Rif: C'è Burqa e Burqa...
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moebius
Nessun vaneggiamento.
In occidente le donne sono COSTRETTE a rifarsi, pena l'impossibilità ad avere un qualsivoglia ruolo di spicco nella società; intendendo "rifarsi" nel senso di aderire ad un modello estetico che appartiene ad una élite.
E ciò sta diventando sempre più evidente, almeno in Italia, laddove persone inqualificabili, ma sorrette da un'apparenza notevole, incominciano ad occupare i posti di comando.
Non è vero, se vado da una donna medico non mi interessa sia un "pezzo di f***a" m'interessa sappia fare il medico e analogo discorso per altre professioni.
E' il contrario: molte donne, per evitare fatiche, impegno e difficoltà, utilizzano la scorciatoia del sesso.
Non sono vittime: fanno una scelta.
Una prostituta guadagna in 1 notte la cifra che una commessa di supermercato guadagna in 6 mesi. La prima rimane comunque una poco di buono.
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Marximiliano
Le donne costrette a mettere il burka spesso se non lo fanno si prendono l'acido in faccia in modo da sfigurarle, o anche peggio.
Non so che accezione voi diate a "costrette" ma c'è modo e modo di intendere questa parola
Non starei a cavillare... La pressione psicologica e massmediologica è una violenza abbastanza importante, almeno per un'area del mondo che non è abituata a sfigurare le persone con l'acido.
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Tyr
Non è vero, se vado da una donna medico non mi interessa sia un "pezzo di f***a" m'interessa sappia fare il medico e analogo discorso per altre professioni.
E' il contrario: molte donne, per evitare fatiche, impegno e difficoltà, utilizzano la scorciatoia del sesso.
Non sono vittime: fanno una scelta.
Una prostituta guadagna in 1 notte la cifra che una commessa di supermercato guadagna in 6 mesi. La prima rimane comunque una poco di buono.
Usano la scorciatoia del sesso perchè è un'opzione offerta dal nostro modello culturale.
E quando un'opzione fa premio sulle altre possibilità diventa praticamente un'imposizione.
A te non importa che il tuo medico donna sia carina: bisogna vedere se una donna medico carina può scavalcare in graduatoria la concorrente donna medico brutta. Fatta eccezione per l'amministrazione pubblica, credo che questa in Italia (ma non solo in Italia) sia la regola.
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Hynkel
Perdente, sì, perché per arrivare dove è arrivata ha dovuto fare le peggiori schifezze... a partire da qualsiasi provino, per passare ad altro.
E perchè invece l'operario?
Non è costretto a lavori umili, spesso umilianti o ridondanti per arrivare "dove non arriverà mai", quindi pure senza prospettive?
E uno spazzino?
Quelli che puliscono le cloache invece?
Ma anche solo quelli che stanno al macello degli animali? Gli infermieri nelle case per anziani? (categoria che spesso si macchia pure di ignobili reati e comportamenti)
O vogliamo parlare degli impiegati che magari non saranno mai andati a letto col capo ma che intanto non potranno mai ambire a nulla di paragonabile alla velina di turno?
Ragazzo, forse una cosa non è chiara: se vuoi tanto devi dare tanto, che si parli di spettacolo, università, scienza, giornalismo, economia e ogni altra cosa.
Vogliamo parlare delle migliaia, milioni nel mondo, d'impiegati di banca che per avere stipendi a 4-5 cifre erano "costretti" a consigliare fondi che sapevano essere tutto meno che sicuri? Peggio quelli o la velina che si china tre volte e poi si compra casa?
O i commercianti che per qualche soldo in più evadono il fisco o gonfiano i prezzi o approfittano del cambio lira-euro?
Soldi e potere, ecco di cosa si tratta, altro che vittimismo e oppressione.
Se la vogliamo mettere sul vittimismo, ripeto che le ragazze intanto oggi hanno perfino una scelta in più. Se sono carine e capaci almeno la possibilità di entrare in un mondo pieno di soldi ce l'hanno, molti ragazzi invece tale occasione non potranno mai averla perchè il mercato oggi si cura poco di uno "gnocco" mentre la "gnocca" è ancora un prodotto remunerativo.
E di nuovo: tutto questo NULLA ha a che vedere con il burka.
Rif: C'è Burqa e Burqa...
