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  1. #1
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    Predefinito Anche sulla Rai ci sono...

    …le regole.

    Intanto, come insegnano i bravi e onesti oppositori dell’Ulivo, i nomi del Cda Rai dovevano essere prescelti in totale autonomia dai Presidenti di Senato e Camera. Invece gli stessi dirigenti ulivisti rivendicano esplicitamente di essere i promotori della proposta su Mieli, alla faccia della forma e delle apparenze. E dire che Mieli, da direttore del Corsera, era spesso presente col ditino alzato per ammonire chi violava le “sacre regole”. E ora Fassino può vantarsi sull’Unità:”La rosa indicata ai presidenti delle Camere era il risultato della consultazione che Rutelli ha condotto con i segretari di tutti i partiti dell’Ulivo”.
    Ovviamente questo non è una “inammissibile ingerenza dei partiti”, e nemmeno la “sudditanza dei presidenti delle Camere al diktat partitico”. Opinioni espresse dal medesimo pochi giorno orsono.

    Mieli ha chiaramente dichiarato che accetta la nomina a presidente “con riserva”, intendendo determinare lui, dicono i giornali, la scelta del nuovo direttore generale. Inoltre pretende “ il ritorno in prima serata di Biagi e Santoro”. E sempre il Corsera ci informa che sono “condizioni poste da Mieli e accettate”. Accettate da chi? I presidenti delle Camere non hanno nessun titolo per accettare condizioni; quella di Mieli pare essere una pretesa del tutto fuori dalla normativa vigente. Le regole parlano infatti chiaro: al presidente spetta solo (ripeto, solo) convocare il consiglio e fare l’ordine del giorno, dopodiché il suo è un semplice voto, equivalente a quello degli altri quattro consiglieri. Se Pera e Casini avessero accettato le condizioni di Mieli significherebbe esautorare gli altri consiglieri, il direttore generale e il Governo.
    Il Governo, chiederete? Ebbene sì: infatti la nomina del direttore generale della Rai spetta all’azionista di Rai Holding, il Tesoro, d’intesa con il consiglio. E questo è l’unico ma qualificante passaggio in cui entra di scena il Governo. Dunque, le “condizioni” di Mieli possono prefigurare una sorta di commissariamento della Rai. Sarebbe sciocco ed errato scegliere come presidente Rai un ottimo candidato che però non conosce le regole vigenti o che altrimenti finge di non conoscere per poter poi non rispettare. Inoltre, il direttore generale della Rai, servizio pubblico, dev’essere uomo di grande conoscenza dei problemi, di grande professionalità manageriale; non essere il fido esecutore del presidente.

    È politicamente incredibile che Mieli metta queste condizioni. Cioè di chiedere al centrodestra, che ha dato la presidenza Rai al nome designato dalla opposizione (cosa mai vista prima), addirittura la consegna della stessa Rai in toto nelle sue mani. Cosa che appare un suicidio politico, oltre che una forzature delle regole.
    La CdL deve chiarire al proprio elettorato il perché di questa scelta: elettorato che già ritiene il servizio pubblico com’era fin’ora troppo faziosamente di sinistra. Devono spiegarci perché “dovremmo accettare” un nuovo scatenamento dei “vecchi Santoro e Biagi”. Devono chiarirci perchè dobbiamo accettare di consegnare la Rai a chi ha perso le elezioni.

    Mieli, che da tempo predica la necessità di uscire dalla “guerra civile permanente”, potrebbe essere la persona giusta per togliere alla Rai l’elmetto della faziosità contrapposta, ma incomincia col piede sbagliato, a giudicare dalle sue dichiarazioni.
    Secondo le quali pare invece che Mieli pretenda di far tornare indietro l’orologio Rai, fino alla rissa della scorsa campagna elettorale, assumendosi la responsabilità di delegittimare ulteriormente la Tv pubblica e di avvelenare ancor più il clima politico.
    Oltre a Biagi e Santoro tanti altri professionisti hanno in passato lavorato, con merito, e non sono più in video( da Minoli a Damato, da Lerner a Ferrara, dall’Annunziata a Riotta).
    Il vero problema, sul quale tutti tacciono, è la garanzia di pluralismo verso gli altri, che non sia solo la sinistra.

