QUI DI SEGUITO PUBBLICO UN BREVE RACCONTO SCRITTO DA ME TEMPO FA... GRADIREI SAPERE UNA VOSTRA OPINIONE
SALUTI
Una Mattina
Una mattina Laura si svegliò più tardi del solito, erano già le sette e suo marito sarebbe andato al lavoro di lì a poco.
Come tutte le mattine doveva sbrigarsi, preparargli la colazione, svegliare suo figlio Marco e vestirlo per la scuola, rassettare la casa, lavare, fare la spesa, cucinare il pranzo, un po’ di svago pomeridiano con le amiche e poi sotto con la cena , i piatti, due ore di tv e poi a dormire.
Quella mattina però Laura era stanca, stanca di una vita sempre uguale, senza il minimo piacere di qualcosa di diverso; eppure non gli mancava nulla dal punto di vista economico , suo marito Silvio era capufficio in una società, lavorava sodo ma non c’era quasi mai; usciva la mattina presto e tornava la sera tardi, qualche volta infatti si tratteneva in ufficio o con gli amici; sembrava quasi non aver tempo per lei.
Dopo che marito e figlio erano andati via Laura si rimise a letto pensierosa, quella mattina voleva riflettere sulla vita che aveva fatto sino a quel momento; figlia di benestanti, si era sposata precocemente per la “non proprio prevista” nascita di Marco, ma in fondo il suo era stato un matrimonio di amore, col tempo però i sentimenti si affievoliscono ed ora si ritrovava ad avere trent’anni ed essere una delle tante anonime casalinghe; non che non gli piacesse esserlo infatti, pur avendo la possibilità di avere una domestica ,aveva sempre voluto lei badare alle faccende di casa; almeno un “ruolo” nella famiglia voleva averlo; il problema era che ora quel ruolo le stava stretto, voleva qualcosa di più, per non parlare di suo figlio che le dava tante preoccupazioni, aveva nove anni ed era una peste e poi lei non si sentiva portata per la maternità.
Mentre rifletteva su queste cose suonò il campanello e Laura si ricordò all’improvviso che quel giorno doveva venire il tecnico del telefono. Si mise in ordine come poteva e andò ad aprire la porta; si trovò di fronte un signore di mezza età che le chiese dove fosse l’apparecchio e sparì dentro una stanza della casa. Per un momento gli balenò per la testa una idea strana ma tutto finì lì.
Una mattina Laura si svegliò strana, quel giorno doveva “trasgredire”. In casa il pomeriggio non c’era nessuno, Marco rimaneva a scuola sino a sera , Silvio era al lavoro e sarebbe andato poi a prendere il bambino, le sue amiche erano occupate; cosa poteva fare, si vestì e si truccò come si doveva fare nelle grandi occasioni ed uscì di casa. Quando si chiuse la porta alle sue spalle lei pensò di essere libera, di aver lasciato lì dentro tutto quello che era stata fino ad ora, una moglie fedele, una madre mediocre, una donna insoddisfatta.
Tornata a casa poco prima di suo marito e del figlio Laura si ripromise di non pensare più a cosa aveva fatto quel pomeriggio di una giornata d’inverno .
Una mattina Laura, mentre si pettinava guardandosi allo specchio, notò una piccola protuberanza sul seno destro, una piccola bolla ; allora portò le mani al petto per capire cosa fosse e sentì che la bolla in realtà era un nodulo, non molto grande ma pur sempre un nodulo. Visibilmente preoccupata chiamò il suo dottore e dopo accurate analisi la diagnosi fu chiara e crudele; tumore al seno in fase avanzata con metastasi al polmone.
La sua vita e la sua famiglia furono sconvolte, la donna si sottopose a tutte le cure del caso, ma il male era molto avanzato e le speranze erano poche.
Una mattina Laura si ritrovò a sfogliare un album di fotografie; si rivide più giovane, più bella e piena di vita, aveva dei bellissimi capelli corvini ,una bella carnagione; ora i suoi capelli non c’erano più ,caduti a causa della chemioterapia; la sua carnagione era pallida, il suo fisico era duramente provato dalla malattia che l’aveva colpita e che la stava consumano pian piano; continuando a sfogliare l’album vide la foto del battesimo di Marco; suo figlio Marco, la piccola peste che ora adesso si era calmata; forse , pensava lei , si era reso conto di quello che le stava succedendo. Laura pensava anche al fatto che probabilmente non avrebbe potuto veder crescere suo figlio, vederlo studiare, diplomarsi, sposarsi ,non avrebbe mai avuto la gioia di tenere tra le braccia i suoi nipotini, di poter invecchiare con Silvio, che durante la malattia le si era riavvicinato ed aveva dimostrato che i sentimenti verso di lei non erano mai cambiati.
Una mattina Laura non c’era più…., se ne era andata durante la notte, vinta dal male che le aveva sconvolto la vita, una tranquilla vita da casalinga frustrata; una vita fatta delle solite cose, delle solite persone; una vita da moglie e madre insoddisfatta; pur sempre una vita…..che adesso non c’è più.
DM




Rispondi Citando
