Carte di credito e bancomat rilevati da uno scanner. Ammanchi per 60 mila euro, denunciato il gestore

Sessanta le vittime viterbesi del self-service a Campagnano

Una mega truffa con carte di credito e bancomat clonate è stata scoperta dai carabinieri di Faleria e Castel Sant'Elia. Circa sessanta le persone tra Civita Castellana, Nepi, Ronciglione, Bassano Romano, Sutri, Faleria, Fabrica di Roma a cui erano stati sottratti i numeri della tessera magnetica e che hanno trovato il conto in banca alleggerito. Per il momento secondo quanto riscontrato dagli investigatori il totale degli ammanchi negli istituti di credito è di 60 mila euro (circa 120 milioni delle vecchie lire) ma i numeri sono destinati ad aumentare vertiginosamente. Le indagini sono scattate dopo la denuncia di alcune persone che si erano viste addebitare sul conto personale delle spese effettuate in Spagna. Da un controllo e numerosi riscontri i carabinieri hanno trovato diverse analogie che li hanno messi sulla pista buona per scoprire l'autore. Tutti i denuncianti si rifornivano di benzina usando la carta di credito o bancomat in un distributore sulla Cassia nei pressi di Campagnano, direzione Viterbo. Che il periodo della truffa era lo stesso e che le spese nelle cittadine iberiche erano avvenute tutte negli stessi giorni. Il maresciallo Luigi D'Oria e il collega Giovanni Rizzo, in collaborazione con la compagnia carabinieri di Civita Castellana diretta da Edmondo Lomazzo, hanno scoperto in breve tempo il meccanismo. Per quelli che pagavano con la carta era stato istallato vicino al normale lettore di banda magnetica uno scanner (ora sequestrato) che riusciva a copiare fedelmente numeri, scadenza e il nome del proprietario. In pratica l'operazione veniva effettuata due volte: la prima per il pagamento regolare e una seconda per recuperare i dati. Il tutto era questione di pochi secondi. Se qualcuno notava qualcosa di strano la scusa pronta era quella che il lettore non aveva funzionato e occorreva ripetere l'operazione. D.S., 40 anni, è stato denunciato a piede libero per falsificazione di carte di credito. E’ anche proprietario della pompa di benzina ed è esperto di informatica. In casa sua dopo una perquisizione sono stati trovati computers e materiale informatico usato per mettere in piedi la truffa. Con i sistemi in suo possesso riusciva a riprodurre fedelmente su carte rubate gli stessi codici di quelle regolari. Poi vi era qualcuno, ora ricercato, che andava in Spagna e pensava a prelevare dai bancomat o pagare con carte di credito.