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    Predefinito Intervista a Massimo Morsello

    Intervista a Massimo Morsello
    A causa della moltitudine di illazioni, voci e "leggende" che circolano in Italia ed in Europa sul conto di Massimo Morsello, non sarebbe stato facile, e forse neppure possibile, ricostruire oggettivamente la vita e 1' opera del cantautore romano senza un suo aiuto diretto.

    Allo stesso tempo, però, non si poteva presentare una raccolta di brani che prescindesse dal percorso umano dell' autore, percorso oltretutto particolarmente ricco, affascinante e significativo : sarebbe altrimenti nato un lavoro incompleto e privo di una solida ossatura. Era dunque importante incontrare Massimo, parlargli e lasciarlo parlare.

    Morsello si è dimostrato fin da subito sensibile e disponibilissimo, tenendo un comportamento difficile da ritrovare in questa epoca dominata da atteggiamenti arroganti, presuntuosi e prepotenti. Per chi scrive, quindi, non è stato difficile entrare immediatamente in sintonia con lui, ne' farsi raccontare, senza retorica ed orpelli, la sua difficile vita. Per dovere di cronaca e per meglio datare le annotazioni riportate nella lunga intervista esclusiva che segue, va aggiunto che l'incontro si è tenuto a Roma, il 22 Marzo del 2000

    D:- Massimo, partiamo dal principio...
    R:- Sono della generazione '58, nasco più o meno 40 anni fa in una famiglia medio borghese profondamente anti comunista anche se, a dire il vero, la politica dentro casa non era un impegno per alcun componente. Mia madre era nata Bulgaria e aveva vissuto là fino ai tempi del comunismo, fino a che, a causa di questo dovette andarsene. Mio padre invece era un italiano fortemente anti comunista, ed era anche, in modo però mai professato, ammiratore dell'ideologia sociale del fascismo.

    D:- Come nasce il tuo impegno politico?
    R:- Alla fine del '15, in coincidenza con la morte di mio padre, casualmente, cosa possibile in quegli anni politicamente appassionanti, faccio la conoscenza di persone che allora militavano nell'MSI. Comincio questo impegno subito in modo radicale, sostituendo a qualsiasi altro interesse tipico di un sedicenne, come lo sport ad esempio, la politica. Aderisco al Fronte della Gioventù e quasi immediatamente dopo al FUAN, organizzazione universitaria dell'MSI, non perché fossi universitario, ma perché a partire dal '11 il FUAN rappresentava un po' la scheggia impazzita di un movimento comunque democratico ed accettato quale era l'MSI. Il FUAN era un po' la ribellione ed il rifiuto dei vecchi concetti collaborazionisti per i quali tutto ciò che si faceva contro lo Stato era deprecabile e per i quali lo Stato andava difeso a qualsiasi costo, pure collaborando con i servizi segreti.
    Rifiutavamo veementemente anche posizioni a favore del Patto Atlantico. Tutto ciò riuscivamo a farlo senza che verso di noi da parte del Partito si alzasse forte un'opposizione concreta, forse anche perché il Partito non era abbastanza forte da poterci chiudere...

    D:- Una corrente ideologica all'interno dell'MSI...
    R:- Beh, non aveva dal partito un riconoscimento in quanto tale, le correnti ufficiali, quella Romualdiana, Rautiana, ecc, si rifacevano un po' tutte a questo concetto politico di fondo che noi rifiutavamo.
    Noi riuscivamo però a gestire un po' tutta la base giovanile, romana in particolare, nonostante ripeto non portassimo avanti idee suffragate dal Partito. Riuscivamo a fare un po' quello che volevamo, e ad inserire questo germe di innovazione, di cambiamento, che poi purtroppo per certi versi culminerà per alcuni gruppi nella lotta armata.

    D:- Arriviamo così agli anni dell'esilio...
    R:- Alla fine degli anni '70 lo scenario politico si fa sempre più cruento ed il ricorso alle armi, per una questione di difesa e sopravvivenza, diventa un fatto naturale; l'illegalità anche, rispetto ad un contesto nel quale "uccidere un fascista non era un reato" e nel quale era impossibile anche andare a scuola senza dover correre rischi o venir minacciati: tutto ciò trasformò negativamente questo ambiente, che era stato fra l'altro abbandonato pure dalla classe dirigente del Partito che mandò in quegli anni un po' allo sbaraglio i giovani che lo costituivano.
    Gli sviluppi furono poi una lotta cruenta che rovinò completamente l'esistenza di molti giovani, alcuni morti ammazzati, altri finiti in carcere per periodo che non erano paragonabili a quelli degli immediati anni precedenti: si finiva in carcere con la condanna ali' ergastolo, a venti anni di reclusione, che non erano i pochi mesi o settimane che pure io trascorsi nelle carceri italiane.
    Nel 1980 questo aspetto cruento della lotta aveva pervaso un po' tutti gli ambienti sia di destra che di sinistra, nonostante in questi ultimi il fenomeno fosse progettato e calcolato...

    D:- Qualcuno dice che la lotta armata di destra fosse mossa per lo più dalla disperazione dei singoli...
    R:- Sì, da una sorta di reazione ad un dato di fatto di totale abbandono da parte di chiunque: non c'era giustizia da parte dello stato, non c'era giustizia da parte della magistratura, dalla polizia si ricevevano soltanto botte e torture, se ti uccideva un qualche elemento dell'estrema sinistra questi rimaneva impunito...
    Questi elementi portavano a delle scelte, a delle scelte che come le ha chiamate qualcuno si possono definire di lotta armata o di spontaneismo. Dal 1980 dovevamo scegliere: o considerare l'origine delle nostre idee e dedicarci a queste con dedizione, o seguire la strada della "bella morte" ed andare fino in fondo facendo una scelta romantica, morendo o finendo in carcere, obbedendo così ad una filosofia per la quale non eravamo adatti. Molti addirittura tradirono, imboccando la via del pentimento, altri ancora, in modo deprecabile, si dissociarono con ammissione e riconferma di quanto dichiaravano i pentiti, quindi rendendosi uno strumento di accusa basato sulla delazione.
    La mia scelta, e quella di alcuni altri, fu quella di non perdere quello che era lì sulla strada: fuggii nel 1980 in Inghilterra dopo una breve parentesi di qualche mese passato in Germania. In Inghilterra ho cominciato a cercare di venir fuori dalla situazione in cui mi trovavo ma non è ho avuto il tempo: dopo qualche mese io e altri sei camerati siamo stati arrestati su ordine del governo italiano.
    Dopo qualche mese passato nel carcere di Brixton abbiamo affrontato il processo di estradizione: trattandosi di reati ideologici e politici, e poiché il pacchetto probatorio fornito dalla magistratura italiana era di scarsa qualità, siamo stati tutti quanti liberati e per enfatizzare il verdetto a nostro favore il giudice inglese tolse all'accusa italiana il diritto di ricorrere in appello.
    Da allora, per 19 anni sono stato in quello che forse si può definire "esilio".

