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  1. #1
    Paul Atreides
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    Predefinito Onu, addio. E senza rimpianti

    Cancellato

  2. #2
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Re: Onu, addio. E senza rimpianti

    Originally posted by Paul Atreides
    Dopo il Kosovo-Metohija, anche la sempre più probabile guerra in Iraq sarà combattuta senza l'avallo del CdS delle Nazioni Unite. E' una pietra tombale sulla legittimità dell'Onu

    Ma, come se non bastasse, l'Onu ha contribuito a disarmare Saddam senza, contemporaneamente, essere in grado di perseguire una propria linea politica alternativa a quella degli Usa e dei suoi servi della gleba, finendo, oggettivamente, per aiutare gli Usa

    E, infine, richiamando gli ispettori ha tolto pure un tenue deterrente al conflitto

    In pratica, pur totalmente desautorata, ha pienamente e consapevolmente agito da complice degli Usa, perdendo ogni credibilità, a partire dal negretto Annan, vera marionetta Usa.

    La fine dell'Onu è un passo avanti fondamentale contro quell'idea di ''globalismo giuridico-politico'' che i cosmopoliti negli ultimi anni avevano entusiasticamente caldeggiato

    La ''guerra preventiva'' contro Saddam perlomeno avrà tre effetti positivi

    1) il seppellimento dell'Onu

    2) la chiara identificazione del ''nemico principale'', ovvero gli Usa, che oggi non possono più nascondersi dietro i paraventi della ''guerra giusta'' e della ''guerra umanitaria''

    3) la chiara identificazione dei più fedeli servi della gleba Usa, a partire dalla Turchia, il cui ventilato ingresso in Europa spero che da adesso venga definitivamente cancellato

  3. #3
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    Già, ma quando io un mese fa sostenevo l'attacco unilaterale a questo fine, tutti gli "strateghi" di questo forum mi hanno dato addosso.
    E' sempre brutto dire "l'avevo detto", ma stavolta godo troppo. Ciao-

  4. #4
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    Inequivocabilmente condiviso.

  5. #5
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    Dal sito www.ilnuovo.it

    Onu: organismo troppo imbelle e sconosciuto
    di Francesco Fusco

    * E’ nato per difendere la democrazia e i diritti umani
    * Ma è il luogo dove ambedue sono ignorate
    * Delibere inefficaci e veti ne segnano la storia
    * Solo cinque Paesi sono infatti in serie “A”

    ONU. L'acronimo che sta per Organizzazione delle Nazioni Unite, che diventa UNO, ovvero United Nations Organisation, se si vuole la declinazione inglese, l'acronimo al quale negli ultimi mesi tutti fanno appello, a cominciare da quel grande del magistero della Chiesa Cattolica che è il Papa, in effetti è un imbelle sconosciuto. Tutti naturalmente sanno che è un organismo internazionale, l'associazione di centinaia di Nazioni dal quale dovrebbero dipendere le sorti del mondo, non soltanto in momenti di guerra minacciata, come questa in fieri con l'Iraq, ma anche per risolvere, attraverso i suoi vari organismi problemi come la fame, l'inquinamento atmosferico, la cultura, la preservazione di foreste o di monumenti, e chi più ne ha più ne metta. Ma pochi ne conoscono o ammettono la vera natura.

    Secondo alcuni ingenui dovrebbe dare ai fatti del mondo una legittimità non solo legale ma addirittura morale. Altri, come Cofferati e quelli che dietro di lui si sono schierati, come Bertinotti, i Verdi, quella parte dei DS che viene definita "correntone", negano con i loro "senza se e senza ma", anche la potestà di legittimare decisioni come quella relativa appunto alla guerra. E partendo da questo postulato anche alla legittimazione di qualsiasi iniziativa internazionale, sia essa relativa a come far giungere l'acqua in Eritrea o Somalia, sia che si debbano nutrire i cittadini di Mugabe, sia che si debba limitare l'emissione di gas nell'atmosfera.

    Il resto dello schieramento politico, di destra o di sinistra, invece riconosce a questo consesso, fatto di ambasciatori permanenti nella sede newyorkese del Palazzo di Vetro, la capacità di avallare o meno una azione bellica, oltre che di fornire direttive o di "prodigarsi" inutilmente attraverso la FAO o l'UNESCO organizzando dispendiosissimi congressi che non giungono mai ad una concreta soluzione dei problemi. Su questa differenza di punti di vista nel nostro mondo politico si è giocato e si gioca a forza di distinguo, di interpretazioni, di cavillose sottigliezze, appendendo a questo lontano attaccapanni virtuale le proprie ragioni o il proprio dissenso.

