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    Arrow Pentagono: Aereo o Missile? Un mistero irrisolto

    Ad oggi sono ormai passati ben 17 mesi dal famoso 11 settembre 2001 ed ancora Bin Laden, lo sceicco Omar sono “a piede libero”,nonostante la più grande potenza militare della Terra abbia invaso l’Afganistan e scatenato una caccia all’uomo su scala mondiale. Resta il fatto che nessuna prova è stata fornita dall’amministrazione Bush sul reale coinvolgimento di Bin Laden e dei suoi uomini nell’attacco alle torri di New York, e tanto meno per quel che concerne l’attacco subito dal Pentagono a Washington in quella stessa giornata.
    Dubbi sulla reale matrice dell’incursione su New York ve ne sono parecchi e non ancora fugati, nonostante l’imponente apparato mass mediatico messo in moto dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, ma più ancora di più di dubbi ve ne sono per quel che concerne i fatti riguardanti la sede operativa delle forze armate statunitensi: Il Pentagono.
    Si tende ad accreditare per certa la tesi che vede il Boeing 757-200 del volo American Airlines 77, schiantarsi con tutto il suo carico di passeggeri su di un ala dell’edificio del Dipartimento della Difesa e poi prendere fuoco, distruggendo così parte dello stabile ed uccidendone gli occupanti di quel settore.
    Ma molte cose sembrano non quadrare in tutta la vicenda, a cominciare dalle foto scattate subito dopo il disastro dall’Ass.Press- US Marine Corps- Dipartimento Difesa- privati cittadini.
    In queste foto non vi è traccia alcuna dell’aereo precipitato, nessun pezzo di esso si vede ne tra le macerie dell’edificio, ne tantomeno nel prato antistante il Pentagono, posto proprio sulla probabile traiettoria del Boeing dell’America Airlines.
    IL giornalista d’inchiesta francese Thierry Meyssan- caporedattore del mensile Maintenant e direttore di Reseu Voltaire- con il libro “ L’incredibile menzogna” fu uno dei primi a mettere in dubbio la versione ufficiale americana, citando testimonianze e fornendo al riguardo documenti fotografici attendibili. In questo suo primo libro, il giornalista francese punta l’indice proprio sulla mancanza dell’aereo, di esso non vi è traccia alcuna , sulle presunte testimonianze di parlamentari e militari e sul totale fallimento delle procedure d’ingaggio dell’Us Air Force e del NORAD, che non sono riusciti ad intercettare ed abbattere il presunto intruso, sullo spazio aereo della Casa Bianca, difesa anche da 5 batterie di missili sempre operative.....
    Ora esce anche il Italia il secondo libro di Meyssan dal titolo emblematico “ Pentagate”, che vuole essere il proseguo dell’indagine condotta dall’autore insieme ad altri giornalisti e da esperti.
    Questa volta viene analizzato l’aspetto tecnico sul quale si basa Meyssan per ribadire ancora una volta che “ non vi è stato nessun aereo ha colpire il pentagono la mattina dell’11 settembre 2001....
    Una delle tesi portate aventi da chi, come il quotidiano Le Monde difende a spada tratta la versione Usa, per giustificare la scomparsa dell’aereo dopo l’impatto, è che questo si sarebbe ...polverizzato...fuso...gassificato.
    Ovvero l’impatto sarebbe avvenuto con una forza tale che il Boeing 757-200 si sarebbe polverizzatore e che l’incendio seguente, essendo l’aereo in massima parte fatto in alluminio, avrebbe fuso le varie strutture dello stesso. Ma allora non si sarebbero dovute trovare grandi quantità di alluminio fuso nella zona dell’impatto? Semplice, ribadiscono i detrattori di Meyssan, la temperatura era talmente alta che ha raggiunto il punto di gassificazione...(a 600° l’alluminio fonde, a 3000° si trasforma in gas) e così ecco spiegata la sparizione di carlinga, ali, motori ecc.
    Ma allora perché le strutture ai piani superiori dell’edificio hanno resistito al calore? E come è possibile che, come afferma candidamente Liberation, ad una passeggera sono state rilevate le impronte digitali?