    D:- Parlami del periodo londinese
    R:- Immediatamente dopo la scarcerazione ho vissuto quello che paradossalmente potrei definire il periodo più brutto, come se in realtà nel nostro cuore desiderassimo essere estradati forse per porre fine a questa vicenda che si drammaticizzava sempre di più, soprattutto in virtù di quello che succedeva e continuava a succedere a livello di lotta armata in Italia.
    Era come se la vita ci avesse rilegittimato a vivere e di conseguenza a dimostrarle quello che eravamo e quello che potevamo fare. Purtroppo dovevamo scontrarci però con la mancanza della conoscenza della lingua, e con la non abitudine al lavoro, dato che eravamo un po' tutti studenti.
    I primi tre anni tutti noi, eravamo sette, cercammo e trovammo lavoro nel campo della ristorazione come lavapiatti, aiuto cuoco, pizzaioli, ecc. Erano lavori ovviamente umili ma a Londra, per una sua atmosfera particolare, l'umiltà del lavoro svolto non pesa. Non pesa perché magari fatto da studenti universitari, da gente comunque di una certa cultura, da persone ricche di altre cose rispetto al denaro. Per quanto possa sembrare strana una cosa del genere, Londra non ci relegava ad un ruolo di "sf***ti" per quanto noi ne facessimo certamente parte.
    Dopo i primi iniziali tre anni passati a Londra, ci fu un nuovo tentativo giudiziario intentato nei nostri confronti, questa volta però non da parte, almeno direttamente, del governo italiano, ma da parte della sinistra estrema interna al Partito laburista inglese. Ci si chiese come potesse l'Inghilterra ospitare dei terroristi ed allora venne
    aperto un "file" per la nostra deportazione. Tecnicamente e giuridicamente la differenza fra deportazione ed
    estradizione sta nel fatto che nell'estradizione vieni estradato nel paese richiedente, mentre nella deportazione il paese dove vivi ti considera persona non gradita e ti espelle dal suo territorio.
    Iniziammo allora a cercare delle alternative nel caso in cui le cose fossero andate male, ma non ne trovammo: il Cile, nonostante fosse nei tempi di Pinochet, inizialmente si mostrò simpatetico ma poi all'ultimo momento ci
    disse no. Gli unici due paesi che ci avrebbero accettato erano l'Iran e la Libia che però per altri aspetti non erano qualificati. Alla fine questo tentativo di deportarci, vagliato per altro, nostro timore, da un pannello di ex avvocati ed ex giudici di un certo livello e non dalla magistratura che in Inghilterra è notoriamente molto seria e giusta, per
    fortuna non andò in porto. Siccome il caso fece molto scalpore sulla stampa inglese, noi perdemmo tutti i nostri posti di lavoro ed allora si prese la decisione di intraprendere un tipo di attività che non fosse pregiudicabile da eventi di questo genere. Decidemmo di aprire qualcosa di proprio anche se non si aveva né coscienza di eventuali capacità nostre, né idee particolari. Ci limitammo inizialmente a fare gli autisti di minicab, ossia una sorta di tassisti privati. Chiaramente si viveva ancora, erano passati solo tre anni dall'arrivo a Londra, con una precarietà psicologica ed esistenziale dovuta al fatto che si pensava che la permanenza in Gran Bretagna non sarebbe durata vent'anni. Questo lavoro ci diede la possibilità di vivere per quattro, cinque anni, e ad alcuni di noi fece scoprire anche tendenze stakanovistiche. Poi, un po' per approfittare di una legge della Thatcher, decidemmo di
    provare a fare un business, un'azienda vera e propria.
    La legge diceva che se una persona avesse avuto, se ricordo bene, 2000 sterline in banca (il corrispondente di 5/6 milioni di lire italiane) ed un progetto, per un anno lo stato inglese avrebbe pagato uno stipendio e l'affitto di casa... e lì nacque l'idea di aprire "Meeting Point", un po' credendoci e un po' no, l'importante era tirare avanti un anno e smettere con il lavoro da tassisti che non era particolarmente piacevole. " Meeting Point" (agenzia che offre lavoro e servizi vari a stranieri in tutta Europa - N.d.A.) nacque e crebbe velocemente per tutta una serie di motivi
    e di ragioni che io riassumo nel senso di rivincita che avevamo ed in quello di accoglienza nei confronti di chi era come noi, di chi come noi, non tradiva le proprie idee e le proprie convinzioni sociali nella gestione della finanza e dell'economia. Di lì a poco " Meeting Point" si impennò passando da una piccola agenzia che forniva camere a studenti, ad un'azienda con sedi in tutta Europa e che impiegava, solo a Londra, una cinquantina di persone: tutto questo accadde rapidamente nonostante subissimo di continuo attacchi dalla stampa in Inghilterra ed in Italia.
    Sia io che il mio socio, Roberto Fiore, compagno di sventure e di vicissitudini, ci eravamo riproposti di accettare tutte le persone del nostro ambiente che ci venivano a chiedere aiuto non considerando mai come "conditio sine qua non", l'immagine che ne sarebbe derivata per la "Meeting Point".
    Per noi rimaneva inaccettabile l'equazione che vuole un tipo di comportamento sul lavoro ed un altro tipo in casa, in famiglia; noi proponevamo una dottrina sociale e finanziaria che era vincente e nella quale credevamo.
    Il successo della "Meeting Point" e la stima che abbiamo conquistato sono dovuti essenzialmente a questa doverosa scelta.

    D:- Come è stato il tuo ritorno in Italia?
    R:- II ritorno in Italia è stato un po' come un mostro, un fantasma che aspettavamo da anni, ma che non aveva fermato la nostra vita: la vita non permette che si spinga il tasto "pausa" e che si metta come unica condizione il rientro nella propria terra.
    Il ritorno è stato molto emozionante, molto emozionante perché anche le cose più stupide apparivano come delle visioni particolarmente profonde e dotate di una certa dimensione.

    D:- Quale scenario politico hai trovato in Italia dopo il tuo rientro?
    R:- Lo scenario politico non mi ha particolarmente sorpreso in quanto negli anni passati in Inghilterra non avevo mai interrotto i contatti con l'Italia e con l'ambiente politico.
    Se devo dire qualcosa, dico che mi ha colpito il fatto che finalmente ci siano di nuovo dei giovani che si interessino alla politica in senso puro, pulito, non carrieristico.
    Io ho sempre guardato al nostro ambiente: esso è un contenitore nel cui interno si trovano le persone migliori e le persone peggiori della nostra società. L'affacciarsi di queste persone migliori alla politica mi da un senso di tranquillità per quello che può essere il futuro della nostra nazione.

    D:- Parliamo d'altro: qual è il tuo rapporto con la musica?
    R:- Per quanto possa sembrare strano, paradossale, io non mi considero né un musicista né un particolare utente ascoltatore di canzoni e di musica.
    Potrei vivere benissimo senza la musica, senza quella, ovviamente, che non faccio io! Non ho mai seguito la musica del nostro ambiente, quella alternativa, ma il discorso vale comunque per tutta la musica in genere.
    Però mi è anche accaduto di rimanere colpito da alcune canzoni e da alcuni autori nell'ambito della musica che potremmo definire "commerciale": l'unico che secondo me è sempre stato al di sopra degli altri è Francesco De
    Gregori.
    E' difficile che una canzone di De Gregori non mi piaccia, al limite mi lascia indifferente e difficilmente comunque mi da fastidio ascoltarla una seconda volta, come invece mi accade nel caso di qualsiasi altra canzone.
    De Gregori ha un modo di scrivere molto particolare e per certi versi geniale... Ovviamente condivido zero delle sue idee ed anche, nella maggior parte dei casi, delle emozioni che vuole trasmettere.

