Nella riunione del suo Ufficio Politico tenutasi a Roma il 16 marzo, il Fronte sociale Nazionale è tornato a denunciare il comportamento criminale degli Stati Uniti che si accingono a sferrare l'attacco finale all'Irak, nella logica di dominio che li vede impegnati a far valere le loro strategie dirette a "dissuadere chiunque tenterà di potenziarsi coltivando la speranza di sorpassare o eguagliare" la loro potenza. Strategie messe a punto da anni e riassunte nel documento del settembre 2002 noto come "National Security Strategy", già analizzato nei suoi punti qualificanti dal Dipartimento Esteri del Fronte.
Dopo le guerre nel Corno d'Africa e nei Balcani che hanno visto i paesi della Nato intervenire direttamente per imporre con una serie di calibrate missioni "umanitarie" il Nuovo Ordine atlantico, dopo l'attacco all'Afghanistan voluto non certo per punire i Talebani, per altro estranei all'attacco alle Twin Towers, e per catturare il fantomatico Bin Laden ma per consentire la costruzione delle super pipe-lines cui sono interessate alcune multinazionali del petrolio di cui è socia - tra gli altri - la consiliore di Bush Condoleeza Rice, è il turno dell'Irak. Lo "Stato Canaglia" guidato, nel costruito immaginario collettivo, dal sanguinario dittatore Saddam.
Il summit delle Azzorre ha costituito l'ultimo grottesco tentativo di fornire una parvenza di legittimità ad una guerra "preventiva" decisa da tempo dagli Stati Uniti ed appoggiata dai "compagni di merende" di Bush tra i quali si colloca a pieno titolo Berlusconi i cui comportamenti non sono per nulla dissimili da quelli tenuti in occasione dell'aggressione alla Serbia da D'Alema.
Nel condannare senza appello l'aggressione statunitense al popolo irakeno, il Fronte denuncia la falsa opposizione di quanti a livello nazionale manifestano il loro dissenso ricorrendo a folkloristiche marce pacifiste o a blocchi "con licenza" delle vie di comunicazione utilizzate dalla logistica statunitense, dimenticando che l'Italia da quasi 60 anni ricopre - con il consenso-assenso di tutte le forze politiche che si sono alternate al governo del paese - un ruolo di colonia alle dipendenze dei padroni di Oltre Oceano. Un'opposizione che ha per anni sorvolato sul genocidio attuato dagli israeliani nei confronti del popolo palestinese e che non fa parola sugli ultramiliardari piani d'investimento già approntati - anche dagli speculatori italiani di ogni colore! - per la ricostruzione di un Irak "predestinato" ad essere distrutto.
All'azione di sistematica denuncia e di smascheramento delle responsabilità di quanti ai diversi livelli internazionali e nazionali sono complici della criminale politica statunitense, il Fronte sociale Nazionale accompagnerà una puntuale attività di contrasto dinamico-propagandistico contro gli autori della nuova "missione umanitaria" nota come operazione Bagdad.




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