Una testimonianza di Roberto Albanesi, illuminante
Anni fa, navigando su Internet, mi imbattei nel sito di Passaparola; superato il quiz in linea, arrivò la telefonata per il provino di selezione; superato anche questo, partecipai alla trasmissione ed ebbi modo di conoscere da dietro le quinte il mondo della televisione. Passai qualche giorno negli studi di Canale 5 e la cosa più positiva dell'esperienza fu sicuramente l'aver capito certi meccanismi.
Il primo giorno fu abbastanza scioccante scoprire, nel baretto vicino agli studi, frotte di ragazzine che abbordavano i cosiddetti talent scout nel tentativo di entrare in quel mondo. Sorseggiando il mio caffè, mi gustavo i vari "tipi", cercando di scoprire almeno una ragazza che avesse un QI (quoziente intellettivo) tale da poter essere assunta, che so, come vice-aiuto-qualcosa. La ricerca era molto dura e dovetti buttarmi sulla bellezza. Facendosi largo fra trucchi pesantissimi e sgraziati, i miei occhi conclusero ben presto che le belle ragazze non seguivano quella via. E allora la prima domanda: ma che ci tentavano a fare? Ci credevano veramente?
Ecco che in quest'ottica certe trasmissioni (dove la fama e il successo diventano gli dei principali della vita), come Saranno famosi, non sono educative. Forse tutto lo spettacolo in televisione non lo è. Forse tutto il mondo dello spettacolo. Per salvarlo si può solo dire che perché sia positivo dovrebbe promuovere una certa sostanza, oltre che la semplice fama. Il banale "essere famosi" non può certo essere un valore. Soprattutto se si conosce cosa c'è dietro le quinte.
Restandoci anche pochi attimi si scopre che l'unica religione è l'audience, per la quale si farebbe di tutto (non so se è chiaro...). Beh, c'è il denaro, direte voi. Ma dove? Di denaro ne gira abbastanza poco, valendo la regola di un super-ricco e centinaia di affamati. Non è cioè esatta l'equazione fama=denaro che sembra automatica. Il meccanismo per chi lavora in televisione è lo stesso dei concorrenti di Passaparola: o vinci il superpremio (due o tre nella stagione) o non recuperi nemmeno le spese del viaggio e dei tempo che hai buttato, visto che la metà dei premi se ne va in tasse e conversioni varie (gettoni d'oro in denaro) e che il concorrente registra tre puntate al giorno con un ritmo sul quale ogni sindacalista avrebbe da obbiettare. Mentre giocavo pensavo che avrei potuto passare quei giorni con mia moglie (i parenti non sono ammessi!), il mio cane, correre al parco con gli amici: altro che fama, tempo buttato!
Morale della favola: non cercate di esistere andando in televisione o comparendo sui giornali. Chi crede di esistere solo perché è famoso, in realtà è una nullità perché, tranne rare occasioni, la fama non è mai assoluta. Troverà sempre qualcuno che non lo considererà affatto e, di fronte a un "ma possibile che non sappia chi sono io?", riceverà un bonario sorriso di commiserazione.
L'importante è imparare prima a essere soddisfatti della propria vita, realizzandola pienamente, poi si può anche andare in TV.
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Originariamente Scritto da
moebius
Ecco perchè non condividi il punto: per te si è vincenti se si ha un fisico impeccabile, denaro, notorietà e conoscenze.
Si è vincenti quando si SCEGLIE e si è soddisfatti della scelta fatta, uomo o donna che sia, prostituto o professoressa universitaria, politico o industriale, casalinga o commercialista.
Se TU stai bene dopo le tue scelte, stai bene nel tuo intimo, nella tua testa, allora hai vinto, indipendentemente dalla quantità di grasso o dai soldi che hai tirato su.
La velina ha scelto o è stata obbligata? Poteva diventare avvocato di successo oppure non ne aveva né voglia né capacità?
Bill Gates era iscritto a una delle più costose università americane, a Legge. Poteva continuare, poteva diventare un avvocato, ma ha scelto di mollare tutto per l'informatica. Molti lo avrebbero definito un pazzo, un folle. Altri gli avrebbero detto che sceglieva la strada facile, in cui però un sacco di gente ci aveva solo perso soldi. E' una storia come un'altra. La canalis magari oggi poteva essere un'ottima impiegata di banca, o una mediocre impiegata alle poste, resta il fatto che è arrivata dove è arrivata.
