Roma. Tensione e polizia questa mattina alle case occupate della Magliana. Cinque arresti
Era sembrato materializzarsi lo sgombero delle case occupate in via dell’Impruneta annunciato dai giornali dei palazzinari romani e aggravato dalla notizia che la magistratura capitolina ha aperto un’inchiesta contro gli attivisti dei movimenti di lotta per la casa. Quando questa mattina decine di poliziotti hanno circondato l’occupazione “8 marzo” è scattato il tam tam in tutte le occupazioni e le famiglie di via Impruneta si sono barricate sui tetti delle case occupate. La polizia invece doveva effettuare cinque arresti di cui ancora non sappiamo le caratteristiche. I rappresentanti di Coordinamento cittadino di lotta per la Casa, occupazione ex scuola 8 marzo, Asia, Action, Blocchi precari metropolitani, Comitato obiettivo casa, hanno replicato all’inchiesta aperta dalla procura della Repubblica sull’occupazione dell’ex scuola “8 marzo”. Inchiesta, attualmente in corso, basata su alcune denunce di vari occupanti che hanno raccontato di essere stati costretti, da chi gestisce l’occupazione, a pagare il pizzo per abitare negli alloggi, di essere stati minacciati e di essere stati costretti a partecipare alle manifestazioni. «Siamo pronti a difenderci in tribunale. Però chiediamo un diritto di replica - ha spiegato un rappresentante del comitato di occupazione dell’ ex scuola “8 marzo”, di via dell’Impruneta - Nessuno chiede il pizzo, ma solo una partecipazione alla lotta. Nelle occupazioni viene allontanato chi è violento, chi spaccia la droga, chi non rispetta le regole, chi è assegnatario di case popolari. Venite a visitare la nostra scuola: non ci sono mazze o molotov nascoste, non abbiamo nulla da nascondere. A Mezzogiorno è prevista una conferenza stampa, in cui verranno aperte le porte della scuola occupata».
Viva la Comune




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