    Per molti - specialmente negli ultimi tempi - ciò che decide l'ONU diventa buono, non soltanto legittimo, dando ai voti espressi dai suoi partecipanti non soltanto la categoria legale, ma anche quella morale che invece appartiene a sfere che niente hanno a che vedere con la politica.

    Ma in effetti è così? E' legittimo, non parliamo di morale - perché per sua stessa definizione l'ONU non appartiene a questa categoria - attribuire non solo alle sue decisioni, ma anche al modo con il quale tale organismo è costituito e al processo decisionale che ne consegue, dare questo peso al Palazzo di Vetro?

    Le Nazioni Unite erano nate subito dopo la seconda guerra mondiale, quale grande organismo internazionale a carattere squisitamente democratico ispirato dai diritti universali dell'uomo e dei popoli, e quindi per ciò stesso custode della legalità internazionale. In parole povere, se questi erano i principi ispiratori, ad esso avrebbero dovuto essere ammessi solo quei Paesi nei quali appunto democrazia e rispetto dei diritti dell'uomo fossero non solo delle enunciazioni di principio ma pratica quotidiana. Invece lo vediamo popolato da Paesi che di democrazia o di diritti dell'uomo non intendono neppure parlare. Paesi come l'Iran, l'Iraq, la Cina, la Siria, la Libia, per citarne alcuni, non soltanto ne fanno parte, ma sono chiamati (come l'Iran ai tempi dello Sha, o la Libia di recente) a presiedere proprio il Comitato per i diritti dell'uomo!

    Ma un altro paradosso in aperto contrasto con il principio informato alla democrazia, si perpetua fin dalla sua fondazione. Il cuore dell'organismo, vale a dire il Consiglio di Sicurezza, vede come membri permanenti e con "diritto di veto" (negato a tutti gli altri) solo cinque Paesi, i cosiddetti "vincitori" della seconda guerra mondiale. Stati Uniti, Russia, Inghilterra, Cina e Francia (a che titolo quest'ultima è lecito chiederselo ricordando Vichy, il maresciallo Petain, e un De Gaulle rientrato in Francia a rimorchio di americani e inglesi, ritenutosi vincitore solo per una Resistenza alla quale la nostra non è stata da meno).

    Inoltre di questi cinque solo tre hanno da sempre governi democratici, mentre la Russia ha dovuto attendere l'arrivo di Vladimir Putin, e la Cina è governata fin dal momento del suo ingresso da una spietata dittatura di partito (alla quale dobbiamo assieme a Tien An Men, fenomeni tragici come la Rivoluzione Culturale). Orbene essere membri permanenti e aver il diritto di veto sulle decisioni del Consiglio di Sicurezza, la capacità di bloccare, con un solo voto la decisione della maggioranza, fa di questi dei Paesi speciali, di serie A, e relega tutti gli altri - passatemi il termine calcistico - nella serie cadetta. Ci si chiede allora: un organismo che dovrebbe propugnare i principi di democrazia, perché non applica proprio nel suo seno tali principi, abolendo questa classifica ingiusta, e superata dai tempi, visto che ormai la seconda guerra mondiale è nel dimenticatoio? Perché invece non si privilegia innanzitutto il valore democratico e il rispetto dei diritti umani dei Paesi destinati a far parte di tale consiglio, perché assieme a tali caratteristiche non si privilegia come seconda istanza anche il peso demografico? Perché, visto che si parla di democrazia, non si abolisce questo diritto di veto, che trasforma cinque Paesi, uno per volta, a seconda delle proprie convenienze nel "padrone del mondo"?

    La risposta è la più semplice del mondo. Perché all'Onu si fa politica, e neppure della più pulita, si recita una farsa alla quale il mondo è costretto ad assistere, impotente, così come in effetti - proprio per queste ragioni - è impotente l'ONU. Non solo non possiede le caratteristiche necessarie per essere la sede di decisioni legittime, ma neppure una propria forza armata con la quale, ove si presentasse la necessità, imporre le proprie decisioni o delibere. Quante sono quelle emesse per far cessare lo scempio che affligge Israeliani e Palestinesi? Quante sono quelle emesse per il disarmo di Saddam Hussein?. La 1441 sembrava quella decisiva, l'ultima spiaggia. Invece... lo spettacolo continua. E contribuisce a dividere il mondo invece di unirlo.

