuole superare la frattura di questi mesi. Un superamento che non può avvenire secondo le direttive del cosiddetto asse franco-tedesco. L’impressione è che il vertice delle Azzorre abbia rappresentato il punto di partenza di un nuovo equilibrio dei rapporti transatlantici e che le sue conseguenze saranno molto più profonde di quanto non appaiano oggi .. (p. men)

    22 marzo 2003

    pmennitti@ideazione.com
    "


    Saluti liberali

  9. #9
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    Originally posted by Pieffebi
    La differenza fra la Francia e gli USA è che quando la comunità internazionale ha bisogno di usare forme di pressione e dissuasione ...gli americani agiscono e i francesi parlano. La Francia pretendeva di dettare a Bush il calendario di quando mandare a morire i soldati americani nel deserto iracheno. Una vergogna inaccettabile. Francia e Belgio hanno inoltre una qualche grave responsabilità sull'aver lasciato degenerare la guerra civile ruandese e altre vicende africane, anche in questo momento, ad esempio in Alto Volta. Ma la Francia avrà modo di meditare lungamente su questi suoi gravi errori....ci può scommettere. Il tempo è galantuomo, e Chirac difficilmente riuscirà a fare ancora le sue proverbiali piroette per portare la Francia alla guida dell'Europa. L'unica cosa che per ora è riuscito a fare....è sfasciarla.

    Saluti liberali
    Pieffebi sente la nostalgia di Jospin.

  10. #10
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    da www.adnkronos.com

    " Nel discorso radiofonico del sabato
    Bush: "Non sara' una campagna di mezze misure"
    Il presidente americano: "Potrebbe essere piu' lunga e piu' difficile di quanto alcuni abbiano previsto"

    George Bush (foto Adnkronos)




    Washington, 22 mar. (Adnkronos) - Potrebbe durare piu' di quanto preventivato la guerra contro l'Iraq. Ad affermarlo e' stato il presidente americano George Bush, nel suo discorso radiofonico del sabato. '' Una campagna militare combattuta su un terreno difficile potrebbe essere piu' lunga e piu' difficile di quanto alcuni abbiano previsto '', ha dichiarato il leader della Casa Bianca.
    '' La nostra nazione e' entrata in questa guerra con riluttanza, ma anche con un obiettivo chiaro e determinato. Il popolo degli Stati Uniti, i nostri amici ed alleati, non vivranno alla merce' di un regime fuorilegge che minaccia la pace con armi di distruzione di massa. Ora che il conflitto e' iniziato, l'unico modo per limitarne la durata e' quello di esercitare una forza decisiva. Non sara' una campagna di mezze misure, e' una lotta per la sicurezza del nostro paese e non accetteremo conclusioni diverse dalla vittoria '', ha dichiarato.
    Anche la ricostruzione comportera' uno sforzo importante, ha osservato Bush. '' Aiutare gli iracheni a creare un paese unito, stabile e libero richiedera' il nostro impegno sul lungo periodo. Ma qualunque cosa ci venga chiesta, assolveremo ai compiti che abbiamo accettato''. ''La nostra causa - ha ancora detto Bush - che e' la causa della sicurezza dei paesi che aiutiamo e la pace nel mondo, e' giusta . La nostra missione e' chiara: disarmare l'Iraq, privarlo delle armi di distruzione di massa, mettere fine all'appoggio fornito da Saddam Hussein al terrorismo e liberare il popolo iracheno''. Bush ha poi accusato i dirigenti iracheni di aver piazzato truppe ed equipaggiamento nelle zone popolate dai civili, '' usando uomini, donne e bambini innocenti come scudi''. ''Voglio - ha affermato - che gli americani ed il mondo intero sappiano che le forze della nostra coalizione compiono ogni sforzo per risparmiare civili innocenti ''.
    "

    Saluti liberali

 

 
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