    D:- A proposito di musica commerciale, in passato è stato collegato il tuo nome a quello di Enrico Ruggeri...
    R:- Ho conosciuto Enrico in occasione degli Europei di Calcio in Inghilterra. Avevo organizzato un concerto in cui lui doveva esibirsi: la cosa venne ripresa dalla stampa che criminalizzò Ruggeri per aver accettato che dei "terroristi" organizzassero un suo concerto.
    In quella circostanza ho avuto modo di conoscere Enrico e di conoscere la sua musica che non conoscevo per nulla: Ruggeri è sicuramente un ottimo autore, è una persona che scrive belle cose ed è una delle poche persone che ha avuto il coraggio di schierarsi in questo attacco che poteva pregiudicare la sua carriera... E7 una persona che stimo.
    Enrico, che sento tuttora e che se sono a Milano incontro, è un uomo con il quale il rapporto è andato al di là del semplice concerto organizzato a Londra: l'attacco che abbiamo subito da parte della stampa in un certo senso ci ha uniti oltre...

    D:- Si è parlato fino ad ora, per quanto riguarda la musica, essenzialmente degli altri. Venendo ora alla tua di musica, e partendo dai suoni che la caratterizzano, è evidente la cura dei particolari con la quale sono realizzati i tuoi lavori...
    R:- Quello che dici è vero, nel senso che ho iniziato, a partire dagli ultimi anni, ad amare la qualità, ed essendo questa a portata di mano, non l'ho lasciata sfuggire.
    Una bella canzone registrata bene è più bella che registrata male, anche se resta il fatto che quello che conta è altro, e la critica che posso muovere alla musica commerciale è proprio questa: essa cura solo questo aspetto, mentre le cose che si cantano e che si suonano lasciano un po' a desiderare. Non reputandomi un musicista credo di avere scritto e cantato sempre le cose che vivevo, restando comunque rispettoso nei confronti di registrazioni che mostrassero un minimo di qualità. Per quel che riguarda gli ultimi due album un grande merito va al chitarrista del mio gruppo, Laurent Bachet, che è tra l'altro mio cugino: Laurent è una persona particolarmente meticolosa ed attenta ad ogni piccolo dettaglio; è lui che si è fatto curatore di cose che io proponevo magari in stato "embrionale".

    D:- Musica e voce particolarissime, riconoscibili ad un chilometro di distanza... Il tuo è uno stile quasi unico, direi, che contraddistingue oltre a te un altro artista del quale abbiamo già parlato: De Gregori. A differenza di De Gregori, però, tu affronti tematiche svariate ed originali, spesso autobiografiche...
    R:- Beh, quello è dovuto essenzialmente alla mia militanza politica: tutto ciò che apparteneva a quella sfera, io l'ho trasferito in musica. Già durante la prima settimana del mio impegno politico, ad esempio, partecipai a dei disordini di piazza contro le forze dell'ordine e la sera stessa, dopo essere tornato a casa, scrissi tutta di un fiato "II battesimo del fuoco". Mi sembrava un modo questo, per fermare quei momenti intensi, belli, per dargli un senso che fosse una chiave emotiva trasferibile anche agli altri.
    Non credo però, come dici, che la mia musica sia così particolare, credo che rientri nell'archetipo della musica cantautoriale italiana. Non per fare gratuitamente il modesto, ma dal punto di vista tecnico, di costruzione della canzone, di poesia, e di qualità della voce considero De Gregori a miglia di distanza di superiorità nei miei confronti.

    D:- II tuo ultimo lavoro, la canzone "Bella luna" è una piccola, splendida poesia che tu hai scritto per Benedetta, la tua ultima figlia: le figlie di Morsello cosa pensano della musica del padre?
    R:- Escludendo ovviamente Benedetta che ha poco più di un anno, direi che mia figlia quattordicenne sopporta, tollera la mia musica; mi ha confessato infatti che essa non fa per lei: c'è qualcosa comunque, il legame di sangue forse, che la rende fiera di questa cosa che faccio.
    La figlia ventenne che si occupa di politica invece, conosce la mia musica un po' da sempre, apprezzandola anche, dato che conosce più o meno tutti i miei pezzi a memoria.

    D:- Cosa ti spinge a scrivere, cosa ti da lo scrivere?
    R:- Scrivere è in un certo senso immortalare certe emozioni, è fermare e contrastare quella paura che scaturisce dalla sensazione che le cose si possano perdere nel tempo.
    A livello di ritorno è bello trovare spesso giovani persone, che non conosco per nulla, che conoscono molto bene la mia musica e le mie canzoni e che per qualche motivo ne sono compiaciuti ed avvantaggiati.

    D:- Al di fuori dell'ambito puramente musicale, c'è qualche scrittore, qualche poeta che ti ha colpito o che ti colpisce particolarmente?
    R:- Quello che in ambito letterario mi ha colpito ultimamente è stato innanzitutto Antoine de Saint-Exupery ed in particolare il suo libro "La cittadella", e, ancor più recentemente, gli scritti religiosi sul cattolicesimo tradizionalista, non tanto per gli autori di queste opere, quanto per il tema da queste ultime affrontato: è incredibile scoprire che fenomeni di insorgenza si siano verificati anche in posti inimmaginabili come, ad esempio, il Messico...

    D:- Ti riferisci al fenomeno dei Cristeros messicani?
    R:- Sì, esattamente. La battaglia ideologica contro la Rivoluzione Francese è tutt'altro che chiusa, anzi è ancora molto aperta...

    D:- II generale Leon Degrelle, al quale tu hai dedicato una canzone, ha scritto un libro intitolato "Militia", nel quale è avvertibile costantemente la presenza di una forte spiritualità ma anche, aggiungerei, di una forte religiosità: tu sei dichiaratamente cattolico, cosa significa per te esserlo?
    R:- Essere cattolico rappresenta un'aggiunta all'essere cristiano. Nel senso giusto e tradizionale del termine essere cattolico significa non prendere scorciatoie di fronte a riti e funzioni che vanno intrapresi; significa non farsi
    degli sconti sulla propria religiosità.
    Lo stesso Degrelle in "Militia", libro tra l'altro fondamentale per chi volesse intraprendere la via della politica, era su queste posizioni. La religiosità per un uomo si può riassumere nella ricerca e nel rispetto di Una Verità, che in un certo senso è stata già rivelata. Il mondo moderno di contro propone invece delle multi verità inserite in un contesto di globalizzazione.
    La Chiesa cattolica, e lo dico nonostante io sia profondamente anticlericale - ma chi non lo è? - rimane comunque la via della salvezza, e poiché la Verità è Una, è una anche la via che conduce ad essa. Penso inoltre che nell'ambito del Cristianesimo, il Cattolicesimo rappresenti ancora la via iniziale, originaria, nonostante la Chiesa Cattolica abbia risentito e risenta della modernizzazione degli ultimi tempi, del buonismo imperante, della massoneria, della gelosia, dei tradimenti, del servilismo verso l'immagine, del politicismo...
    La Chiesa Cattolica, soprattutto il tradizionalismo cattolico, resta comunque un sostegno del quale un uomo non può fare a meno per la propria salvezza soprattutto in questa nostra era.