    Per quanto riguarda eventuali parti dell’aereo, nessuna di essa è stata mai ritrovata o mostrata in pubblico, anche se il Capo Progetto Restauro del Pentagono, Lee Evy afferma(?) “che vi sono...prove considerevoli dell’aereo all’esterno”. ..Ma non sono molto visibili.....Nessuno di questi frammenti è molto grande....
    Nessuno tra i pompieri, ufficiali della Difesa, architetti ha visto un solo pezzo di fusoliera sul luogo dell’impatto.....ad eccezione del Segretario della Difesa Donald Rumsfeld che subito dopo l’attentato ha lasciato il suo ufficio per andare a vedere di persona i danni e di ritorno dichiarò di essere sicuro che si fosse trattato di un aereo, basando la sua opinione su di un” pezzo di carcassa e su migliaia di pezzi di frammenti di metallo”...,
    Ma le versioni sui fatti si arricchiscono di nuove “ prove”. Dopo circa sei mesi il giornalista Valerie Labrousse dell’Agenzia Digipresse ascolta la versione dell’FBI, dalla voce di Chris Murray, portavoce della polizia federale, nell’intervista che questi rilascia a Liberation egli afferma:...I frammenti dell’aereo sono stoccati in un magazzino e sono contrassegnati dai numeri di serie del volo 77...
    Alla fine qualcosa che assomigli vagamente ai resti di un aereo viene mostrato attraverso una fotografia di Marc Faram dell’Ass.Press che viene riportata da molti giornali, ma questo pezzo non corrisponde a nessuna componente del Boeing 757-200 e lo stesso Dipartimento della Difesa non ha potuto confermarne la provenienza ( secondo alcuni testimoni vi era un elicottero parcheggiato di fronte al Pentagono al momento dell’esplosione ).
    Quindi la ridda di voci su cosa sia effettivamente successo quella mattina a Washington non fa altro che confermare i dubbi sollevati da Meyssan. Nessun aereo è mai precipitato sul Pentagono, ma qualcosa d’altro ha colpito l’edificio, qualcosa che assomiglia di più ad un missile, sia per la dinamica dell’esplosione, sia per i danni provocati dall’impatto( il buco attraverso il quale è penetrato l’apparecchio è di appena 5-6 metri di larghezza e poi avrebbe proseguito la sua corsa attraversando ben 3 edifici con un angolo di 45°, forando i palazzi da parte a parte e non sfondandoli come avrebbe ovviamente fatto un grosso aeroplano commerciale.. Le prime testimonianze raccolte dal Washington Post già alle 16,59 , quindi a pochissima distanza di tempo dall’attacco ci descrivono gli avvenimenti in modo diverso dalle successive versioni ufficiali.
    Kirk Milburn, direttore di cantiere afferma di ....avere sentito un “ aereo” che volava basso, quasi da urtare i lampioni..emettendo uno stano rumore.....Poi si sono sentite due esplosioni distinte.
    Un altro testimone, Steve Patterson, un grafico dice di avere visto un .....oggetto metallizzato passare ...l’aereo faceva un rumore stridente...come un caccia militare...sembrava poter trasportare al massimo 8-12 passeggeri...e si dirigeva verso il Pentagono. Infine Tom Seibert, un ingegnere che lavora al Pentagono afferma: ..Abbiamo sentito qualcosa che faceva il rumore di un missile, poi abbiamo udito una forte esplosione...
    Tutte queste testimonianze provengono dal giornale di Washington e sono state fatte in tempo quasi reale, quindi molto attendibili, perché sappiamo tutti che il tempo è il peggior nemico dell’attendibilità di una testimonianza. Altre testimonianze raccolte successivamente riportano dettagli alquanto insoliti per un aereo commerciale. Omar Campo che si trovava dall’altra parte della strada dove è avvenuta l’esplosione, ricorda..... un rumore strano ..stridente..La stessa cosa che disse Patterson, parlando di rumore stridente da aereo da caccia...
    James Ryan invece racconta di aver avuto la netta sensazione che i motori dell’aereo ad un certo punto si fossero come spenti.....vede oscillare le ali come se l’aereo stesse planando..e poi risente i motori riaccendersi..e il velivolo puntare diritto verso il Pentagono...
