Re: Re: Ci fosse stato...
Citazione:
Originally posted by yurj
Oh, abbiamo trovato uno spettatore di Excalibur :D Premio fedelta' canone della Rai :lol
Hey, rispetto per Mustang: lui legge rigorosamente solo Il Foglio Il Giornale e guarda solo Excalibur.
Capito adesso perchè non sa niente?
Dottor Mieli, usi bene la sua Rai o...
...saranno fischi e botte.
Così titola Il Foglio di lunedì 10 marzo 2003 il pezzo dell'Elefantino.
Gentile dottor Mieli, intanto le diamo del lei per rispetto del pubblico, come abbiamo fatto in televisione, a Otto e mezzo, tutti questi mesi. Di amiconi disposti a tutoyer, a dare del tu, da ora in avanti ne troverà a bizzeffe. Poi le diciamo seccamente che il ritorno di Biagi e Santoro in prima serata alla Rai ci fa torcere le budella. Abbiamo perso la stima che avevamo di loro, se mai ce l'avessimo avuta, quando hanno bastonato senza pietà il capo dell'opposizione in campagna elettorale. Quando si sono comportati da tagliagole, facendo al "nemico politico" quel servizietto sicario a buon pro degli amici al governo che mai il nemico politico ha fatto ai suoi avversari. E non l'abbiamo certo recuperata, la stima, quando i due eroi della libertà sono stati fatti martiri dall'incidente di Sofia, l'ingenua filippica del Cav., e dalla scelta di escluderli dal video malamente.
Aspettiamo ancora che Santoro riconosca, tra molte altre cose, di aver spacciato propaganda assassina a proposito del famoso soldato israeliano che "sparava in testa a un fanciullo che giocava a pallone", o che corregga l'informazione secondo cui Israele voleva far morire di fame Betlemme, o che impari a fare informazione sui processi senza trasformarla in un processo televisivo guidato dagli amici magistrati d'assalto.
Aspettiamo ancora che Biagi si scusi per aver detto in campagna elettorale che le quadrate legioni del fascismo avanzavano verso Roma e per aver fatto uno spot al candidato Rutelli a due giorni dal voto, con la complicità di un saltimbanco.
Queste scuse non le avremo mai. In compenso avremo il trionfale ritorno, il secondo avvento dei mazzibusti di sinistra. Perchè lei, nominato garante e presidente della Rai per scelta combinata della maggioranza e dell'opposizione, ha posto questa condizione-bandiera per accettare. E' una scelta sua, è il suo metodo, è la sua copertura politica e deontologica, e non c'è altro da fare che prendere un canarino e farsi passare l'acidità di stomaco. Dal giorno della sua nomina due becchini della libertà d'informazione sono ridiventati simboli della libertà d'informazione.
Pace. Canarino.
segue domani
saluti
Off Topic? Ma si, la posto lo stesso...
Dottor Mieli, usi bene la sua Rai o...
..saranno fischi e botte.
Così titola Il Foglio di lunedì 10 marzo 2003 il pezzo dell'Elefantino.
Gentile dottor Mieli, intanto le diamo del lei per rispetto del pubblico, come abbiamo fatto in televisione, a Otto e mezzo, tutti questi mesi. Di amiconi disposti a tutoyer, a dare del tu, da ora in avanti ne troverà a bizzeffe. Poi le diciamo seccamente che il ritorno di Biagi e Santoro in prima serata alla Rai ci fa torcere le budella. Abbiamo perso la stima che avevamo di loro, se mai ce l'avessimo avuta, quando hanno bastonato senza pietà il capo dell'opposizione in campagna elettorale. Quando si sono comportati da tagliagole, facendo al "nemico politico" quel servizietto sicario a buon pro degli amici al governo che mai il nemico politico ha fatto ai suoi avversari. E non l'abbiamo certo recuperata, la stima, quando i due eroi della libertà sono stati fatti martiri dall'incidente di Sofia, l'ingenua filippica del Cav., e dalla scelta di escluderli dal video malamente.
