NEW YORK. Guerra all´Iraq, conto alla rovescia. Martedì il Consiglio di sicurezza dell´Onu potrebbe essere chiamato al voto sull´ultimatum di dieci giorni. Bush insiste: andremo avanti da soli. E con la Russia si alza lo scontro, Mosca dice no a un attacco solitario e minaccia sanzioni Onu contro l´America. «Se gli Usa cominceranno le operazioni militari in via unilaterale ciò significherà una violazione dello Statuto dell'Onu», dice il ministro degli Esteri, Ivanov, con tutte le conseguenze che ne derivano: «Ovviamente, in questo caso il Consiglio di Sicurezza deve radunarsi, discutere e decidere». Un tono di minaccia senza precedenti, che sembra non lasciare più spazio a un compromesso. Ivanov lascia una chance, aggiungendo che è prematuro parlare della forma e dei tempi della condanna degli Usa: «Continuiamo a sperare di poter evitare la guerra con sforzi comuni». Ma non si capisce dove si potrebbe trovare terreno per l´ottimismo: la Russia per bocca di Ivanov respinge senza possibilità di appello il progetto di risoluzione angloamericano. Intanto in Iraq continua la distruzione dei missili proibiti. E Saddam, dopo la relazione degli ispettori, attacca: Bush mente, le Nazioni Unite devono togliere l´embargo contro il nostro Paese.




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