Aspettavano questo momento dai giorni del G8 di Genova: quando hanno visto Luca Casarini prendere il microfono sono entrati gridandogli «infame», «non hai diritto di parlare», «amico della polizia», «ci hai fatto pestare». Caschi, aste di bandiere più brandite che sventolate, pugni alzati peer colpire e non solo per sottolineare l'appartenenza alla sinistra più estrema: una dozzina di aderenti al «circolo politico 1921» che, in un complesso intreccio di politica e sport, sono anche ultras delle Brigate autonome livornesi (Bal) hanno fatto irruzione nella palestra adiacente ai cantieri Orlando in cui i Disobbedienti tenevano una riunione. Mezz'ora di fuoco con spinte, cazzotti, volare di sedie, mentre, dall'esterno, altri 40-50 giovani con uguali intenti bellicosi, tentavano di infilarsi per dar manforte ai compagni. Come in una commedia d'Aristofane, a opporre i propri corpi alla furia degli assedianti, c'era un cordone di donne alle quali anche l'ultras più arrabbiato non ha osato ammollare una sola sberla. Dentro il grande locale dove le ex Tute Bianche dovevano programmare le azioni di lotta per impedire il carico del materiale bellico sulle navi, la lotta si fa sul serio: botte a go-go, un paio di ragazzi vengono feriti al naso e a un braccio. Rissa a corrente alternata: si formano capannelli per discutere e, improvvisamente, scatta la scintilla che porta a menare le mani. Lui, Casarini, il grande ricercato, se ne va da una porta laterale quasi portato di peso da un gruppo d'amici e viene caricato su un'auto che parte sgommando. I Bal «spiegano» i motivi del raid: «Prima eravamno entrati tranquillamente nella palestra per assistere all'assemblea, ma ci hanno buttato fuori. Poi, quando Casarini s'è messo a parlare non ci siamo trattenuti e siamo tornati». Perchè? «Perchè è un vigliacco. A Genova eravamo in prima fila e lui, dal camion, gridava di andare incontro alla polizia a braccia alzate. Ma come? Le braccia, se le hai, devi usarle! Risultato: noi ci siamo presi un sacco di legnate e l'infame, la sera, è andato a cena con Bertinotti». Un altro: «Anche le donne hanno picchiato per colpa sua: la mi' bimba, no. Perchè c'aveva un omo a difenderla». A poco a poco gli animi si placano, o quasi. Anche perchè sta arrivando la Digos. I Bal vanno a festeggiare il pari che il Livorno ha agguantato con il Palermo, i Disobbedienti concludono a Pisa l'assemblea. Il Casarini-pensiero: «Questi sono personaggi che non conosco; conosco, però, certi metodi: roba da squadristi. Tutto il Movimento dovrà interrogarsi su un'aggressione che, certo, piacerà alla polizia e a chi non vuole che facciamo iniziative per bloccare il porto».




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