    D:- Per finire, una domanda che a seconda di come la si interpreti può apparire molto profonda o molto stupida: come te lo immagini, se te lo immagini, Dio?
    R:- La domanda non è affatto stupida, anzi è interessante, anche perché rappresenta uno dei pensieri che occupa la mia mente di continuo da due anni a questa parte; è una cosa questa alla quale penso spessissimo... Pensare a Dio in maniera razionale ti porta a provare da una parte l'esistenza di Lui, mentre dall'altra, se ci si affida al relativismo, a pensare al fatto che possa essere un'invenzione dell'uomo, che possa essere, come dicono i comunisti, la droga dei popoli.
    Io però sono convinto di un fatto: esiste, e questa è la mia forza, un Ordine naturale che è stupefacente!
    Per quanto uno possa liberarsi della costrizione di Dio, quindi facendo così una scelta totale, agnostica, rimane il fatto che tutta una serie di cose questa persona avrebbe difficoltà a farle, ma anche solo a pensarle. Qualche illuminista potrebbe commentare queste considerazioni definendole retaggio di cultura, ma non riuscirebbe comunque seriamente a smentirle. Ci sono cose ad esempio, basti pensare all'aborto, ma anche all'omosessualità, che sono del tutto innaturali, non perché irrealizzabili o poco "ecologiche", ma perché non conducono a nulla, non portano vita: sono esterne, queste cose, al disegno naturale di Dio!
    Non è possibile con l'aborto preservare la vita o migliorare la qualità di una vita, perché per arrivare a questo si deve uccidere comunque un'altra esistenza; non è possibile con l'omosessualità dire che si preserva la libertà di scelta perché in quella circostanza l'uomo diventa prigioniero, e non libero, di una cosa che non gli fa produrre altra vita, che non gli fa produrre niente.
    Quindi io mi immagino un Dio che ha voluto creare un mondo, o un ciclo, un passaggio di questo mondo, di questo universo, molto simile a Lui: mi immagino un Dio buono e non buonista, tollerante e non permissivo; mi immagino un Dio naturale che per perdonarti comunque ti deve far passare attraverso un percorso di espiazione; mi immagino un Dio padre, accogliente nel senso tradizionale del termine; mi immagino un Dio severo ma amorevole; mi immagino un Dio simile al buon padre della famiglia di un tempo che fu.

  2. #2
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    Lightbulb Re: Intervista a Massimo Morsello

    In Ricordo di Massimo Morsello (Roma, 10 novembre 1958 – Londra, 10 marzo 2001) - politico, imprenditore, cantautore, intellettuale e militante esemplare - nell'anniversario della sua morte terrena: che Dio lo accolga in Cielo!!!

    Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. Amen.

    L'eterno riposo dona a lui, o Signore, e splenda a lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen.




    10 MARZO 2019: SANTI QUARANTA MARTIRI; PRIMO GIORNO DELLA NOVENA A SAN GIUSEPPE (DAL 10 AL 18 MARZO, FESTA IL 19 MARZO) E PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA…




    «10 MARZO I QUARANTA MARTIRI»
    Guéranger, L'anno liturgico - 10 marzo. I Quaranta Martiri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-10mar.htm


    « TEMPO DI QUARESIMA
    Capitolo I - Storia della Quaresima
    Guéranger, L'anno liturgico - Storia della Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-st.htm
    Capitolo II - Mistica della Quaresima
    Guéranger, L'anno liturgico - Mistica della Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-mist.htm
    Capitolo III - Pratica della Quaresima
    Guéranger, L'anno liturgico - Pratica della Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-pr.htm »

    «PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA »
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Prima di Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-dom1.htm






    SANTA MESSA DOMENICALE celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (Tv) stamattina 10 MARZO 2019, PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    1° domenica di Quaresima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=T2g-OaQT_0A
    Sacre Ceneri
    https://www.youtube.com/watch?v=240n2FtviH0
    Domenica Quinquagesima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=1D09coEEvKs
    Domenica Sexagesima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=7apAxHX0B0w
    Domenica Septuagesima (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=eW58hW30T5Y
    V domenica d. Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=adVRJ95yZLk
    V domenica d. Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=oJR8QmeMXOs
    IV dom. dopo l'Epifania (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=tmgotU8TwQw
    IV domenica dopo Epifania (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=BBMsKuQKlgQ
    Purificazione della S. Vergine Maria (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=rS2tdVj3e_A
    III dom. dopo l'Epifania
    https://www.youtube.com/watch?v=vqLfMJ2qKmo
    III domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=zHEiqmjKQNk
    II domenica dopo l'Epifania - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=MtQwadP5PVs
    Sacra Famiglia (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=M83o5Eohbdc
    Epifania di N S G C - (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=fUnwOAcw1Vs
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».





    SANTE MESSE celebrate dai Sacerdoti dell’“Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”



    Santi Quaranta Martiri - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santi-quaranta-martiri/
    «10 marzo, Santi Quaranta Martiri.

    “Presso Sebaste, in Armenia, il natale di quaranta santi soldati di Cappadocia, i quali, al tempo dell’imperatore Licinio, sotto il Preside Agricolao, dopo ceppi ed orride carceri, dopo avere avuto la faccia percossa con sassi, nel rigidissimo inverno furono obbligati a passare nudi la notte a cielo scoperto in uno stagno gelato, dove i loro corpi gelati scoppiavano, e finalmente collo spezzamento delle gambe compirono il martirio. Fra essi i più illustri furono Cirione e Candido. Di tutti san Basilio ed altri Padri cogli scritti celebrarono le splendide glorie. La loro festa però si celebra nel giorno seguente“.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-martiri-1.jpg










    https://forum.termometropolitico.it/...i-sebaste.html
    https://forum.termometropolitico.it/...zo-2011-a.html
    “Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 21/11 del 10 marzo 2011, Santi Quaranta Martiri

    Rassegna stampa del 10.03.2011
    I frutti del risorgimento antiromano
    Nell’Italia tridentina i cattolici credevano nel primato di Pietro. Nell’Italia decattolicizzata, anche certi tradizionalisti hanno perso la fede nell’infallibilità del Romano Pontefice.”






    10 MARZO 2019: PRIMO GIORNO della NOVENA a S. GIUSEPPE sposo di Maria SS:


    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...3-al-18-3.html
    "Novena in onore di san Giuseppe (dal 10.3 al 18.3)."
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...-giuseppe.html

    "A Voi o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il Vostro patrocinio, dopo quello della Vostra SS. sposa. Deh! Per quel sacro vincolo di carità che Vi strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio; e per l’amore paterno che portaste al fanciullo Gesù, riguardate, Ve ne preghiamo, con occhio benigno, la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col Suo sangue, e col Vostro potere ed aiuto sovvenite ai nostri bisogni. Proteggete, o provvido custode della divina Famiglia l’eletta prole di Gesù Cristo; cessate da noi, o padre amantissimo, cotesta peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assisteteci propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre o nostro fortissimo protettore; e come un tempo scampaste dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendete la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità, estendete ognora sopra ciascuno di noi il vostro patrocinio, acciocché col vostro esempio e mercé il vostro soccorso possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. R. Così Sia."

