Per i musicofili che hanno seguito il popolare festival non sarà un mistero che vi siano state polemiche scatenate dagli esperti in merito alla poca qualità delle canzoni presentate dai giovani cantanti in gara.
Ebbene, stasera si è prospettata una soluzione.
Cercarne di meglio per la prossima edizione? macchè.
La strada da percorrere è stata tracciata da un politicone presente al dopofestival, che ha parlato dieci minuti vaneggiando di mancanza di regole nella musica (sic!) e assicurando tra gli applausi entusiastici di avere pronto il rimedio.
Che naturalmente si è ben guardato dal raccontare, per non cadere vittima di un linciaggio verbale.
Ma un incauto giornalista presente in trasmissione, poco dopo, ha avuto il coraggio di delucidare gli spettatori curiosi: la proposta di legge consisterebbe nell'obbligatorietà per radio e televisioni di assicurare una certa quota dei palinsesti a musicisti italiani.
Vorrei rivolgere un appello al salvatore della patria:
caro senatore di cui non mi ricordo il nome, ci faccia contenti: se ne vada a dar via il suo italianissimo culo.