Il sindaco rompe il ghiaccio e chiude la porta in faccia al Polo: «Non si farà alcun accordo. Le vicende del Friuli non c'entrano»
«Lega da sola alle elezioni»
Gentilini: «Il terzo mandato non esiste. E' tutta una farsa»


«La Lega correrà da sola alle elezioni. Non vedo la ragione di allearsi con il Polo. Per essere uniti serve un gradimento reciproco, non mi risulta sia mai emerso il nostro». Gentilini esce allo scoperto. Il sindaco, un po' claudicante per lo strappo rimediato l'altro giorno a bordo del barcone-ristorante sul Sile - «alpini e marinai non sono mai andati d'accordo...» - è rassegnato a rinunciare al terzo mandato.
Ma in ogni caso non rinuncerà ad indicare la strada maestra alla Lega trevigiana.
Tanto per cominciare il sindaco guarda al suo futuro con molto realismo, senza farsi alcuna illusione: «Il terzo mandato», dice chiaro è tondo, «non esiste. E' tutta una farsa. La Lega a Roma si è scontrata contro un muro. Ormai non c'è più tempo, non se ne farà niente. Vorrà dire che andrò a prendere il sole in montagna, nella mia Vittorio Veneto». Basta politica, se servirà Gentilini farà l'ultimo regalo alla Lega, mettendosi alla testa di una lista, associando il proprio nome a quello del futuro candidato sindaco. In modo da tirargli la volata. Ma non c'è nulla di concreto: «Vedremo», risponde senza troppa convinzione, «non ne abbiamo ancora parlato».
Gentilini si appresta quindi a trascorrere il suo ultimo mese da sindaco con l'unico vero obiettivo di chiudere i cantieri aperti. Guardandosi indietro è sereno per il lavoro svolto fin qui, ma guardando avanti non è per nulla tranquillo per il futuro amministrativo della città.
Chi sarà il futuro candidato sindaco della Lega? E soprattutto troverà un nuovo Gentilini? «La risposta è in grembo a Giove», replica il sindaco ridendo, mentre sale a bordo della Lancia Libra di servizio nuova fiammante, rigorosamente verde Carroccio.
Gentilini conferma che vede il suo futuro sulle montagne di Vittorio Veneto, lontano dalla politica, soprattutto da quella romana, ma dimostra di avere un'idea molto chiara sulla linea da tenere in vista delle prossime elezioni. In mezzo a tanto caos, dove tutti dicono tutto e l'esatto contrario. E dove tutto sembra immobile lui, dall'alto della sua posizione di deus ex machina della Lega trevigiana, indica un punto fermo destinato a far rumore dentro e fuori alla Casa delle Libertà «Alle prossime elezioni la Lega andrà da sola. Per me è già deciso». Ma Bossi è d'accordo? «Bossi sa ascoltare il suo popolo». E in ogni caso Gentilini è convinto che i patti romani non «scalfiranno l'autonomia di Treviso». A cominciare dal terremoto friulano seguito alla candidatura di Alessandra Guerra alla presidenza della Regione: «Quel che è successo a Udine non avrà alcuna ripercussione qui. E tantomeno non ci sarà alcuna contropartita. Si deciderà caso per caso, ha detto Bossi. E così sarà. Per quanto mi riguarda la decisione è già stata presa. Al momento nessuno ci ha chiesto niente, ma soprattutto noi non abbiamo chiesto nulla al Polo».
Il sindaco parla chiaro e fa suo il motto maoista citato l'altro giorno da Bossi alla presentazione della Guerra a Udine, facendo strabuzzare gli occhi a Fini e Berlusconi che gli siedevano accanto: «Marciare divisi per colpire compatti».
Gentilini come Bossi, non condivide nulla del Mao Tze Tung pensiero, ma la metafora è efficace: «L'obiettivo è battere la sinistra. Anche se non saremo uniti alle elezioni, l'importante è sconfiggere i nostri nemici».