    Allora resta da capire perché Mieli ha posto condizioni “irricevibili”.
    Per farsi dire di no, e quindi andarsene sbattendo la porta? In questo caso avrebbe dato un duro colpo alla credibilità e all’immagine della Tv pubblica. Un colpo che la Rai non si merita, che danneggia tutti, essendo la Rai un patrimonio pubblico.
    Perché?

    liberamente da Il Giornale di domenica 9 marzo 2003 articolo di Antonio Socci

    saluti

  2. #2
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    Le ingerenze illegittime per la sinistra italiana sono sempre state.....quelle degli altri.

    Saluti liberali

  3. #3
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    Santoro è stato reintegrato dal tribunale del lavoro , Mieli ci può fare poco.
    Potrebbe e dovrebbe , invece , far lavorare professionisti seri e non faziosissimi come , ad es. il buon Minoli ( l'unico giornalista che osò parlare per primo di Perlasca , oggi Eroe Italiano) , e magari avvalersi di intellettuali come Giordano Bruno Guerri , da sostituire all'intellettuale amico di D'Alema ...Vissani!

    Saluti.

  4. #4
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    Originally posted by Ronald
    Santoro è stato reintegrato dal tribunale del lavoro , Mieli ci può fare poco.
    Potrebbe e dovrebbe , invece , far lavorare professionisti seri e non faziosissimi come , ad es. il buon Minoli ( l'unico giornalista che osò parlare per primo di Perlasca , oggi Eroe Italiano) , e magari avvalersi di intellettuali come Giordano Bruno Guerri , da sostituire all'intellettuale amico di D'Alema ...Vissani!

    Saluti.

    Non tutti i bravi giornalisti (della carta stampata) "bucano" il teleschermo. Neppure se sono intellettuali di primo livello. Al di là dello schieramento politico, s'intende.

    Saluti liberali

  5. #5
    cittadino
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    Il CDL deve spiegare a noi perché ha regalato la RAI alla sinistra, che ha perso le elezioni.

    Ma ci deve spiegare ancor di più a quale propaganda deviante e distorta vuole esporsi, poiché, ed orami può essere anche un dato di fatto, alla sinistra non interessa l'informazione, ma solo ciò di cui può avvantaggiarsi pur di raggiungere il suo obbiettivo: prendere il potere.

    Bè, che nessuno di sinistra critichi quanto ho detto, perché di propaganda e di disinformazione vivono, come anche di totale mancanza di senso della democrazia.

    Peccato che per loro la democrazia è solo "possedere".

    Giorgio

  6. #6
    Veneta sempre itagliana mai
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    Originally posted by GiorgioB
    Il CDL deve spiegare a noi perché ha regalato la RAI alla sinistra, che ha perso le elezioni.



    Giorgio

    Mi associo.....ma è inutile ci sono post più sotto dove sostengo che non un millimetro bisogna concedere alla sinistra, tutto questo buonismo ci sta facendo affogare, agli occhi della gente sembriamo dei rammolliti senza coraggio....altro che rovesciaree modernizzare il paese.

  7. #7
    sacher.tonino
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    In Italia non è mai esistita una destra storica.
    Oggi esiste un destra economica.
    Già negli anni settanta, il PC che viaggiava su medie bulgare di 34percento, fece il compromesso storico con la DC.
    La politica Italiana sarà sempre bipartisan.
    sacher.tonino

  8. #8
    Sospeso/a
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    Originally posted by pensiero
    Mi associo.....ma è inutile ci sono post più sotto dove sostengo che non un millimetro bisogna concedere alla sinistra, tutto questo buonismo ci sta facendo affogare, agli occhi della gente sembriamo dei rammolliti senza coraggio....altro che rovesciaree modernizzare il paese.
    Indicami chi sarebbe di sinistra nel CdA della Rai.

