Si dimettono i vertici azzurri provinciali e regionali. Berlusconi commissaria subito il partito
La Casa delle libertà candida Alessandra Guerra e scoppia il caso. Il governatore Renzo Tondo lascia l’incarico
di ELVIO SARROCCO



LA leghista Alessandra Guerra sarà la candidata della Casa delle Libertà alla presidenza della regione Friuli Venezia Giulia. La decisione, che ha posto fine ad un lungo braccio di ferro interno al Centrodestra, ha provocato proteste e dimissioni già minacciate. A dimettersi sono stati il presidente uscente della Regione Friuli Renzo Tondo ed i vertici regionali e provinciali di Forza Italia che già nei giorni scorsi, mentre erano in corso le trattative sulle candidature, avevano minacciato di lasciare i loro incarichi se Tondo non fosse stato designato candidato della Cdl per la presidenza. Silvio Berlusconi ha immediatamente inviato dei commissari in Friuli in sostituzione dei dimissionari.
Nelle elezioni regionali di primavera sarà quindi Alessandra Guerra, braccio destro di Bossi in Friuli, l'avversario del candidato del Centrosinistra Riccardo Illy', ex sindaco di Trieste. Lunedì prossima la candidatura della Guerra sarà annunciata ufficialmente ad Udine da tutti i leader della Casa delle Libertà, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Gianfranco Fini e Marco Follini.
L'accordo sulle candidature in Friuli è così fatto e di leader della Cdl, ha annunciato soddisfatto Claudio Scajola, presidente del comitato elettorale, hanno così ribadito «l'unità politica e programmatica della coalizione, al governo e su tutto il territorio nazionale». Forza Italia dovrà ora placare il «terremoto» provocato in Friuli dalla candidatura della leghista Alessandra Guerra. Per solidarietà con Renzo Tondo, che ha visto sfumare la sua candidatura, si sono dimessi anche il coordinatore regionale Ettore Romoli e quello provinciale Ferruccio Saro. Non è escluso che seguano altre dimissioni, sempre a livello locale. La Lega ha criticato duramente il gesto di Tondo. Il segretario della Lega Nord Beppino Zoppolato ha definito le dimissioni «una cosa non corretta» perchè Tondo non ha rispettato il patto stretto con la Lega: fin dall'inizio, ha ricordato Zoppolato, era stato deciso che egli doveva essere un presidente di transizione.
Il presidente Tondo dovrebbe portare a termine il suo mandato: è l'auspicio espresso dal segretario regionale del Friuli-Venezia Giulia di Alleanza Nazionale, l'on. Roberto Menia, secondo il quale «da adesso, finalmente, c'è chiarezza e si comincia a lavorare in positivo».
Nella vicenda della scelta della candidatura della Cdl alla Presidenza della Regione - ha detto Menia - An «è stata elemento di equilibrio e questo, penso, sarà piaciuto a tutti. Ringrazio Renzo Tondo per tutto quello che ha fatto - ha aggiunto Menia - e auspico che, per quanto riguarda le sue dimissioni, ci ripensi e che arrivi comunque alla conclusione naturale del mandato. Sarebbe giusto per tutti e sarebbe un bel segnale di distensione - ha detto Menia - perchè è di questo che abbiamo bisogno». Sarebbe una cosa positiva - secondo Menia - anche per Tondo, «che - ha concluso - ha sempre dimostrato di essere il più equilibrato di tutti e ora deve dimostrare quello stesso equilibrio portando a termine il suo mandato».

venerdì 7 marzo 2003