Conoscete le mitiche spedizioni Overland?
A me sarebbe piaciuto moltissimo partecipare all'ultima che hanno fatto, l'anello azzurro del mediterraneo.
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www.overland.org


Conoscete le mitiche spedizioni Overland?
A me sarebbe piaciuto moltissimo partecipare all'ultima che hanno fatto, l'anello azzurro del mediterraneo.
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Uno dei tratti di Overland 6
Cesare Giraudo: Albania sud-confine con la Grecia
Prima di giungere alla città di Peshkopi, che ha preso il nome dai primi vescovi copti che qui si stanziarono in forma quasi eremitica, attraversiamo l'immondo abitato di Burrel, famoso per aver ospitato un carcere duro ai tempi del regime e dove hanno agonizzato per anni decine e decine di condannati per reati politici, ossia semplicemente gente denunciata dai vicini di casa o di lavoro. In questo la polizia politica albanese superò perfino quella staliniana: non aveva bisogno infatti di inquisire per arrestare qualcuno, semplicemente ogni cittadino era obbligato a scrivere un rapporto annuale sui propri vicini e conoscenti che, nell'arco dell'anno, si fossero lasciati scappare una frase od un atteggiamento contrari al regime; sulla base di questa delazione si procedeva agli arresti ed alle "purghe" (il cittadino che non avesse denunciato nessuno sarebbe stato arrestato per reticenza). Oltre alla struttura carceraria - provvista tra l'altro di celle nelle quali si poteva stare solo in piedi, un'idea copiata da Auschwitz - la spedizione incontra numerosi siti minerari oggi chiusi, dove un tempo i condannati estraevano i minerali di cromo di cui l'Albania è ricca. Nel mio precedente viaggio mi capitò più di una volta di incontrare i forzati, incatenati e con la testa rasata, al lavoro sulla strada o nei campi.
A monte di Peshkopi siamo ricevuti ed ospitati per un banchetto nelle case di un villaggio di montagna, nel cuore di una delle regioni più impervie dell'Albania; qui, secondo la tradizione musulmana più radicata, ci servono un'infinità di piatti di verdura, carni e yogurt che mangiamo seduti scomodissimamente a gambe incrociate sulle pelli di pecora posate sul pavimento. Naturalmente con noi mangiano soltanto gli uomini, che per altro parlano un italiano sufficiente per facilitare di molto la conversazione. Ai nostri complimenti per il cibo ed alla nostra domanda se sono stati loro a prepararlo rispondono, nella miglior tradizione machista, che "no, sono state le donne": loro - gli uomini - sono molto abili nel cucinare perché in Germania fanno i cuochi di mestiere, ma "in Albania non sarebbe dignitoso".
Nella nostra discesa verso sud, abbandonate le montagne del centro, ci avviciniamo a Tirana ma, per la verità, la situazione di degrado sia delle strade che delle abitazioni permane ben più a lungo di quanto mi aspettassi, essendo informato di quali sono stati gli aiuti e gli investimenti forniti dall'Italia a questo paese. Nella città capitale invece qualcosa è cambiato. Non più il deserto totale a tutte le ore del giorno e della notte, ma un traffico caotico - seppure non paragonabile a quello delle nostre grandi città - di ogni sorta di veicoli, molti dei quali rubati in Italia e qui spediti via nave. Anche nel quartiere delle ambasciate c'è un certo traffico di auto e anche di pedoni, mentre una volta era assolutamente proibito farsi trovare a passeggiare in queste vie, pena qualche annetto di lavori forzati. In città, sugli ampi viali e sui corsi disegnati per le parate, molti palazzi sono restaurati e spesso colorati secondo la mania del sindaco, ossia con prevalenza di giallo, rosso ed arancione, forse per "staccare" il più possibile da settant'anni di grigiore comunista. La spedizione si ferma a Tirana un solo giorno, utilizzato anche per fare il pieno ai mezzi approfittando del gasolio a 660 lire il litro (che, per giunta, ci viene portato con un'autocisterna nel giardino dell'albergo).