    "Questa preghiera fu apposta da Leone XIII in calce all’Enciclica Quamquam pluries del 15 agosto 1889. La devozione a san Giuseppe, già dichiarato patrono della Chiesa universale dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870, fu particolarmente sostenuta da Leone XIII che, eletto papa il 20 febbraio 1878, mise fin dall’inizio il suo pontificato «sotto la potentissima protezione di san Giuseppe, celeste patrono della Chiesa» (Allocuzione ai cardinali del 28 marzo 1878)."

    "Catechismo Maggiore detto di San Pio X - PARTE SECONDA
    DELLE FESTE SOLENNI DELLA B. VERGINE E DELLE FESTE DEI SANTI
    CAPO VIII.

    Della festa di S. Giuseppe sposo della SS. Vergine Patrono della Chiesa.
    185 D. Perché la Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe?
    R. La Chiesa celebra con speciale solennità la festa di S. Giuseppe, perché egli é stato uno dei più
    grandi santi, sposo di Maria Vergine, padre putativo di Gesù Cristo, e fu dichiarato Patrono della Chiesa.
    186 D. Che cosa vuoi dire: Giuseppe fu padre putativo di Gesù Cristo?
    R. Le parole: Giuseppe fu padre putativo di Gesù Cristo, voglion dire che egli era comunemente
    creduto padre di Gesù Cristo, perché adempì verso di lui gli offici paterni.
    187 D. Dove dimorava d'ordinario S. Giuseppe?
    R. S. Giuseppe d'ordinario dimorava in Nazaret, piccola città della Galilea.
    188 D. Qual'era la professione di S. Giuseppe?
    R. S. Giuseppe, benché fosse della stirpe reale di David, era povero, e ridotto a guadagnarsi il vitto
    colla fatica delle sue mani.
    189 D. Che cosa c'insegna la povertà della famiglia di Gesù Cristo?
    R. La povertà della famiglia di Gesù Cristo c'insegna a distaccare il cuore dalle ricchezze, e a
    soffrire volentieri la povertà, se Dio ci vuole in questo stato.
    190 D. A qual gloria crediamo noi, che Iddio abbia elevato S. Giuseppe nel cielo?
    R. Noi crediamo che Iddio abbia elevato San Giuseppe ad un'altissima gloria, quanto è stato
    eminente il suo grado e la sua santità sulla terra.
    191 D. Qual'è la protezione di S. Giuseppe verso i suoi devoti?
    R. La protezione di S. Giuseppe verso i suoi devoti è potentissima, perché non è credibile che Gesù
    Cristo voglia negare alcuna grazia ad un Santo a cui in terra ha voluto esser soggetto.
    192 D. Qual grazia speciale dobbiamo noi sperare dall'intercessione di S. Giuseppe?
    R. La grazia speciale che noi dobbiamo sperare dall'intercessione di S. Giuseppe è quella di una
    buona morte, perché egli ebbe la sorte di morire tra le braccia di Gesù e di Maria.
    193 D. Che cosa dobbiamo noi fare per meritarci la protezione di S. Giuseppe?
    R. Per meritarci la protezione di S. Giuseppe noi dobbiamo invocarlo sovente, e imitarlo nelle sue
    virtù, e sopratutto nella sua umiltà e perfetta rassegnazione alla divina volontà, la quale fu sempre la
    regola delle sue azioni."







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “L'ANGOLO PATRISTICO
    Omelia di san Gregorio Papa.
    Omelia 16 sul Vangelo.

    Alcuni si domandano da quale spirito Gesù fu condotto nel deserto, e rimangono incerti a motivo di quello che si soggiunge: «Il diavolo lo trasportò nella città santa» (Matth. 4.51); e poi: «Lo trasportò sopra un monte molto elevato» (Matth. 4.8). Ma l'opinione ragionevole e conveniente senza motivo di dubitarne, si è di credere, ch'egli fu condotto nel deserto dallo Spirito Santo: affinché il suo Spirito lo conducesse là dove lo spirito maligno doveva trovarlo per tentarlo. Ma ecco, quando si dice che l'Uomo-Dio fu trasportato dal diavolo sopra un monte molto elevato, o nella città santa, la mente rifugge dal crederlo, e le orecchie umane si spaventano in udirlo. Però se riflettiamo che ben altre cose avvennero in lui, conosceremo non essere ciò incredibile.
    Certo, il diavolo è il capo di tutti gli iniqui: e tutti gli empi sono le membra di questo capo. Non fu forse membro del diavolo Pilato? non furono forse membra del diavolo i Giudei che perseguitarono Cristo, e i soldati che lo crocifissero? Qual meraviglia dunque, se permise d'essere trasportato sul monte, egli che sopportò d'essere ancora crocefisso dalle membra di lui? Non è dunque indegno per il nostro Redentore l'aver voluto essere tentato, egli che era venuto per essere ucciso. Era anzi giusto ch'egli vincesse così colle sue tentazioni le nostre tentazioni, come era venuto per trionfare della morte nostra colla sua morte.
    Ma si deve sapere che ci sono tre gradi nella tentazione: la suggestione, la dilettazione e il consenso. E noi quando siamo tentati, per lo più cadiamo nella dilettazione o anche nel consenso: perché, formati di carne e nati nel peccato, anche in noi stessi portiamo i nemici di cui dobbiamo sostenere gli attacchi. Iddio invece che, incarnatosi nel seno della Vergine, era venuto al mondo senza peccato, non portava in se stesso alcun principio di contradizione. Poté quindi essere tentato per suggestione, ma giammai la compiacenza del peccato penetrò nell'anima sua. E perciò tutta quella diabolica tentazione fu esterna, non interna.”

    https://sardiniatridentina.blogspot....-stazione.html
    “PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA

