E' CRISTIANO IL GRANDE OLOCAUSTO DEL XX SECOLO
Nessuna "Giornata della memoria" per I 45 milioni di martiri della Croce vittime di comunismo, Mezzaluna e massoneria.
Nella Storia c'è stato, e i nostri giorni non fanno eccezione perché la carneficina continua, un Grande Olocausto senza eguali: 70 milioni di morti dalla rivoluzione francese ad oggi. Nessuna "giornata della memoria" ricorda l'immenso olocausto cristiano che, ogni anno, conta160mila martiri per la fede in tutto il mondo. Una cifra spaventosa ricavata dalla media degli ultimi decenni, sulla base delle ricerche e degli studi eseguiti per l'autorevolissima World Christian Encyclopedia, curata da David Barret, George Kurian e Todd Johnson e stampata dalla Oxford University Press. Gli studiosi hanno potuto definire la cifra complessiva del martirio cristiano, ma solo dai tempi di Robespierre ai nostri: appunto oltre 70 milioni di persone, che hanno pagato con la vita la loro fede nel vero Dio. Di queste, ben 45 milioni e mezzo sono state ammazzate nel solo XX secolo. Negli ultimi cinquant'anni, i martiri della Croce sono stati 13 milioni e mezzo.
Cifre sconvolgenti, che non hanno paragone. Eppure il 27 gennaio, anche in Italia si celebrerà il cosiddetto giorno della memoria, ricordando per la circostanza solo gli ebrei vittime del nazionalsocialismo. Una dimenticanza scandalosa, ancor più inaccettabile poiché il martirio cristiano continua nell'assoluta indifferenza delle autorità politiche e di quelle ecclesiastiche. Nel libro "Their blood cries out" (L'urlo del loro sangue) Paul Marshall documenta come oggi, nel mondo, 250 milioni di persone subiscono persecuzioni per la loro fede in Cristo, mentre altri 400 milioni di cristiani subiscono gravissime discriminazioni e restrizioni della loro libertà religiosa. Milioni di tragedie personali che si consumano nell'oblio dei mass media e degli organismi internazionali. Così come non fa notizia il tributo di sangue dei missionari, oltretutto in crescita allarmante. L'agenzia vaticana Fides ha calcolato in 115 i missionari assassinati nel decennio 1980-1989: un numero che nel periodo 1990-2000 è salito a 604. Per loro, come per le altre centinaia di religiosi e i 160mila credenti uccisi ogni anno non si è levata la voce di chi nella Penisola è solerte nello strillare come un'aquila davanti a ogni presunta discriminazione od offesa (sino ad oggi si è trattato di ridicolaggini o montature) subita da adepti di altre religioni. Non si sono mobilitati i caschi blu dell'Onu o i marines americani, così tempestivi nell'entrare in azione su mandato delle compagnie petrolifere. Non si erudiscono gli allievi delle scuole con i lacrimosi racconti di reduci e superstiti, non si proiettano né si girano film miliardari con attori di grido. Non si marcia nelle piazze per gridare "mai più" e neppure si battono i tacchi depositando corone davanti a monumenti e cippi commemorativi. In un paese cristiano, all'infinito olocausto cristiano non viene dedicato nulla di tutto ci˜ che si riserva ad altri. Scandalo nello scandalo, è il silenzio della Chiesa, o meglio, delle gerarchie vaticanosecondiste che sembrano paralizzate dalla paura di perdere gli interlocutori ecumenici alzando la voce contro i crimini operati dagli adepti delle varie religioni. Più coraggio hanno dimostrato in diverse circostanze alcuni politici "politicamente scorretti". Potrebbero coronare la loro militanza cattolica con una dimostrazione di sensibilità e coraggio che farebbe giustizia di tanta colpevole indifferenza: proporre l'istituzione di una giornata della memoria per le innumerevoli vittime del grande olocausto, l'incommensurabile, sterminato olocausto cristiano. (EN/Dicembre 2002)
Da: http://www.exnovo.info/politica.htm





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