La nostra strada verso la Grecia prevede di attraversare l'importantissima città di Valona, dal cui porto sono partite tutte le carrette dei mari cariche dei grappoli umani resi arcinoti dai servizi televisivi e giornalistici di alcuni anni or sono, e dove i nostri militari continuano tuttora a requisire i gommoni pronti a partire per l'Italia carichi di sigarette, droga ed armi (che il giorno dopo vengono restituiti ai proprietari, e non distrutti, in quanto il nostro contingente "non è qui per compiti di polizia").
La strada della costa purtroppo taglia fuori Berat - la Perati del ponte immortalato dalla canzone degli Alpini della Divisione Julia in lutto - ed Argirocastro, una delle più notevoli e meglio conservate vestigia di paese antico di montagna, per certi aspetti non dissimile dalla brasiliana Ouro Preto (se si escludono le chiese barocche con ampia facciata, qui a pianta greca senza facciata).
Anche la strada della costa è però di estremo interesse, in quanto prima costeggia un incantevole mare dove non esiste alcun insediamento balneare, ma solo qualche villaggio con le barche da pesca, e poi - dopo Porto Palermo, base di sommergibili italiani, poi russi e successivamente probabilmente cinesi, oggi abbandonata - sale con infiniti saliscendi e tornanti sui monti dell'Epiro, verso il confine della Grecia. E' questa idea di montagna dura, grezza, primitiva, non più mediterranea - non dissimile dallo spirito che si respira in alcune zone della Corsica - che a mio giudizio permea e, meglio di tutto, caratterizza la nazione che si definisce "paese delle aquile" e che forse, agli occhi degli abitanti, giustifica tradizioni ed abitudini non accettabili in pianura o sulle coste stesse di questo mare dove nacque Venere (Zacinto è poco a sud di queste coste). Tradizioni di fierezza che risalgono forse a quando, durante l'invasione ottomana, le donne preferivano lanciarsi dai tetti piuttosto che cadere prigioniere, e che fanno sì che ancor oggi, dopo settant'anni di comunismo, il padre consegni al genero, nel giorno del matrimonio, una cartuccia perché se ne serva eventualmente sulla moglie disubbidiente. Questa fierezza e questa cocciutaggine nel non derogare da tradizioni ed usi ancestrali fecero sì che, all'inizio del secolo, quasi tutti i maschi che morivano morissero di morte violenta a causa della "bessa", ossia di una faida che si perdeva nella notte dei tempi: anche in questo il parallelo con la "vinditta" della Corsica (del secolo scorso) è impressionante.
La vicinanza della Grecia dopo qualche chilometro si fa evidente, così come si capisce che la zona è abitata da popolazioni di fede greco-ortodossa in quanto cominciano a vedersi, sul margine della strada, quei tempietti a forma di piccola chiesa su palafitta che altro non sono se non ex-voto, non necessariamente collegati ad incidenti stradali; addirittura un paese, Dervican, da me visitato in precedenti occasioni ma sfortunatamente fuori dall'itinerario di Overland, sulla strada di Argirocastro, è totalmente abitato da una popolazione di origine greca.


Bello, stupendo, ma quanto dura? E soprattutto, come funziona?
C&C
Franci


La spedizione è gia finita. Quest'ultima era la sesta, hanno gia girato quasi tutto il mondo, io pagherei oro per poter partecipare ad una di esse, specialmente alla prima e alla setsa


mio padre si e' comprato tutte le video cassette


Cavolo che bello!Originally posted by Nirvana
mio padre si e' comprato tutte le video cassette
Ma mi sa che costano una cifra...![]()


Avevo la foto con l'autografo dei partecipanti ad Overland, ed ho visitato il camion: sarebbe stato il sogno della vita mia il passaggio Russia-Alaska, con la traversata di tutta la Siberia. Chissà che un giorno non mi riesca a togliere lo sfizio di farmi la transiberiana......il sogno della mia vita.
saluti
echiesa![]()


Originally posted by Il_Siso
Cavolo che bello!
Ma mi sa che costano una cifra...![]()
sinceramente non lo so dovrei chiederglielo


Il fatto è che sono tante, quindi costeranno assai...Originally posted by Nirvana
sinceramente non lo so dovrei chiederglielo


Originally posted by Il_Siso
Il fatto è che sono tante, quindi costeranno assai...
ah certo , se le metti tutte assieme