Il presidente del Parco dello Stelvio firma l' abbattimento di 1.500 piante. Insorgono gli ambientalisti Cotelli, ex ct della Valanga azzurra: il nuovo impianto renderà più vivibile il paese
di Brevini Franco
SONDRIO - Il taglio del bosco: non quello letterario del romanzo di Cassola, ma il taglio concreto, con tanto di motoseghe, che nei prossimi giorni partirà in Valfurva. C' è chi dice 1.500, chi 2.000 piante di conifere: una parte della foresta sulle pendici del Sobretta sarà abbattuta per far posto alla pista della discesa libera femminile dei mondiali di sci del 2005. E pensare che qualche anno fa si discuteva se, dopo la foresta della Val di Fiemme, spettasse alle conifere della Valfurva il pr ivilegio di diventare il secondo bosco italiano con ecocertificazione.L' autorizzazione è stata firmata il 14 febbraio da Arturo Osio, presidente del Parco Nazionale dello Stelvio. «Il Parco ha seguito le indicazioni provenienti dallo studio di Irea lp, l' istituto di ricerca per l' ambiente alpino della Regione Lombardia, che ha realizzato l' indagine di impatto ambientale» conferma Osio. «Certo non è normale che in un parco nazionale si abbattano gli alberi. Ma occorre tenere conto della neces sità che aveva Santa Caterina di razionalizzare e ammodernare gli impianti di risalita. Inoltre solo così si sarebbero potuti svolgere i mondiali: la Fis aveva imposto precise prescrizioni». Di diverso avviso Giovanni Bettini, rappresentante di Legam biente nel direttivo del Parco: «Siamo contrari e la nostra preoccupazione riguarda anche la Valle dell' Alpe, un ecosistema delicatissimo minacciato dall' ampliamento del comprensorio sciistico di Valfurva, con fini che sembrano più speculativi che agonistici». Mario Cotelli, ex allenatore della Valanga azzurra, ritiene che la nuova pista fosse inevitabile. «Il paese si trova in una valle chiusa - dice -. Con le nuove strutture potremo rendere accessibili le piste, prima dell' ingresso in paese , e dunque rendere Santa Caterina più vivibile». Il sindaco di Valfurva, Idilia Antonioli, è anche presidente del Comitato di gestione della parte lombarda del parco. «Bisogna trovare un punto di convergenza tra la necessità di tutelare l' ambiente d a una parte e dall' altra lo sviluppo dell' economia locale. Il Parco ha detto sì perché il nuovo progetto accoglie varianti e modifiche che hanno permesso di salvare 5-600 piante». In realtà da anni Santa Caterina cerca di rilanciare la propria offe rta sciistica e i mondiali sono sembrati una buona occasione. «Sì, ma questa operazione non ci piace» dichiara Damiano Di Simine, presidente della Cipra Italia, la Commissione internazionale per la protezione delle Alpi. «Non capiamo perché non si po ssa usare la pista già usata nei mondiali dell' 85. E poi non c' è trasparenza sui progetti. Due esempi: nulla sappiamo del collegamento sciistico Bormio-Valfurva. E come faranno lo stadio dello sci sulla forra del torrente Frodolfo? A St. Moritz le associazioni ambientaliste sono state coinvolte da subito nella valutazione dei progetti. In Valtellina ancora non sappiamo cosa si voglia fare e mancano solo due anni ai mondiali». Franco Brevini 2 SETTIMANE di gare a Bormio, in Valtellina. E' quant o prevede il programma dei campionati del mondo di sci che si terranno dal 29 gennaio al 13 febbraio 2005 I mondiali di quest' anno si sono conclusi domenica a Saint Moritz 35 MILIONI di euro costerà l' organizzazione dei campionati del mondo di sci in Valtellina Lo ha annunciato Maurizio Gandolfi, amministratore di Bormio 2005 Per St. Moritz sono stati spesi 42 milioni di franchi svizzeri 1.500 GLI ALBERI che verranno abbattuti per far posto alla nuova pista della discesa libera femminile. Si t ratta di una porzione della foresta sulle pendici del Sobretta che fa parte del Parco nazionale dello Stelvio 14 FEBBRAIO il giorno in cui Arturo Osio, presidente del Parco nazionale dello Stelvio, ha posto la propria firma che autorizza l' abbattime nto di almeno 1.500 piante di conifere a Santa Caterina IL PRESIDENTE Santa Caterina doveva ammodernare gli impianti di sci, altrimenti addio campionati LEGAMBIENTE Siamo contrari, è una decisione che sembra avere fini più speculativi che agonistici.
Corriere della sera
19/02/2003
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