    Secondo i piloti che solitamente volano sui Boeing 777 o 767, tutte queste ultime manovre sono inusuali su un aereo di queste dimensioni . Esse sembrano appartenere di più al tipo di volo di un missile. Rapidi cambiamenti di traiettoria, rapide accelerate e decelerate. Ma ritorniamo un attimo sull’aspetto che è stato il meno pubblicizzato dai media: I fori di entrata e di uscita dall’edificio. Meyssan ci fa notare con le foto scattate dal caporale Jason Ingersoll della Us Marine Corps poco dopo lo schianto, il punto dell’impatto largo non più di 5-6 metri, che potrebbe anche corrispondere alle dimensioni di un abitacolo di 757-200 che è di appena 3,5 metri di diametro, ma non si capisce perché il resto dell’aereo con una apertura alare di 38 metri, non abbia sfondato il resto dell’edificio.
    Inoltre, particolare non trascurabile, il muso di un aereo è di materiale poco resistente, perché contiene le varie apparecchiature per la navigazione che non possono essere schermate da materiali pesanti, quindi poco adatto a fungere da ariete.
    La successiva foto del Dipartimento della Difesa , ci mostra invece il foro d’uscita che è posto nel terzo edificio perforato e misura appena 2,30 metri di diametro.In pratica ben tre anelli del Pentagono sono stati perforati....
    Ora la versione ufficiale continua a sostenere la tesi della polverizzazione, della fusione e della successiva evaporazione dei resti dell’aereo e per giustificare i vari fori nell’edificio si attribuisce la responsabilità al “ muso “ del Boeing, che avrebbe perforato le pareti dei vari anelli di uffici che compongono il Pentagono....
    La cosa ha dell’incredibile proprio per la costituzione stessa del muso del Boeing e del resto della cabina, ma si vuole per forza di cose accreditare la versione della totale scomparsa di ogni resto dell’aereo, sparito in una nube di vapore...con il fragile muso del Boeing che perforare come burro i vari muri dell’edificio.
    Quindi dopo avere osservato attentamente le varie foto, sentiti i testimoni e confrontato il tutto con la stravagante versione ufficiale americana, si possono tranquillamente avanzare dei seri dubbi sulla reale natura dell’esplosione e dell’oggetto che ha colpito la sede della difesa statunitense.
    E la risposta più probabile è che si sia trattato di un missile, forse del tipo Cruise (utilizzati in gran numero durante la Guerra del Golfo del 1991, possono essere lanciati da unità di superficie, navali, sottomarine o aeree.Sono precisi e letali, con una grande autonomia e difficilmente intercettabili. Possono portare vari carichi bellici, dalle testate ad alto esplosivo, alle cariche cave antibunker. Hanno un sistema di guida che gli consente di riconoscere la rotta immagazzinata nel computer di bordo, confrontandola con il terreno sottostante. Nel Golfo dopo quasi mille chilometri essi hanno centrato l’obiettivo assegnatoli)
    Nel suo libro Meyssan porta a sostegno dell’ipotesi del missile il parere di un esperto, Pierre Henri Bunel, ex ufficiale francese d’artiglieria, proveniente dalla famosa accademia militare di Saint-Cyr, esperto in esplosivi-effetti delle granate d’artiglieria su cose e persone-lotta antincendio contro le fiamme generate dalle granate.
    Le argomentazioni portate dall’ex ufficiale dell’Armee iniziano con una precisa distinzione tra i due tipi classici di esplosione: La deflagrazione e la detonazione. Questo perché è proprio partendo da qui e osservando le foto dell’esplosione ed i suoi danni, che si più cominciare a parlare con una certa sicurezza di un missile.
    Gli esplosivi provocano un onda d’urto notevolissima, con relativi danni collaterali, i deflagranti di molto inferiore o addirittura niente. Orbene il carburante di un aereo civile, il kerosene in caso d’incidente può solo deflagrare ....Inoltre anche i colori dell’esplosione sono diversi, nel primo caso giallo pallido che diviene arancione e rosso a mano a mano che ci si allontana dal punto dell’esplosione. Nel secondo caso il fumo sarà particolarmente nero, denso, quasi grasso mescolato alle fiamme.