    Stazione a San Giovanni in Laterano.
    Semidoppio - Domenica privilegiata di I classe.
    Paramenti violacei.
    Oggi inizia solennemente il tempo propizio in cui Dio si fa trovare nella santificazione della preghiera, del digiuno e dell’elemosina. In questo tempo di prova e di purificazione ci è modello il Cristo che nel deserto volle sottoporsi alla tentazione del Diavolo su cui riportò sì glorioso trionfo. Nella lotta ci assistono gli Angeli Custodi, sempre solleciti verso i fedeli del Cristo.”
    “PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA: IL DEMONIO TENTA CRISTO.”
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    “PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA: SECONDA E TERZA TENTAZIONE.”
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    “PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA: GLI ANGELI SERVONO A CRISTO.”
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    [I]In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti
    Amen.
    Eterno Padre, intendo onorare i quaranta santi soldati di Cappadócia
    , i quali, al tempo dell’imperatore Licinio, sotto il Preside Agricolào, dopo ceppi ed orride carceri, dopo avere avuto la faccia percossa con sassi, nel rigidissimo inverno furono obbligati a passare nudi la notte a cielo scoperto in uno stagno gelato, dove i loro corpi gelati scoppiavano, e finalmente con lo spezzamento delle gambe compirono il martirio. Fra essi i più illustri furono Cirióne e Càndido. Di tutti san Basilio ed altri Padri con gli scritti celebrarono le splendide glorie. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi santi Martiri, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i quaranta santi soldati di Cappadócia possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    “Ebbene, è risaputo che ogni operazione della natura dipende da Dio come governante, movente e conservante, poiché «in Lui abbiamo la vita, il movimento e l’essere», come è scritto negli Atti degli Apostoli (17, 28); e il Profeta dice: «Tutte le opere nostre hai operato in noi» (Isaia, 26, 12). E lo stesso possiamo dire dell’anima, poiché ogni azione della natura nel corpo dipende dall’anima secondo tre generi di casualità. Ora nel caso di Dio noi vediamo questo, che governando e dirigendo il mondo egli permette la corruzione di qualche ente particolare per la conservazione del tutto; così fa anche la natura, per virtù dell’anima, per la conservazione del corpo umano. In modo simile si comporta il Principe nei confronti di tutto il regno: perché, per conservare il suo potere sui sudditi arriva all’imposizione di taglie, e alla distruzione di città e castelli per la conservazione di tutto il regno. Dunque molto di più questo va attribuito al sommo e supremo Principe, cioè al Papa, per il bene di tutta la Cristianità. • Ecco perché il primo Concilio di Nicea, alla presenza di Costantino, gli attribuì il primato nei primi canoni che stabilì. Anche le leggi che vennero emanate dopo questo Concilio esaltano particolarmente questo primato, affermando che le sentenze del Papa si devono considerare come uscite dalla bocca di Dio.”
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    “Dal numero 151 di SVRSVM CORDA® del 10 marzo 2019. Indice dei contenuti:

    - Comunicato numero 151. Espansione del Regno di Dio in Giudea;
    - Preghiera al Beato Domenico Savio;
    - San Tommaso: Le ragioni per cui l’Impero fu trasferito dai Greci ai Germani;
    - San Tommaso: La successione dell’Impero da Carlo Magno fino a Ottone III;
    - Dizionario di teologia dommatica. La Grazia abituale.”
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    https://www.sursumcorda.cloud/artico...i-germani.html

    «• Ci furono ancora molti altri Concilii da Costantino a Carlo Magno, pur restando questi i principali, nei quali i Prìncipi si mostrarono sottomessi e fedeli alla Chiesa. Soprattutto Giustiniano dopo lo svolgimento del quinto Concilio di 120 vescovi (...). Questo infatti risulta evidente dalle leggi che egli fece a favore dello stato ecclesiastico. E anche dalla lettera che mandò in tutto l’impero dopo la celebrazione del Concilio di Costantinopoli, nella quale dichiarava di sottomettersi alle istituzioni della Chiesa, ordinando ai popoli di obbedirle in tutto, ribadendo anche le deliberazioni dei quattro Concili che abbiamo ricordato e riconfermandole, mettendo le sue sanzioni e le sue leggi al servizio delle Istituzioni ecclesiastiche, soprattutto riguardo alle usure e al matrimonio, intorno ai quali è imbastita tutta la vita.
    • Questo Concilio fu celebrato contro Teodoro e i suoi seguaci di Costantinopoli, i quali affermavano che il Verbo di Dio era distinto dal Cristo, e negavano anche la Beata Maria. Il sesto, poi, fu celebrato nella città imperiale predetta col patrocinio di Costantino IV; vi parteciparono 150 vescovi, su richiesta di Papa Agatone contro (coloro) che sostenevano esservi in Cristo una sola operazione e una sola volontà, secondo l’eresia di Eutiche. In questo concilio Costantino, che visse 150 anni dopo Giustiniano, favorì molto la fede, distruggendo gli eretici monoteliti, che il padre e il nonno avevano favorito, e fece restaurare le chiese da loro distrutte.
    • I fatti ricordati bastino a dimostrare che gli Imperatori di Costantinopoli furono protettori e attivi difensori della Chiesa di Roma fino al tempo di Carlo Magno. A quell’epoca, essendo la Chiesa oppressa dai Longobardi, e poiché l’impero di Costantinopoli non portava aiuto, forse perché non poteva, dal momento che la sua potenza era diminuita, il Pontefice Romano chiamò in sua difesa contro quei barbari il Re dei Franchi. Prima il Papa Stefano e il suo successore Zaccaria chiamarono Pipino contro Astolfo Re dei Longobardi; poi Adriano e Leone chiamarono Carlo Magno contro Desiderio figlio di Astolfo. Dopo che questi fu tolto di mezzo e vinto insieme alla sua gente, a causa di un così grande beneficio, Adriano, celebrato a Roma un Concilio di 150 vescovi e venerabili abati, trasferì l’Impero dai Greci ai Germani nella persona del Magnifico Principe Carlo; e in questo episodio si vede con sufficiente chiarezza come il potere imperiale dipenda dal giudizio del Papa. Infatti, finché gli Imperatori di Costantinopoli difesero la Chiesa di Roma, come fece Giustiniano per mezzo di Belisario contro i Goti, e Maurizio contro i Longobardi, la Chiesa favorì questi imperatori. Dopo che vennero meno, come al tempo dell’Imperatore Michele contemporaneo di Carlo Magno, si provvide di un altro Imperatore per la sua difesa.
    Da San Tommaso d’Aquino, De regimine principum ad regem Cypri, Princìpi non negoziabili sulla società e sulla politica, Capitolo XVIII del Libro III: I due concili ecumenici successivi e le ragioni per cui l’impero fu trasferito dai Greci ai Germani.»

