La lega promette ostruzionismo e forte opposione al disegno di legge del governo sulla libertà di religione. "Ammettere che le religioni sono tutte uguali e vanno trattate allo strsso modo è un concetto massonico".
ROMA - Non piace alla Lega il disegno di legge presentato dal governo alla Camera che metterebbe ordine sulla delicata materia del riconoscimento giuridico delle confessioni religiose diverse da quella cattolica e che ancora oggi vengono "tollerati" nell'ordinamento come "culti ammessi". La prosposta di legge stabilirebbe i nuovi criteri che le religioni minoritarie nel nostro paese devono avere per essere riconosciute dallo Stato Italiano e concorrere quindi alla sapartizione dell'8 per mille e tutti gli altri diritti riconosciuti per legge. E subito il pensiero corre all'Islam, almeno il pensiero della Lega Nord che per bocca del vice capogruppo alla Camera, Federico Brigolo, ha fatto sapere di criticare "l'aspetto ideologico della legge" e annuncia "opposizione dura e ostruzionismo".
L'aspetto ideologico della legge starebbe per la Lega nel riconoscere che le "religioni sono tutte uguali e vanno quindi trattate allo stesso modo". Quello che più comunemente viene riconosciuto come uno dei pilastri della laicità dello stato viene invece reinterpretato dalla Lege come "un concetto massonico che mira a recidere il cordone ombelicale delle persone dalla loro tradizione, in modo da poterle meglio controllare con le Tv e con poteri forti globali". Il punto centrale della contestazione leghista sembra vertere quindi sulla presunta perdita della genuina tradizione cattolica italiana qualora nuovi culti vengano riconosciuti dallo Stato Italiano, e quello che spaventa di più è la religione della mezza luna, uno dei pochi culti che non ha ancora ottenuto il riconoscimento nonostante le diverse bozze di intesa che le associazioni islamiche hanno presentato in questi anni allo Stato Italiano. Per il Carrocio un riconoscimento dei diritti all'Islam può "mettere a rischio l'unicità dell'ordinamento giuridico italiano" e quindi riconoscere l'Islam significherebbe riconoscere l'ammissibilità della Shari'a, cioè della legge sacra islamica, che, come nel diritto della persona o nel diritto di famiglia, è in netta contrapposizione con l'ordinamento italiano . Infatti ha spiegato l'on. Andrea Gibelli "l'Islam non riconosce la differenza tra legge religiosa e legge civile, tra religione e stato laico"; inoltre l'Islam non contempla il diritto a cambiare fede religiosa: gli apostati vengono inevitabilmente condannati a morte dalla fatwa (la sentenza dei giureconsulti islamici, nrd) dei ministri di culto islamici.
"Il testo del governo - ha detto il capogruppo leghista alla Camera, Alessandro Cè - "è approssimativo. Anche a livello governativo non c'è stato approfondimento, perchè non posso pensare che il presidente del Consiglio avalli il fatto che una donna che si sposi con un islamico non abbia gli stessi diritti del marito". "Il Carroccio - ha concluso Cè - "chiede una pausa di riflessione, altrimenti la Lega farà la propria battaglia con tutti gli strumenti consentiti dal regolamento".
(12 MARZO 2003; ORE 17.50)




Rispondi Citando