    Questo particolare è estremamente evidente nelle foto che ritraggono le due torri di New York sotto attacco, il fuoco e le fiamme sono del tipo caratteristico di un incendio di idrocarburi, in questo caso il kerosene degli aerei.
    Altro particolare interessante, i primi mezzi dei pompieri intervenuti utilizzano camion con serbatoi pieni d’acqua e non di liquido specifico che serve per combattere gli incendi con idrocarburi. L’acqua viene utilizzata proprio in quegli incendi di tipo urbano che necessitano di un rapido raffreddamento dei caseggiati, per poter poi operare meglio da parte delle squadre di pompieri. Non vi sono poi tracce dense di oli combusti sulle pareti esterne e nell’interno dell’edificio colpito-
    Altri particolare che fanno pendere l’ago della bilancia a favore dell’esplosivo ad alto potenziale è che i vetri sono come esplosi a causa dell’onda d’urto e non fusi come solitamente avviene negli incendi causati da carburanti.
    Ma Henry Brunel si spinge oltre e arriva alla conclusione che i fori nei muri — sono senza ombra di dubbio stati provocati da cariche cave...Queste cariche sono state studiate per perforare le corazze dei mezzi blindati ed i numerosi strati delle fortificazioni in cemento.Esse, grazie al loro dardo infuocato riescono a trapassare diversi strati di muro in cemento armato e quindi non ha avuto difficoltà alcuna ad oltrepassare addirittura tre edifici del pentagono, poi una volta all’interno esplode la carica vera e propria -
    Ma se non è stato l’aereo del volo 77 dell’American Airlines a colpire il Pentagono, dove è finito il vero aereo con tutti i suoi passeggeri?
    Meyssan parte dalla mattina dell’11 settembre 2001, quando alle 8,55 l’aereo della American Aairlines sparisce dai radar della FAA- l’ente federale che controlla i voli civili negli Stati Uniti- e circa alle 9,37 il Pentagono viene colpito da un ordigno ( aereo-elicottero-missile....?). Subito viene associata alla sparizione dell’aereo della AA, all’attacco che ha subito la sede delle difesa Usa.
    Le prime notizie, cita Meyssan, dicono che alle 8,55 l’aereo ha spendo il trasponder di bordo ( sistema che permette di rilevare da terra attraverso il radar i dati dell’aereo..quota..matricola ..ecc, rendendosi praticamente invisibile. La cosa è strana perché lo spegnimento del trasponder non fa altro che attirare l’attenzione sull’aereo da parte del sistema di difesa americano che ha sede nel Colorado, il NORAD- Nord America Aereospace Defense Command- ( http://airforce.dnd.ca/athomedocs/athomelef.htm ) in meno di due minuti la sparizione viene segnalata come minaccia e si levano in volo i caccia. In pratica i presunti dirottatori avrebbero commesso una madornale ingenuità, facendo subito scattare le misure d’intercettazione dell’Usaf. A quel punto solo i radar militari potevano seguire il volo dell’aereo “ scomparso” avendo a disposizione un sistema di rilevamento che non necessita del trasponder, come quelli civili della FAA., detti secondari-(solo in alcune zone anche la FFA possiede radar in grado di rilevare aerei privi di trasponder).
    Quindi le notizie diramate da questo momento sono solo di fonte militare. Il dubbio che insinua Thierry Meyssan è : perché spegnere il trasponder così presto e così lontano dall’ipotetico obiettivo? Per renderlo forse solo invisibile ai radar civili, ma visibilissimo a quelli militari? Si sa solo da fonte civile l’ora del decollo dall’aeroporto Dulles di Washington di un aereo della AA con destinazione Los Angeles.