    https://www.sursumcorda.cloud/artico...pontefice.html

    «• E allora cambiò la successione dell’Impero: perché a Costantinopoli fino ai tempi di Carlo Magno nella designazione si conservò il modo antico; infatti talora i regnanti si prendevano dalla stessa famiglia, talora da altre parti; e talora la designazione era fatta dal Principe, talora dall’esercito. Ma, fatto imperatore Carlo, cessò il metodo elettivo e gli Imperatori venivano fatti per successione dinastica, dalla stessa famiglia, in modo che l’Imperatore fosse sempre il primogenito. E questo sistema durò fino alla settima generazione. Finita anche questa nel tempo trascorso da Carlo a Ludovico, essendo la Chiesa vessata da alcuni malvagi romani, fu chiamato in suo aiuto Ottone I, Duca dei Sassoni. Liberata quindi la Chiesa dall’oppressione dei Longobardi, degli empi romani e del tiranno Berengario, egli fu incoronato Imperatore da Leone VII, di razza tedesca. Questa famiglia tenne l’Impero per tre generazioni, e si chiamarono tutti e tre Ottone.
    • E da allora, come sappiamo dalla storia, Gregorio V, anch’egli di razza teutonica, stabilì che l’elezione fosse fatta da sette Prìncipi della Germania. Questo sistema dura ancora ai nostri tempi, da 270 anni o quasi, e durerà fin tanto che la Chiesa Romana, che nel Principato ha il primo posto, lo giudicherà utile ai fedeli di Cristo.
    • E in questo caso, cioè per il buono stato della Chiesa universale, come risulta chiaramente dalle parole di Cristo citate sopra, il Vicario di Cristo mostra di avere la pienezza della potestà, e questa pienezza gli compete per tre tipi di diritto.
    • In primo luogo per diritto divino, perché dalle parole citate (e lo dimostreremo anche più avanti) si vede con sicurezza che Cristo ha voluto così. In secondo luogo per diritto naturale; perché, posto che egli abbia il primato nel dominio, è necessario definirlo capo; cosicché da lui nel corpo mistico viene ogni movimento e ogni senso, perciò concludiamo che ogni funzione di governo dipende da lui. Di più: in una comunità bisogna mirare alla sua conservazione; perché questo richiede la natura umana, la quale non può vivere senza società. Ma questa non si può conservare se non tramite un reggitore supremo che guida qualsiasi ordine di uomini: e questo nell’agire degli uomini è il compito del primo Gerarca, cioè di Cristo. Questi perciò è il primo dirigente, consulente e motore; e il Sommo Pontefice fa le sue veci. Inoltre, nel primo libro abbiamo detto che il Principe nel regno è come Dio nel mondo, e come l’anima nel corpo.
    • Ebbene, è risaputo che ogni operazione della natura dipende da Dio come governante, movente e conservante, poiché «in Lui abbiamo la vita, il movimento e l’essere», come è scritto negli Atti degli Apostoli (17, 28); e il Profeta dice: «Tutte le opere nostre hai operato in noi» (Isaia, 26, 12). E lo stesso possiamo dire dell’anima, poiché ogni azione della natura nel corpo dipende dall’anima secondo tre generi di casualità. Ora nel caso di Dio noi vediamo questo, che governando e dirigendo il mondo egli permette la corruzione di qualche ente particolare per la conservazione del tutto; così fa anche la natura, per virtù dell’anima, per la conservazione del corpo umano. In modo simile si comporta il Principe nei confronti di tutto il regno: perché, per conservare il suo potere sui sudditi arriva all’imposizione di taglie, e alla distruzione di città e castelli per la conservazione di tutto il regno. Dunque molto di più questo va attribuito al sommo e supremo Principe, cioè al Papa, per il bene di tutta la Cristianità.
    • Ecco perché il primo Concilio di Nicea, alla presenza di Costantino, gli attribuì il primato nei primi canoni che stabilì. Anche le leggi che vennero emanate dopo questo Concilio esaltano particolarmente questo primato, affermando che le sentenze del Papa si devono considerare come uscite dalla bocca di Dio. Questa stessa cosa è ribadita da Carlo Magno; inoltre afferma che non è lecito appellarsi contro la sua sentenza; che egli non ha superiore; e che esercita sulla terra le veci di Dio.
    • E questa è la terza via, o ragione, per la quale si dimostra e si conclude che il Sommo Pontefice, nel caso suddetto, ha la pienezza della potestà. In due casi abbiamo un ampliamento del suo potere, come emerge da quanto abbiamo detto prima: o a causa di una colpa, o per il bene della fede nel suo insieme, secondo la bella espressione del profeta Geremia il quale dice della persona del Vicario di Cristo: «Ecco, ti ho stabilito sopra le genti e sopra i regni per svellere e distruggere, disperdere e dissipare». E questo lo possiamo riferire al caso della colpa, poiché in quelle quattro parole troviamo i diversi generi di pena che possono essere inflitti a ciascun fedele, o suddito, ossia «sopra le genti»; oppure «e sopra i regni». C’è poi una seconda parte, da cui conosciamo un altro ampliamento dei poteri del Sommo Pontefice, ossia nelle parole; «e per edificare e piantare». Parole che si riferiscono al compito del Vicario di Cristo di provvedere al bene della Chiesa Universale.
    Da San Tommaso d’Aquino, De regimine principum ad regem Cypri, Princìpi non negoziabili sulla società e sulla politica, Capitolo XIX del Libro III: Come cambiò la successione dell’Impero da Carlo Magno fino a Ottone III; e donde tragga origine l’opportunità che il Sommo Pontefice abbia la pienezza della potestà.»


    “O Cuore divino voi siete la mia consolazione ne' travagli: Il mio riposo nelle fatiche: Il mio sollievo nelle angustie: Il mio porto nelle tempeste.”
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    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    “Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...vera-fede.html
    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/




    «Disponibili il numero 151 di Sursum Corda ed il Codex Iuris Canonici 1917 in italiano
    https://www.agerecontra.it/2019/03/d...7-in-italiano/
    Sul sito è disponibile il numero 151 (del giorno 10 marzo 2019) di Sursum Corda®.
    Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Abbiamo pubblicato sul sito anche il Codex Iuris Canonici del 1917 in italiano, a cura del Card. Vincenzo La Puma.

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    «Oggi, Prima Domenica di Quaresima. Per chi non ha la Messa Cattolica, ovvero tradizionale e "non una cum" gli occupanti conciliari, legga il Proprio odierno qui sotto, reciti il Rosario e compia uno o più atti di pietà in preghiere o carità verso il prossimo. (Christus Rex-Traditio)»
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    “10 MARZO 2019: PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA.”
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    «10 MARZO 2019: I QUARANTA MARTIRI DI SEBASTE»
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    “Il 10 marzo 1391 muore Stefan Tvrtko I Kotromanic, primo Re di Bosnia,sovrano cattolico ed eroe della resistenza antiottomana.
    Il suo nome è legato alla Battaglia di Bilecà dove, con 7000 uomini, Tvrtko annientò i 18.000 turchi del corpo d'invasione di Lala Şahin Paşa,segnando una svolta nella lotta antimaomettana.”
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    “Oblatio Munda”
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    “Il Sillabario del Cristianesimo.”
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    Como ovejas sin Pastor
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    “domingo, 10 de marzo de 2019 MARZO, MES DE SAN JOSÉ. DÍA 10: EL NACIMIENTO DE CRISTO”
    Como ovejas sin Pastor: MARZO, MES DE SAN JOSÉ. DÍA 10: EL NACIMIENTO DE CRISTO
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    “10 de marzo. Los Cuarenta Mártires de Sebaste en Armenia(320 d.C.).”
    “Cuarenta mártires de Sebaste. Icono bizantino. S. X.”
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    “Speculum historiale. V. De Beauvais. S. XV”
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    “Cuarenta mártires de Sebaste. Placa de marfil bizantina. S. VIII.”
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    Sede Vacante -
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    Ligue Saint Amédée
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”

    “Premier Dimanche de Carême.”
    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Premier Dimanche de Carême.
    http://prieure2bethleem.org/predica/2018_02_18.mp3”

    "Discipline originelle du carême chrétien."
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    “Neuvaine à Saint Joseph (du 10 au 18 mars).”

