ora, non pretendo che vi incazziate come me coni patani che si sono schierati tutti a favore della bella affermazione di speroni.
voi come la pensate? ho notato che avete glissato tutti l'evento della morte del nostro più grande attore.


ora, non pretendo che vi incazziate come me coni patani che si sono schierati tutti a favore della bella affermazione di speroni.
voi come la pensate? ho notato che avete glissato tutti l'evento della morte del nostro più grande attore.


L'hai detto tu e sono perfettamente d'accordo, anche se non stabilisco classifiche e limiti di grandezza; io credo che l'arte la si percepisca come differenza tra gli artisti, poi magari a qualcuno piace più Gassman o Antonio De Curtis.Originally posted by shambler
morte del nostro più grande attore.
Sordi tuttavia, nell'ingenua tenerissima rappresentazione del vero italiano si è fatto voler bene come pochi.
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Originally posted by angelo nero
L'hai detto tu e sono perfettamente d'accordo, anche se non stabilisco classifiche e limiti di grandezza; io credo che l'arte la si percepisca come differenza tra gli artisti, poi magari a qualcuno piace più Gassman o Antonio De Curtis.
Sordi tuttavia, nell'ingenua tenerissima rappresentazione del vero italiano si è fatto voler bene come pochi.
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Pace all'anima sua !
Requiem aeterna dona eius Domini ...


Per il mio personale parere, Alberto Sordi era un grande!
Era uno dei pochi di cui possiamo parlare tutti bene, senza prese di parte; senza i soliti falsi buonismi di quando muore qualunque persona, anche la peggiore.... egli era veramente un grande per tutti!!
...Saluti


In linea con l'idea di Italia mediocre, perdente, fallita che il cinema ha propangandato nel dopoguerra.
Il Fascismo tentò di dare dignità all'Italiano, restituirlo ad una storia millenaria e ad una morale superiore. Il cinema del dopoguerra mostrò i peggiori vizi nazionali indicandoli come "comuni" e anzi divertenti. Fece ridere gli italiani non di se stessi, ma dell'idea che agli italiani dava di se stessi.
Ha contribuito a distruggere quel poco di dignità nazionale e autoconsiderazione che sopravvisse alla guerra.


certo, il più grande attore ancora vivente;non in senso assoluto.Originally posted by angelo nero
L'hai detto tu e sono perfettamente d'accordo, anche se non stabilisco classifiche e limiti di grandezza; io credo che l'arte la si percepisca come differenza tra gli artisti, poi magari a qualcuno piace più Gassman o Antonio De Curtis.
Sordi tuttavia, nell'ingenua tenerissima rappresentazione del vero italiano si è fatto voler bene come pochi.
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Da "malato" del cinema italiano penso che con Sordi, Gasmann, Tognazzi e Mastroianni siano scomparsi i grandissimi della ns cineamatografia.
Rimangono Manfredi (secondo me inferiore) e Giannini.
Riguardo agli opposti che si incontrano:
Moretti e Speroni: un esempio di ignoranza trasversale.
Sono di sinistra ma detesto Moretti: è il condensato di quello che detesto della sinistra: Lo stereotipo del sinistrorso radical-chic ancora con polacchina e maglioncino da intelettualino delle mie palle: praticamente un reliquato archeologico.


su Moretti ti ho risposto : non si può paragonare l'affermazione fatta quasi 30 anni fà da un artista 25 enne al suo primo film su Sordi a quella triviale di speroni il giorno della morte .
condivido la tua valutazione su Manfredi e Giannini


Originally posted by CESARE BECCARIA
Da "malato" del cinema italiano penso che con Sordi, Gasmann, Tognazzi e Mastroianni siano scomparsi i grandissimi della ns cineamatografia.
Rimangono Manfredi (secondo me inferiore) e Giannini.
Riguardo agli opposti che si incontrano:
Moretti e Speroni: un esempio di ignoranza trasversale.
Sono di sinistra ma detesto Moretti: è il condensato di quello che detesto della sinistra: Lo stereotipo del sinistrorso radical-chic ancora con polacchina e maglioncino da intelettualino delle mie palle: praticamente un reliquato archeologico.
sono anch'io di sinistra, e non posso non inchinarmi di fronte al magistrale ritratto che in poche parole hai fatto di Moretti. Io c'avrei impiegato 10 post e probabilmente sarei scaduto nelle offese, facendomi prendere dalla foga.![]()
E già abbiamo il suod egno successore: quel Muccino che (a parte quella bonazza della Bellucci) è unre gista assolutamente insipido.
su Sordi: tra tutti i comici romani, da Fabrizi a Verdone, è quello che mi faceva ridere di meno. Non sono stato mai un grande appassionato, sebbene alcune scene siano memorabili (maccheroni....m'avete provocato e mo' ve mangio....)
Forse prenderò qualche parolaccia, ma a me fa ridere un sacco il vecchio Banfi (dai filmacci con la Fenech all'"Allenatore nel pallone")


Sordi era sicuramente un grande. Pur non amandolo alla follia, questa grandezza l'ho sempre riconosciuta. I modelli che ha rappresentato non mi hanno mai ispirato empatia, però qui si guarda all'attore. E c'è poco da discutere.
Personalmente ho sempre preferito Gassman e Mastroianni per classe e quel moto di empatia che ti nasce quando senti che il tuo animo si riconosce maggiormente in uno stile e non un altro.
Ho anche un debole per Villaggio, tuttavia.
Sulla famosa frase di Moretti... Attenzione a prenderla fuori contesto. Non credo che Moretti, in Ecce Bombo, volesse attaccare Alberto Sordi come attore, ma ciò che lui rappresentava per un certo immaginario. Era l'epoca degli schieramenti. L'alter ego di Moretti, Michele Apicella, si trova di cattivo umore nel bar e sente quell' "italiano medio" lanciarsi in una filippica qualunquista. Fedele al copione, Moretti fa reagire Michele come deve reagire.
Per il resto, a me Moretti piace per alcuni suoi film, mentre trovo trascurabile la sua presa di posizione attuale. E' un po' come se recitasse se stesso. Un conto sono film come Ecce Bombo, dove impegno, rabbia e autoironia si coniugano in un ritratto non per forza monocromatico di una generazione (pensiamo all'interesse, anche critico ma analitico, che la Nuova Destra aveva per i suoi film), un conto è il Moretti che sale sul palco incarnando, volente o nolente, gli stereotipi della sinistra radical shic (ammesso si possa chiamare così. Lo si diceva anche di Tondelli: radical-shic pseudo dandy, per poi scoprire che lui a Fortini, che lo intervistava chiedendogli: - Lei politicamente dove si colloca? -, il nostro, che pensava soprattutto a scrivere ha risposto: - Fuori dai coglioni di tutti).
Non sono certo tra quelli che prima hanno gridato al capolavoro de "La stanza del figlio" e poi l'hanno stroncato (rimane coerente Fofi, che l'ha sempre detestato). Per me si tratta di un bel film: la prova che si possono trattare i sentimenti senza per forza svaccare. Non è un capolavoro, ma sicuramente un bel prodotto, ben al di sopra di tanto ciarpame.