    Il pilota ha contattato la torre di controllo l’ultima volta alle 8,50, poi da quel momento si perde il controllo dell’aereo, che avrebbe percorso circa 1000 km, per poi tornare indietro e colpire il Pentagono......secondo le fonti”ufficiali militari”
    Meyssan ci parla pure di un fatto accaduto poco prima dell’attacco al Pentagono, quando alle 9,42 la rete televisiva ABC mostra del fumo che esce da un settore della Casa Bianca-l’Old Executive Office Building- Un attentato? le stesse immagini verranno poi in fretta fatte sparire a mano a mano che arrivano le altre immagini del Dipartimento della Difesa colpito alle 9,37..
    Intanto i vertici Usa ,Cheney e la Rice vengono mandati nel bunker sotto la Casa Bianca, poi inizia tutta la serie delle comunicazioni ufficiose ed il Servizio Informazioni delle Forze Armate comunica che..trattasi di aereo commerciale probabilmente sequestrato....anche se nella conferenza stampa tenuta dell’Contrammiraglio Quingley, portavoce dell’US Navy, si dice che non vi è nessuna notizia certa al riguardo l’aereo scomparso....Quindi nessuna certezza su che cosa abbia colpito il Pentagono.
    Da notare che i controllori di volo di Washington, che dispongono di radar atti all’identificazione anche senza trasponder, riferiscono di ..aver visto sui loro schermi alle 9,25 un aeromobile non identificato..che manovrabilità, velocità e rapidità nell’eseguire cambi di rotta sembra trattarsi di un aereo militare...
    In pratica i civili della FAA ci dicono che hanno si visto qualcosa nei cieli della capitale americana, ma che per il suo modo di volare sembrava più un aereo militare che uno civile.
    Solo le fonti della difesa insistono sul volo AA77........ed alla fine sarà questa la “versione ufficiale” dei fatti......
    Ancor oggi molte cose sono da chiarire sulla dinamica degli episodi accaduti negli Stati Uniti l’11 settembre del 2001, pesanti ombre ci celano ancora la verità e non hanno fugato i molti dubbi che da più parti si sono sollevati sulla veridicità delle versioni ufficiali ,sia per quanto concerne l’attacco alle Torri di New York, sia per quello alla sede del Dipartimento della Difesa a Washington.
    Le speculazioni di borsa -Insider-Trading- che hanno preceduto l’11 settembre( www.italiasociale.org : 11 settembre cui prodest? ) e che riguardavano la azioni delle due compagnie aeree coinvolte nell’attacco, le cui azioni furono rastrellate giocando al ribasso e puntando tutto sulla futura caduta dei titoli....Il ruolo segreto d’Israele, che in tutto la vicenda sembra averci guadagnato più di tutti, avendo avuto con la scusa degli attentati mano libera per inasprire la repressione nei territori palestinesi e di cui 5 spie furono arrestate proprio il giorno dell’attentato a New York, mentre osservavano da un edificio il WTC. Successivamente altre 60 israeliani furono arrestati dalla polizia federale americana .(www.italiasociale.org :11 settembre cui prodest? )
    Con questi ulteriori indizi raccolti da Meyssan ed altri giornalisti, l’ipotesi di un tentativo di colpo di stato interno Usa si fa più probabile sia per la dinamica dell’attacco subito dalle Torri, sia per quello del Pentagono ancora più anomalo.
    Resta il fatto che da quella data, entrata oramai nella storia, gli Stati Uniti con la scusa della “ guerra al terrorismo” hanno lanciato un’offensiva su vasta scala nel Vicino Oriente e nell’ex Asia Sovietica dove si trovano concentrate gran parte delle riserve petrolifere e di gas naturale mondiali.
    L’attacco all’Afganistan è stata la prima di queste mosse e la scusa è stata la cattura, peraltro mai effettuata, di Osama Bin Laden e del Mullah Omar. Afganistan che si trova in mezzo ad un importantissimo crocevia che vedrebbe il territorio di questo martoriato Paese, attraversato da gasdotti ed oleodotti, verso gli sbocchi dell’Oceano Indiano situati in Pachistan.