  6. #6
    vicepres Destra cricetale
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    Predefinito x Paul

    Originally posted by Paul Atreides

    infatti disarmando parzialmente l'Irak l'Onu ha facilitato il compito degli Usa. Il dubbio mi era venuto qualche giornof a, quando avevos entito che Saddam aveva cominciato la distruzione di alcuni missili.
    Nella situazione che si era creata, l'Onu, non potendo garantire la sicurezza irakena da un attacco americano che ci sarebbe stato a prescindere, non aveva alcun diritto di imporre il disarmo.

    Sulla Turchia, purtroppo temo che entrerà comunque nella Ue. Ha dalla sua Spagna, Inghilterra e Italia, più l'appoggio esterno degli Usa. Contro rimangono la Germania (malandata) e la Francia.

  7. #7
    Paul Atreides
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    La Turchia pare essersi tirata indietro sull'aiuto agli Usa. Ma le cose sono troppo fluide. Magari li appoggeranno lo stesso. E comunque bisognerebbe capire le ragioni dell'attuale ''no'': pressioni della piazza, apertura di credito con l'Europa per accelerare l'entrata nell'UE o altro?

    L'affossamento dell'Onu pare invece definitivo. Come la figuraccia da schiavetto fatta da Annan. Importante è, adesso, evitare riverniciature del palazzo di vetro...

  8. #8
    vicepres Destra cricetale
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    Originally posted by Paul Atreides
    La Turchia pare essersi tirata indietro sull'aiuto agli Usa. Ma le cose sono troppo fluide. Magari li appoggeranno lo stesso. E comunque bisognerebbe capire le ragioni dell'attuale ''no'': pressioni della piazza, apertura di credito con l'Europa per accelerare l'entrata nell'UE o altro?

    L'affossamento dell'Onu pare invece definitivo. Come la figuraccia da schiavetto fatta da Annan. Importante è, adesso, evitare riverniciature del palazzo di vetro...

    bisognerebbe sapere cosa Bush abbia promesso ai kurdi irakeni....
    cmq penso che l'attuale no sia dovuto soprattutto all'intenzione di non scontentare la piazza. E non ci credo neanche tanto: con la crisi economica che hanno, quasi a livelli argentini, i soldi americani gli avrebbero fatto molto comodo

  9. #9
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    Originally posted by Paul Atreides
    La Turchia pare essersi tirata indietro sull'aiuto agli Usa. Ma le cose sono troppo fluide. Magari li appoggeranno lo stesso. E comunque bisognerebbe capire le ragioni dell'attuale ''no'': pressioni della piazza, apertura di credito con l'Europa per accelerare l'entrata nell'UE o altro?

    L'affossamento dell'Onu pare invece definitivo. Come la figuraccia da schiavetto fatta da Annan. Importante è, adesso, evitare riverniciature del palazzo di vetro...
    Non può essere che l'Onu, proprio perchè ha fatto la parte della schiavetta di turno, continuerà comunque a giocare il suo ruolo di specchietto per le allodole? In un certo senso si potrebbe ricreare la situazione della Società delle Nazioni, che gli Usa vollero, cui non aderirono, che continuarono cionondimeno a controllare dall'esterno o tramite paesi "amici" (secondo l'accezione americana di una amicizia, come dire, spassionata e devotissima).
    Fanno il bello e il cattivo tempo, e gli altri non possono che subire gli acquazzoni, magari riparandosi con ombrelli made in Usa. La Francia se ho ben capito è disposta ad unirsi al carrozzone un'altra volta, l'Onu che è assai più debole farà forse lo stesso?
    E' un'ipotesi malaugurata e spero di cuore non si realizzi, però a me pare la più plausibile.
    Saluti

  10. #10
    Paul Atreides
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    Predefinito

    Contrordine turco. Permesso di sorvolo accordato. Idem per truppe turche nell'Iraq del nord. Direzione Mosul-Kirkuk-Arbil nella migliore dell'ipotesi, controllo avanzato della frontiera e sfruttamento dei pozzi a Zammar nella peggiore? Staremo a vedere

 

 
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