Forte richiamo del Cio verso Torino 2006 «Olimpiadi, serve accelerare» Chiesto al Governo un intervento che agevoli i processi decisionali

«È tempo di accelerare. A tre anni dai Giochi occorre dare a tutti un senso di urgenza, ottenendo maggior chiarezza nella catena di comando». Il Comitato olimpico internazionale chiede alla macchina organizzativa di Torino 2006 di innestare le marce alte. Il presidente del Cio Jacques Rogge è arrivato a Torino e nelle valli olimpiche (visitate dall'alto, in elicottero), reduce dall'incontro romano con il premier Silvio Berlusconi e con il ministro con delega ai Giochi Franco Frattini. Una riunione in cui i massimi responsabili del Comitato olimpico internazionale hanno caldeggiato il miglioramento dell'intesa tra Toroc e Agenzia.
Ma ci sono altri quattro punti in cui Rogge ed il supervisore di Torino 2006 Jean Claude Killy si sono soffermati: serve un'accelerazione delle procedure per siti e cantieri. Anche le aziende di Stato (come Poste e Alitalia) devono fare la loro parte, mentre la promozione dell'Olimpiade non deve avvenire solo in Piemonte ma in tutta Italia, con l'aiuto della Rai. Inoltre vanno supportate le squadre nazionali italiane, anche alla luce dei risultati non soddisfacenti ottenuti a St. Moritz ed in Val di Fiemme. «Se ci sarà un'accelerazione, Torino 2006 sarà superba» ha affermato il belga successore di Samaranch.
Si attende a giorni l'intervento governativo, volto a favorire la richiesta del Cio: «Più che una figura con poteri straordinari, penso sia necessario un soggetto che assuma decisioni rapide» spiega Valentino Castellani. Il presidente del Toroc pensa che per uscire dalla "viscosità" del sistema decisionale serva affiancare l'Agenzia responsabile degli interventi con un tavolo tecnico dalla spiccata capacità operativa, monitorando quotidianamente gli interventi e assumendo decisioni rapide rispetto alle criticità.
Il Cio ed anche Toroc - che è naturalmente parte attiva e collaborativa ma allo stesso tempo spettatore interessato della realizzazione delle opere olimpiche - giudicano la cabina di regia come un buon luogo di confronto istituzionale. Ma si avverte il bisogno di un passo in avanti. «Non sappiamo ancora quale sarà la scelta ma è necessario capire "chi decide cosa"?» ha chiarito Rogge, mentre Killy raccontava l'autocitazione del presidente Berlusconi riguardante Milano 2: «Sui tempi dei lavori non si preoccupi, in Italia abbiamo costruito una città di 14mila abitanti in un anno», la risposta arguta del campione transalpino è stata: «Ma non avete mai realizzato una pista di bob».
Già, l'impianto di Cesana: la costruzione è complicata, l'apertura del cantiere è slittata al 15 giugno prossimo dopo la fase di appofondimento-ripensamento in cui sono state prese in esame altre localizzazioni (Cervinia e Cortina). L'altro sito sulla cui costruzione il Cio pone l'accento è il villaggio olimpico dei mercati generali: ci sono stati ritardi legati alla scelta dell'utilizzo post-olimpico, anche se ad inizio estate dovrebbe aprire il cantiere. «Non c'è nulla che non mi preoccupi» è stata la frase ad effetto pronunciata da Killy, per rafforzare il monito a muoversi più celermente.
Quanto al Pinerolese, il vice-presidente del Toroc Rinaldo Bontempi rassicura: «Sia per gli interventi stradali sia per gli impianti la situazione tempi è sotto stretto controllo. Ma ritengo molto importante il richiamo di Cio per l'assunzione di un senso di urgenza da parte di tutti».

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Vorrei ricordare che i morti sui cantieri di Italia 90' non li ha ricordati mai nessuno.