    Ora le truppe Usa dopo i massicci bombardamenti di Enduring Freedom dell’autunno del 2001, pur non controllando tutto il territorio afgano, ma solo i centri abitati principali, hanno posto le basi per il futuro controllo degli oleodotti e gasdotti che di li passeranno. Resta un unica incognita, la guerriglia che sta crescendo d’intensità giorno dopo giorno, la stessa che costrinse dopo otto anni di dura lotta l’esercito sovietico a ritirarsi, lasciando sul campo oltre 50.000 caduti......
    E dopo l’Afganistan il prossimo obiettivo è l’Iraq di Saddam Hussein, (quest’ultimo è solo un pretesto che l’Amministrazione americana utilizza per dare una parvenza di legalità all’imminente attacco alla nazione araba ) ,che da solo possiede tra le maggiori riserve petrolifere del pianeta.
    Ora che l’Arabia Saudita non è più affidabile come un tempo ed il Venezuela da segnali di rivolta con il governo bolivariano di Chavez, vi è la necessità di poter controllare l’Iraq e le sue fonti petrolifere, vitali per il controllo dell’economia mondiale nel prossimo futuro. Lo hanno capito Francia e Germania ed anche Russia e Cina, che si accingono a respingere all’ONU la richiesta statunitense di dar via libera alle operazioni militari contro Bagdad ( come al solito la sola Gran Bretagna sostiene a spada tratta l’intervento Usa, i quali hanno già fatto sapere che si muoveranno ugualmente, anche in presenza di un veto delle Nazioni Unite..). Sembra che finalmente, sia pur timidamente l’Europa , o almeno la parte migliore di essa stai rialzando la testa per tutelare i propri interessi che non sono certamente quelli americani. Gli altri stati del continente si sono accodati supinamente al padrone atlantico, in primis Spagna ed Italia.

    Proprio l’Italia, che già si era “distinta” sotto il governo di sinistra di D’Alema con la partecipazione alla guerra contro la Serbia nel 1999, ora scodinzola con il suo Presidente del Consiglio alla corte di Bush, incurante dei propri interessi che sono sempre stati nel Mediterraneo ed in un rapporto di buon vicinato con il mondo arabo. Inoltre è stata dilapidata la nostra “ credibilità europea”, che ci pone contro la Germania e la Francia, nazioni fondatrici assieme all’Italia, della Comunità Europea. La Spagna è altrettanto ridicola, visto che nella sua storia centenaria ha spesso trovato gli Usa sulla sua strada a sbarrargli il passo, ora con Aznar inverte la rotta e grida anche lei .. sì alla guerra....contro il malvagio Iraq di Saddam Hussein. Anch’essa come l’Italia, a guerra finita riceverà forse solo le briciole cadute sotto il tavolo di americani ed inglesi e magari anche qualche pedata in faccia.... Per intanto il governo americano per mostrasi generoso con il governo italiano, ha fatto sapere che i cittadini italiani si potranno recane in Usa anche senza visto..., questo per la “ fiducia americana verso il nostro Paese...
    Aspettiamo ora il fatidico “ giorno D”, con cui gli americani affiancati dai britannici inizieranno le operazioni militari su vasta scala contro l’Iraq. Perché la guerra, pacifisti o non pacifisti, ONU o non ONU è già stata decisa. Così pure il dopo Saddam. Gli Usa prevedono d’installare una specie di “ governatore” per almeno 18 mesi - si vocifera il nome della ex ambasciatrice nello Yemen Barbara Bodine di 55 anni- poi sarà la volta dei Tribunali Speciali che dovranno condannare a morte i Ministri di Saddam....Tutto questo in nome ovviamente della libertà e della democrazia. Ed il petrolio? Quello verrà solo sfruttato a fin di bene per la ricostruzione dell’Iraq....



    Fonti:
    -di Thierry Meyssan
    “Il Pentagate” e altri documenti sull’11 settembre
    Ed. Fandango libri
    Euro 10,00
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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  2. #2
    Totila
    Ospite

    Predefinito

    L'11 Settembre è come Pearl Harbor.
    Quindi, credere alle fanfaluche e le menzogne della propaganda USA significa legittimare le guerre future degli americani.
    L'unica cosa da fare è quella di veicolare il più possibile nel web la controinformazione sui fatti dell'11 Settembre.

 

 

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