Io dico che un sacco di gente che si scandalizza lo fa più per invidia che per altro. Anche concedersi qualche volta necessita di coraggio e carattere, altre volte invece è solo scemenza. La differenza è che quelle in gamba che si concedono poi evidentemente arrivano, le altre spariscono, ma non perchè donne, non perchè discriminate, semplicemente perchè meno brave, meno adatte, più idonee a fare altro.
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Originariamente Scritto da
maeda
LOL, sei furbo tu! :D
Leggi la testimonianza che ho messo e poi capirai...
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Originariamente Scritto da
Hynkel
Una testimonianza di Roberto Albanesi, illuminante
Anni fa, navigando su Internet, mi imbattei nel sito di Passaparola; superato il quiz in linea, arrivò la telefonata per il provino di selezione; superato anche questo, partecipai alla trasmissione ed ebbi modo di conoscere da dietro le quinte il mondo della televisione. Passai qualche giorno negli studi di Canale 5 e la cosa più positiva dell'esperienza fu sicuramente l'aver capito certi meccanismi.
Il primo giorno fu abbastanza scioccante scoprire, nel baretto vicino agli studi, frotte di ragazzine che abbordavano i cosiddetti talent scout nel tentativo di entrare in quel mondo. Sorseggiando il mio caffè, mi gustavo i vari "tipi", cercando di scoprire almeno una ragazza che avesse un QI (quoziente intellettivo) tale da poter essere assunta, che so, come vice-aiuto-qualcosa. La ricerca era molto dura e dovetti buttarmi sulla bellezza. Facendosi largo fra trucchi pesantissimi e sgraziati, i miei occhi conclusero ben presto che le belle ragazze non seguivano quella via. E allora la prima domanda: ma che ci tentavano a fare? Ci credevano veramente?
Ecco che in quest'ottica certe trasmissioni (dove la fama e il successo diventano gli dei principali della vita), come Saranno famosi, non sono educative. Forse tutto lo spettacolo in televisione non lo è. Forse tutto il mondo dello spettacolo. Per salvarlo si può solo dire che perché sia positivo dovrebbe promuovere una certa sostanza, oltre che la semplice fama. Il banale "essere famosi" non può certo essere un valore. Soprattutto se si conosce cosa c'è dietro le quinte.
Restandoci anche pochi attimi si scopre che l'unica religione è l'audience, per la quale si farebbe di tutto (non so se è chiaro...). Beh, c'è il denaro, direte voi. Ma dove? Di denaro ne gira abbastanza poco, valendo la regola di un super-ricco e centinaia di affamati. Non è cioè esatta l'equazione fama=denaro che sembra automatica. Il meccanismo per chi lavora in televisione è lo stesso dei concorrenti di Passaparola: o vinci il superpremio (due o tre nella stagione) o non recuperi nemmeno le spese del viaggio e dei tempo che hai buttato, visto che la metà dei premi se ne va in tasse e conversioni varie (gettoni d'oro in denaro) e che il concorrente registra tre puntate al giorno con un ritmo sul quale ogni sindacalista avrebbe da obbiettare. Mentre giocavo pensavo che avrei potuto passare quei giorni con mia moglie (i parenti non sono ammessi!), il mio cane, correre al parco con gli amici: altro che fama, tempo buttato!
Morale della favola: non cercate di esistere andando in televisione o comparendo sui giornali. Chi crede di esistere solo perché è famoso, in realtà è una nullità perché, tranne rare occasioni, la fama non è mai assoluta. Troverà sempre qualcuno che non lo considererà affatto e, di fronte a un "ma possibile che non sappia chi sono io?", riceverà un bonario sorriso di commiserazione.
L'importante è imparare prima a essere soddisfatti della propria vita, realizzandola pienamente, poi si può anche andare in TV.
femminismo !!
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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Originariamente Scritto da
moebius
Non starei a cavillare... La pressione psicologica e massmediologica è una violenza abbastanza importante, almeno per un'area del mondo che non è abituata a sfigurare le persone con l'acido.
Giusto. :giagia: Io infatti preferisco farmi bruciare il volto con l'acido cloridico piuttosto che subire qualsiasi forma di pressione psicologica. anche farsi tagliare la mano per furto è preferibile al beccarsi 3 anni con la condizionale e non menzione del reato :gluglu: già che ci siamo, andando un po' OT.
Qual'era la punizione per gli OT? sospensione dell'account per 24 ore o il taglio del mignolo della mano destra? Non ni ricordo più...
Rif: C'è Burqa e Burqa...
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dusseldorf
femminismo !!
Non credo proprio, razionalità piuttosto.