    10 mars : Les Quarante Martyrs de Sébaste (? 320) :: Ligue Saint Amédée
    “10 mars : Les Quarante Martyrs de Sébaste († 320)”
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    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

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  3. #3
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    Predefinito Re: Intervista a Massimo Morsello

    Uno dei pochi camerati che mi stava sul cazzo....
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  4. #4
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    10 MARZO 2001 - 10 MARZO 2020: R.I.P. MASSIMO MORSELLO (Roma, 10 novembre 1958 – Londra, 10 marzo 2001)…
    In Ricordo di Massimo Morsello (Roma, 10 novembre 1958 – Londra, 10 marzo 2001) - Cattolico romano integrale, politico, imprenditore, cantautore, intellettuale e militante esemplare – anche quest’anno (il prossimo sarà il ventennale) nell’anniversario della sua morte terrena: che Dio Onnipotente lo accolga in Cielo!!!
    Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei. Requiescat in pace. Amen.
    L'eterno riposo dona a lui, o Signore, e splenda a lui la luce perpetua. Riposi in pace. Amen.






    Il programma politico di Forza Nuova - " Orgoglio Nazionale dal 1997 "
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    #MassimoMorsello
    SEMPRE CON NOI!"
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    https://sget.info/tag/massimo-morsello/
    "In Memoriam
    (...) Massimo Morsello, friend and benefactor of The Saint George Educational Trust, went to his eternal reward, fortified by the Sacraments of Holy Church, age 42 years, after a courageous battle with cancer.
    Requiem aeternam dona ei, Domine, et lux perpetua luceat ei.
    Requiescat in pace.
    Amen
    ."
    https://sgetdotinfo.files.wordpress....o-morsello.jpg
    https://sgetdotinfo.files.wordpress....march-2001.jpg











    '+'
    «Massimo Morsello Il ricordo di Roberto Fiore forzanuova.org - Registered at Namecheap.com

    Queste parole non sono certamente sufficienti per sintetizzare cio’ che tutti coloro che conoscevano Massimo Morsello come uomo di famiglia, come capitano d’ impresa, come camerata , come uomo politico, come avversario, hanno pensato in occasione del suo ultimo viaggio. (…)
    Nel vuoto politico italiano nasce Forza Nuova, Movimento che magistralmente mescola istanze nuove e moderne con l’eredità fascista e la visione cattolica del mondo.
    E’ anche il momento in cui Morsello compie il passo decisivo della sua vita, tornando con fede ed umiltà alla fede cattolica. Fede vissuta con coerenza, rigore ma con grande umanità. Morsello fino all’ultimo sarà fedele alla Messa Tridentina ed al Cattolicesimo inadulterato, romano ed eterno. L’ esplodere della malattia coincide con le prime affermazioni dell’ opera pazientemente elaborata nel tempo. Ma anche l’ atteggiamento nei confronti del male e’ quello scanzonato e virile che si riassume nel nome dato alla pratica dove venivano accumulati i dati del preoccupante incedere della malattia , un nome che la diceva tutta: me ne frego! Sono gli ultimi tempi, tempi in cui la malattia colpisce spietata ; la risposta di Massimo e’ dettata da una Fede in Dio oramai incrollabile. Quella Fede che lo accompagna negli ultimi momenti e nella battaglia decisiva . Le sue ultime parole sono: “Sono pronto... sono pronto!”. E’ il combattente che mai inginocchiatosi di fronte a nessuno si inginocchia al suo Unico Re. Un Re a cui Massimo Morsello potrà presentarsi con tanti doni, tante conversioni e chissà forse con l’orgoglio di aver contribuito al ritorno di Dio all’Italia e dell’Italia a Dio.»





    Roma ricorda Massimo Morsello: in 250 al Memorial in suo onore - <b>FascinAzione</b>
    «Roma ricorda Massimo Morsello: in 250 al Memorial in suo onore
    Il poeta, il cantautore, l’imprenditore, il militante nazional rivoluzionario Massimo Morsello a diciannove anni dalla sua scomparsa è stato ricordato, a Roma
    , sabato 7 marzo con un concerto che ha visto sul palco alcuni esponenti della musica alternativa.
    Un evento, in memoria del cofondatore di Forza Nuova che è giunto alla nona edizione che ha visto protagonisti
    Un evento, in memoria del cofondatore di Forza Nuova, giunto all'ottava edizione, che ha visto partecipare, nonostante Coronavirus, quarantene ed emergenze varie oltre 250 persone.
    Del diciannovesimo Memorial Massimo Morsello che si sarebbe dovuto svolgere a Milano e che è stato dirottato, pochi giorni fa, a Roma ed organizzato dalla comunità romana ci parla Giuliano Castellino che sentito telefonicamente ci dichiara: nonostante il Coronavirus, le quarantene, le emergenze varie, anche quest'anno, si è svolto il Memorial Massimo Morsello. Un grazie di cuore a Duilio Canu e la comunità milanese di Forza Nuova per la presenza, 1.200 km in questi giorni sono davvero tanta roba. Un grazie ai ragazzi di Lotta Studentesca delle Marche, alle comunità militanti intervenute. Un grazie a Fabian e Alessia per la presentazione del Video "Nel suo Nome" e la bella sorpresa fatta a tutti. A Fabian e Mancinelli per aver suonato. Ai Senza Nome, giovane gruppo di cui sentiremo parlare e a cui già ci sentiamo tutti legati in maniera speciale. Agli LPG che come sempre hanno fatto esplodere il palco e che piacere rivedere quel barlume di libertà! Un grazie a Ernesto, Bocca, Nicolino, i ragazzi del Nes, allo staff dello Skull, a quelli di Roma Est, a San Giovanni che non molla, alla Vecchia Guardia. A Massimo! CI SI VEDE IL PROSSIMO ANNO PER IL VENTENNALE.»





    https://www.facebook.com/pages/categ...8314827522398/

    “UNA RARA E BELLA VIDEO INTERVISTA A MASSIMO MORSELLO
    https://www.youtube.com/watch?v=VV9_J4eDGa4
    Massimo Morsello (cofondatore, assieme a Roberto Fiore, di Forza Nuova) si racconta in un intervista.
    Massimo Morsello: un poeta, un guerriero, un esempio.”


    “Discorso di Massimo Morsello
    https://www.youtube.com/watch?v=gabXaN_Spg0
    Un discorso, forse l'unico registrato, del fondatore di FORZA NUOVA Massimo Morsello. Discorso fatto il 29 Giugno del 1999 ma attuale in modo impressionante. Forza Nuova, per l'Italia!”


    "Massimo Morsello - Intorno Al Mio Cuore
    https://www.youtube.com/watch?v=FvodI2h4J38 "


    “LO STORICO CONCERTO DA LONDRA (del 21-09-1996) DI MASSIMO MORSELLO
    https://www.youtube.com/watch?v=84pUhjqPtHM






    “INTORNO AL MIO CUORE” (la mia canzone preferita, semplicemente stupenda) dal minuto 50:00 in poi…
    R.I.P. MASSIMINO, ADDIO...



    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT, CHRISTUS IMPERAT!!!
    Luca, SURSUM CORDA – HABEMUS AD DOMINUM!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  5. #5
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    Predefinito Re: Intervista a Massimo Morsello

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Uno dei pochi camerati che mi stava sul cazzo....
    Perchè?

  6. #6
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    Predefinito Re: Intervista a Massimo Morsello

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Uno dei pochi camerati che mi stava sul cazzo....
    Citazione Originariamente Scritto da Eddie Brock Visualizza Messaggio
    Perchè?
    Forse perchè suonava e portava la barba?

    Ah, no.. quello è CoronaFerrea.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

 

 

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