cari amici
come la maggior parte di voi sà, fra pochi giorni cadrà il venticinquesimo anniversario del rapimento del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro. La vicenda del rapimento e dell'uccisione dello statista democristiano costituisce ancora oggi uno dei 'misteri d'Italia' più difficili da decifrare, non tanto per quel che riguarda gli autori di quell'impresa criminale [non vi fu fin dall'inizio alcun dubbio sulla paternità delle Brigate Rosse], quanto per i suoi moventi e i suoi veri mandanti.
Proprio oggi, quasi per singolare coincidenza, un'altro 'mistero d'Italia' torna per un momento, forse per l'ultima volta, alla luce, un 'mistero' assai precedente alla tragica fine di Aldo Moro. Il 27 ottobre 1962 in localita Bescapè [Pavia] precipitava l'aereo sul quale viaggiava il presidente dell'Eni Enrico Mattei. Non vi furono superstiti. Quantunque quasi subito l'ipotesi che potesse trattarsi di un semplice incidente sia stata esclusa, oltre quarant'anni di inchieste, perizie e indagini non sono serviti neppure a formulare un'ipotesi ancorchè lontana di colpevolezza di alcuno. Le ultime 'rivelazioni' riguardo al 'caso Mattei', rilasciate nel '94 dai 'pentiti' della Mafia Gaetano Ianni e Tommaso Buscetta, sembravano poter riaprire il caso ma ieri il Gip di Pavia ha deciso di archiviare tutto per mancanza di riscontri probatori.
Nelle motivazione della richiesta di archiviazione tuttavia emerge un elemento nuovo che in qualche modo accomuna la morte di Enrico Mattei e quella di Aldo Moro...
Per sapere qual è questo 'elemento nuovo' non resta che leggere il seguente articolo da ilNuovo.it...
... al solito... buona lettura!...
giovedì 6 marzo 2003, 12:27
Chiuso il Caso Mattei. Fu omicidio, ma indimostrabile
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Pavia - Enrico Mattei, presidente dell'Eni e protagonista della storia dell'imprenditoria italiana, fu sicuramente assassinato. Sebbene a distanza di tanti anni dall'attentato che colpì l'aereo sul quale viaggiava facendolo precipitare sui cieli di Bascapè, vicino Pavia, sia ormai impossibile trovare le prove dell'omicidio, e individuare i responsabili. E' il senso, storicamente più volte ripetuto, ma giuridicamente mai affermato con tanta chiarezza, del documento che il sostituto procuratore di Pavia Vincenzo Calia ha presentato al Gip insieme a una richiesta di archiviazione dell'ultima, l'ennesima, inchiesta nata intorno a quell'incidente che cambiò la storia economica e in parte politica del nostro paese. A diffonderne oggi i contenuti è il lavoro di due tra le più importanti firme del giornalismo italiano, Francesco la Licata e Guido Ruotolo, che ne riportano il senso sul quotidiano torinese La Stampa.
Mattei morì il 27 ottobre del 1962. L'aereo, un Morane Saulnier 760 I-SNAP della flotta privata dell'Eni sul quale viaggiava insieme al pilota a un giornalista americano, si schiantò mentre volava sopra Pavia. La prima versione dei fatti spiegò l'accaduto come un doloroso incidente. Una versione che non resse fin dall'inizio. Da sempre infatti, i sospetti intorno alla sciagura aerea, furono fortissimi. I dubbi affrontarono immediatamente i moventi dell'eventuale omicidio.
La figura di Mattei infatti, è storia nota, aveva rotto gli equilibri politici e finanziari dell'epoca. In grado di dialogare con l'Algeria e i paesi arabi, Mattei era riuscito a rompere il monopolio delle cosiddette 'sette sorelle', ovvero il cartello delle compagnie petrolifere che si dividevano il mercato dei carburanti, gestendo in proprio gli acquisti e infastidendo non poco chi tentava di calmierare i prezzi a proprio vantaggio.
'Storicamente' si stostiene che furono proprio loro a volere l'uccisione di Mattei, e ad accordarsi con la mafia italiana, per la realizzazione dell'attentato. In un aula di tribunale però, la cosa non fui mai dimostrata. Ora, il Pm Calia, avanza però un'ipotesi leggermente diversa: furono, secondo il magistrato che ha indagato oltre dieci anni sulla vicenda, le capacità di pressione politica che il potere economico aveva fornito a Mattei, a provocarne la morte. L'estrema destra italiana non vedeva di buon occhio i rapporti con i paesi mediorientali. I suoi atteggiamenti riformistici, le aperture verso la sinistra dell'epoca, il dialogo con l'Unione Sovietica, l'anticonformismo, ne facevano un pericoloso avversario politico, capace di favorire quella saldatura tra la Democrazia Cristiana dell'epoca, e le frange più riformiste dell'opposizione.
Nella richiesta di archiviazione, Calia procede con ordine. La sua inchiesta prende le mosse, nel '94, dalle dichiarazioni di un pentito di mafia Gaetano Ianni, e poi del superboss Tommaso Buscetta. Si riapre così, a trent'anni dai fatti, un nuovo fascicolo. Calia ordina nuove perizie, viene perfino riesumato il corpo di Mattei. Le conclusioni sono elencate nella richiesta di archiviazione depositata adesso. Un ordigno di piccola entità ma sufficiente a danneggiare irrimediabilmente l'aereo di Mattei, fu piazzato con ogni probabilità dietro il cruscotto, e fu azionato dai meccanismi del carrello. L'aereo esplose e precipitò. '... all'esito delle indagini deve ritenersi in primo luogo acquisito - scrive Calia - che l'aereo a bordo del quale viaggiava Mattei venne dolosamente abbattuto sui cieli di Bascapè...'.
Poi l'ammissione d'impotenza che relega definitivamente, a quarant'anni circa dalla morte, il 'caso Mattei' a materia per i libri di storia, che non giungerà mai a una conclusione giudiziaria. '... le prove orali, documentali, logiche raccolte, pur avendo consentito di delineare il contesto all'interno del quale maturò il delitto, non permettono l'individuazione degli esecutori materiali né , per quanto concerne i mandanti, possono condurre oltre i sospetti e le illazioni...'
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato




Nobis ardua
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