Fa l’avvocato durante la malattia
Impiegato statale rende 5 mila euro
Vicenza, per un paio di mesi un uomo non si era presentato al lavoro nell'Agenzia delle entrate
Fa l’avvocato durante la malattia Impiegato statale rende 5 mila euro - Corriere del Veneto
VENEZIA – Per un paio di mesi, maggio e giugno 2004, la sua sedia nell’ufficio dell’Agenzia delle entrate di Vicenza era rimasta vuota. Ma mentre i colleghi credevano che fosse a casa in malattia, lui in realtà era nella «sua» Messina ad esercitare la professione di avvocato, intascandosi dunque gli onorari da un lato e lo stipendio del suo impiego statale dall’altro. Un «giochetto» che però è costato al 42enne Giuseppe Paratore non solo un procedimento penale proprio nel tribunale della sua città natale – dove è stato rinviato a giudizio per truffa ai danni dello Stato – ma anche una recente sentenza della Corte dei Conti, che lo ha condannato a risarcire all’erario 5.263 euro, ovvero i due stipendi che aveva furbescamente intascato all’epoca. Paratore era accusato dal sostituto procuratore Maria Paola Daino di «danno da disservizio», con una richiesta di risarcimento di oltre 10 mila euro, in quanto secondo il magistrato il periodo di «manca» era stato ancor più lungo, dal 9 marzo al 21 giugno.
Quel che è certo è che comunque mentre era in malattia per una «patologia di tipo ansioso-reattivo», l’uomo – come verificato dagli agenti della Guardia di finanza – era al lavoro al tribunale messinese. Una circostanza che non aveva negato, anzi: secondo la sua difesa quell’attività, «maggiormente gratificante», era proficua per il recupero psico-fisico, a differenza del lavoro all’Agenzia delle entrate vicentina, dove era stato oggetto di comportamenti vessatori. Versione che non ha convinto i giudici, i quali hanno riconosciuto la «violazione dolosa dei doveri d’ufficio» e «l’indebita percezione dello stipendio con conseguente danno erariale».
Alberto Zorzi
17 settembre 2009




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