    Grazie.


    ( "tutto sto buonismo ci sta facendo affogare", "per modernizzare il Paese bisogna comandare in Rai" ma dove te le inventi sta baggianate?

    Diciottomilioni di italiani non contano un cazzo, per l'astuta modernizzatrice con le palle quadre che si fa chiamare Pensiero

    tenetemi.)

  9. #9
    Sospeso/a
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    Predefinito Re: Anche sulla Rai ci sono...

    Originally posted by mustang
    …le regole.
    Il vero problema, sul quale tutti tacciono, è la garanzia di pluralismo verso gli altri, che non sia solo la sinistra.

    liberamente da Il Giornale di domenica 9 marzo 2003 articolo di Antonio Socci

    saluti
    senza pudore

    Questa era la Rai di Zaccaria, quella che "non garantiva il pluralismo"

    ( faziosi e falsi fino al midollo, ste pollisti ingordi. Ma perchè avranno mai tanta paura che si sappia che c'è gente migliore di loro?)

    POLITICA
    I dati dell'Osservatorio di Pavia
    Berlusconi primo politico sulla Rai, Rutelli nei tg
    Il leader del Polo è il più presente nel totale delle trasmissioni: 120 minuti contro i 114 del candidato del Centrosinistra
    ROMA- Silvio Berlusconi è ancora primo come tempo di presenza dei candidati leader di coalizione nelle trasmissioni Rai: 120 minuti contro i 114 di Francesco Rutelli nel periodo di campagna elettorale che va dal 10 marzo al 12 aprile.

    Rutelli invece è in testa nei telegiornali sia come dato complessivo sia in quelli prime time: Francesco Rutelli è stato presente per 59 minuti nei primi e 27 nei secondi contro i 54 e i 18 di Silvio Berlusconi. Questi i dati dell’Osservatorio di Pavia.


    26 aprile 2001

  10. #10
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Re: Anche sulla Rai ci sono...

    Originally posted by brunik
    senza pudore

    Questa era la Rai di Zaccaria, quella che "non garantiva il pluralismo"

    ( faziosi e falsi fino al midollo, ste pollisti ingordi. Ma perchè avranno mai tanta paura che si sappia che c'è gente migliore di loro?)

    POLITICA
    I dati dell'Osservatorio di Pavia
    Berlusconi primo politico sulla Rai, Rutelli nei tg
    Il leader del Polo è il più presente nel totale delle trasmissioni: 120 minuti contro i 114 del candidato del Centrosinistra
    ROMA- Silvio Berlusconi è ancora primo come tempo di presenza dei candidati leader di coalizione nelle trasmissioni Rai: 120 minuti contro i 114 di Francesco Rutelli nel periodo di campagna elettorale che va dal 10 marzo al 12 aprile.
    Rutelli invece è in testa nei telegiornali sia come dato complessivo sia in quelli prime time: Francesco Rutelli è stato presente per 59 minuti nei primi e 27 nei secondi contro i 54 e i 18 di Silvio Berlusconi. Questi i dati dell’Osservatorio di Pavia.


    26 aprile 2001
    --------------------------------

    Ma chi cerca di prendere per il fondo dei pantaloni, l'onesto brunik?

    Certo: quelli nel conteggio mettevano tutto, anche le ore "sprecate", usando il nostro canone, per parlare del Berlusconi ladro e mafioso e novello Cesare e futuro dittatore e imbonitore di cervelli deboli (tutti quelli che poi lo votarono entusiasti) e prossimo affossatore dell'Italia e della insuperabile sua magistratura, etc...etc...come fecero, fra i tanti, i nuovi eroi della sinistra italiana Santoro e Biagi.
    Perbacco, certamente Berlusconi era in testa, allora.

    E trionfò ugualmente. In effetti fece poca fatica, dato il livello culturale e morale di certi suoi "nemici".

 

 
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