Il bilancio 2002 delle erogazioni liberali delle imprese per la cultura e lo spettacolo, reso noto dal ministro Urbani, è di 15 milioni di euro. "Un risultato analogo a quello dell'anno precedente" rileva il ministro dei Beni Culturali, ringraziando gli imprenditori e le imprese e sottolineando la sfavorevole congiuntura economica e qualche farraginosità dei meccanismi. "A due anni dall introduzione della piena deducibilità dal reddito d impresa delle erogazioni liberali nel settore dei beni culturali e dello spettacolo (art. 65 comma 2 del TUIR modificato dall articolo 38 della legge 342/00) -si legge nella nota-, il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giuliano Urbani, traccia un primo significativo bilancio: Anche quest anno -dice Urbani - gli imprenditori hanno sostenuto nel nostro Paese i programmi culturali nei settori della cultura e dello spettacolo, nonostante il non felice ciclo economico. Le erogazioni per il 2002 ammontano a circa 15 milioni di euro, un risultato analogo a quello del 2001. Certamente la congiuntura non ha consentito di utilizzare maggiormente questa norma, che, com è noto, si applica agli utili delle imprese. Siamo coscienti tuttavia che il dispositivo ha alcuni elementi da correggere, primo fra tutti la macchinosità delle procedure dovuta al tetto massimo di contributi erogabili, e quindi è doveroso ringraziare a nome del Governo tutti gli imprenditori e le imprese che anche quest anno hanno deciso di sostenere le istituzioni culturali, gli enti lirici e musicali e più in generale il nostro patrimonio artistico. L Italia ha bisogno del mecenatismo e non appena il ciclo economico lo consentirà modificheremo queste norme per favorire ulteriormente le erogazioni liberali destinate alla cultura". "E' interessante prosegue il Ministro Urbani inoltre analizzare i dati, che innanzitutto confermano il ruolo di primo piano del settore dello spettacolo, privilegiato dalle scelte dell imprenditoria a testimonianza del fascino che la lirica e la grande tradizione musicale continuano ad esercitare nel nostro Paese. Sono stati difatti erogati finanziamenti soprattutto ai grandi enti lirici e alle istituzioni musicali quali il Teatro alla Scala, il Teatro San Carlo, l Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro Massimo di Palermo, l Orchestra Guido Cantelli di Milano, la Fondazione Arturo Toscanini e la Fondazione Gioacchino Rossini di Pesaro. Non trascurabili ricorda il Ministro si sono rivelate anche le risorse destinate dai privati ai piccoli teatri della tradizione italiana, come ad esempio il Politeama di Catanzaro, il Teatro Stabile dell Umbria e quello Sloveno di Trieste, il Comunale di Modena ed il Teatro Grande di Brescia". Le grandi e piccole realtà della lirica e del teatro nazionale hanno complessivamente raccolto difatti il 64,1 % del totale delle erogazioni. Il settore dei beni culturali si è invece assestato sul 35,9 %. "In secondo luogo conclude il Ministro è importante sottolineare che il 59,5% delle erogazioni liberali ha interessato la Lombardia, territorio che conferma quindi, oltre ad un primato economico, la forte propensione al sostegno privato della cultura e delle arti".