Da me, dalla mia forma immanifesta
tutto questo mondo è pervaso.
Tutti gli esseri sussistono in me, ma io
non dimoro in loro.
Eppure gli esseri non sussistono in me.
Considera il mio sacro mistero
Il mio Sè è la sorgente e il sostegno di tutti gli esseri,
tuttavia non sussiste in essi
Bhagavad-Gita IX, 4-5
Le schiere degli Dei non conoscono la mia origine,
né i potenti veggenti,
poiché Io sono, in ogni senso,
il principio degli Dèi e dei veggenti.
Colui che mi conosce come non nato, senza principio,
il grande Signore del mondo,
quegli è tra i mortali imperturbato
e liberato dai peccati.
Io sono il Sè che risiede nel cuore
di ogni essere.
Io di tutti gli esseri sono anche il principio,
il mezzo e la fine.
Qualunque cosa, o uomo, sia il seme di tutte le cose,
anche quella sono Io.
Senza di me nessun essere, che si muova o sia inerte,
è in grado di esistere.
Non vi è limite alcuno alla diffusione delle mie glorie.
Ciò che ho qui esposto
illustra, o prode, solo un poco l'estensione
della mia gloria infinita.
Tutto ciò che è dotato di gloria e grazia
ed è pieno di vigore,
quello, renditi conto, è solo un frammento
del mio splendore.
Bhagavad-Gita X, 2-3-20-39-41
Egli è al di fuori e all'interno di tutti gli esseri;
egli si muove e non si muove;
a causa della sua sottigliezza, incomprensibile;
lontano eppure vicino.
Bhagavad-Gita XIII, 15
In particolare XIII,15 non ricorda forse l'Essere heideggeriano, così vicino a tutti gli enti, ma così sfuggente e, in definitiva lontano, non appena lo si cosalizza come un oggetto del pensiero ?
Un accostamento azzardato ?


Rispondi Citando