Aspettiamo ancora che Santoro riconosca, tra molte altre cose, di aver spacciato propaganda assassina a proposito del famoso soldato israeliano che "sparava in testa a un fanciullo che giocava a pallone", o che corregga l'informazione secondo cui Israele voleva far morire di fame Betlemme, o che impari a fare informazione sui processi senza trasformarla in un processo televisivo guidato dagli amici magistrati d'assalto.
Aspettiamo ancora che Biagi si scusi per aver detto in campagna elettorale che le quadrate legioni del fascismo avanzavano verso Roma e per aver fatto uno spot al candidato Rutelli a due giorni dal voto, con la complicità di un saltimbanco.
Queste scuse non le avremo mai. In compenso avremo il trionfale ritorno, il secondo avvento dei mezzibusti di sinistra. Perchè lei, nominato garante e presidente della Rai per scelta combinata della maggioranza e dell'opposizione, ha posto questa condizione-bandiera per accettare. E' una scelta sua, è il suo metodo, è la sua copertura politica e deontologica, e non c'è altro da fare che prendere un canarino e farsi passare l'acidità di stomaco. Dal giorno della sua nomina due becchini della libertà d'informazione sono ridiventati simboli della libertà d'informazione.
Pace. Canarino.
Ma non stenderemo il tappeto rosso, non intoneremo cori di adulazione, per quanto conti l’aggiungersi di una voce alle molte altre. La osserveremo con ironica pazienza, e il suo metodo lo giudicheremo dal risultato. La Rai da due giorni è sua, proprio sua. Il consiglio d’amministrazione non è fatto da soldatini, ma di persone che l’aiuteranno nel progetto di disincagliare il sistema d’informazione dalla secca del conflitto d’interesse. Ce ne compiacciamo, anche perché con l’esercizio semilibero del diritto di critica abbiamo lavorato per questo anche noi. Avendo parlato di “abuso di potere” dopo il discorso di Sofia, abbiamo forse un po’ d’autorità per dire che la soluzione istituzionale scelta adesso è un modo intelligente dei vincitori delle elezioni per correggerlo, è un merito dei berluscones o comunque li si voglia chiamare. E siamo contenti che l’opposizione abbia dato il via libera a una soluzione in sé ottima, con le carte in regola per riavviare, su quel terreno accidentato , un modus vivendi senza il quale non c’è democrazia dell’alternanza.
Il risultato però è quello che conta. Se la sua Rai sarà una cosa seria, bene, bravo, applausi. Se rimarrà la pagliacciata greve e demagogica di sempre, giù fischi e botte. E visto che siamo alla vigilia di una guerra, veda un po’, gentile dottor Mieli, se gli riesce di togliere la patina di unilateralismo pacifista alle legioni di mistificatori dell’informazione che viaggiano per i deserti del Golfo. Il famoso partito dei “terzisti”, quelli che non stanno né di qua né di là o per ogni dove, si è preso la Rai dopo la sconfitta di una linea di gestione di inarrivabile stupidità.
Ora vediamo quello che sa fare.
Con osservanza dal suo “elefantino”.
Ora, è vero che, piuttosto a digiuno della pratiche copiatorie, in genere mi tocca ricopiare gli articoli che posto, dopo averli accuratamente letti. Appunto.
Il grande brunik invece li copia e li “commenta”, leggendovi cose che solo lui vede e capisce.
Per esempio le minacce di licenziamento rivolte da Ferrara a Mieli;
giudicare fazioso e inventore della Tv spazzatura il direttore del Foglio a fronte dei due "gentiluomini" Santoto e Biagi; inventarsi il termine Patria e la "cultura della guerra" in un articolo che, tra l'altro, esorta il futuro, oggi già ex, presidente Rai a vigilare sul "pacifismo senza se e senza ma", e "senza libertà", dimostrandosi così di essere, il brunik, un perfetto e becero "fondamentalista" del tipo -se non sei per la pace senza ma e senza se" sei un porco guerrafondaio.
E i "rossi" che rompono le palle gli ha letti scritti da Ferrara o sono ben nascosti nei suoi meandri cerebrali pronti a scapparsene fuori quando meno te l'aspetti?
Annuncio che, probabilmente, leggerò e copierò un articolo sempre di Ferrara, sull' Annunziata che può fare bene il presidente. Senza promettere i rientri "imposti" di Santoro o di Biagi.
saluti