Elogio del boicottaggio - Tratto da http://www.arcipelago.org/
In un'epoca in cui il destino di miliardi di donne e di uomini sembra essere legato alle bizze di un pugno di potenti, un semplice gesto, anzi una semplicissima parola possono restituirci quella dignità che troppo spesso dimentichiamo, presi come siamo dal nostro insulso e vertiginoso ritmo di vita. La parola magica è NO. Si parte dal NO alla guerra, senza "se" e senza "ma", ripetuto in centinaia di piazze di tutto il mondo da qualcosa come cento milioni di persone; si parte da quel NO collettivo per tornare al NO che ciascuno di noi può dire, ogni giorno della propria vita. NO, no n darò più una lira, anzi un centesimo a chiunque contribuisca a finanziare l'oppressione e il genocidio dei Palestinesi. NO, non contribuirò più con i miei pochi soldi a finanziare la mostruosa macchina da guerra di Bush, di Blair e di Berlusconi. Le reazioni alla campagna di boicottaggio dell'economia di guerra israeliana costituiscono motivo di riflessione e di conforto. La riflessione verte sull'efficacia del semplice NO, del rifiuto di essere complici, anche soltanto comprando un frigorifero o un chilo di pompelmi. Il nostro NO e il nostro rifiuto in Italia (come in Francia, in Belgio, in Canada, in Svezia, in Norvegia, in Gran Bretagna, in tutto il mondo) sono un elemento di forza per i Palestinesi che lottano contro l'occupazione e per quegli Israeliani che denunciano la natura criminale del proprio governo e che non a caso sono stati i primi a chiedere al mondo "per favore, boicottate Israele". Le reazioni rabbiose degli amici di Sharon e di Peres in Italia dimostrano che il nostro semplice NO gli fa male, perché è il NO di milioni di persone semplici alla loro violenza, alla loro arroganza, alla loro delirante onnipotenza. Il nostro NO in Italia è fratello del seruv, del rifiuto dei giovani soldati israeliani di trasformarsi in carnefici. E' per questo che i sedicenti rappresentanti dei cittadini ebrei italiani - "dimenticando" di rappresentarne in realtà una piccola minoranza - stanno andando su tutte le furie. D'altra parte, come non provare una sensazione di conforto di fronte all'estensione della solidarietà con la lotta per una pace giusta e duratura in Palestina? L'ampiezza delle adesioni all'appello contro l'accordo della vergogna fra l'azienda pubblica romana ACEA e Israele sta lì a dimostrare che è possibile reagire all'inerzia complice dei governi e anche all'indecorosa inazione della nostra "sinistra", paralizzata da quello che è stat o correttamente definito "il ricatto dell'antisemitismo". E' confortante vedere come tante persone non si lascino intimidire dal ricatto sionista, non accettino l'equazione sionismo = ebraismo e dunque ogni critica allo Stato sionista è un atto contro gli Ebrei, una dimostrazione di antisemitismo. Non è così, e sono patetici i vari personaggi che vanno implorando dalle diverse autorità di oscurare i siti e le emittenti che parlano del boicottaggio dell'economia di guerra israeliana (come hanno chiesto i soliti esponenti della comunità ebraica romana al Presidente del Senato), o che chiedono di strangolare l'attività di associazioni democratiche, come stanno facendo sionisti e radicali a Pisa nei confronti del circolo ARCI "Agorà". Queste azioni, come gli articoli rabbiosi su fogliacci bugiardi indegni di essere definiti giornali, vanno presi per quello che sono: il sintomo di una paura, la paura di non essere più in grado di manipolare coscienze e portafogli. L'accordo della vergogna non si farà. Gli amici di Sharon e Peres schiumeranno rabbia, ma non sono in grado di imporre la partecipazione di un'azienda pubblica italiana ad un'operazione che viola non solo i diritti del popolo palestinese, ma il Diritto Internazionale; l'acqua che l'ACEA avrebbe dovuto sfruttare insieme agli Israeliani è quella rubata ai Palestinesi, al Golan siriano, ai fiumi del Libano. Nemmeno Veltroni può permettersi di avallare una tale indecenza. Il popolo di sinistra ha vinto un'altra battaglia, e ancora una volta questo è avvenuto senza (e spesso contro) le proprie dirigenze politiche. Se è vero, come ha detto qualcuno, che "con questi dirigenti non vinceremo mai", è anche vero che senza questi dirigenti possiamo tornare a vincere. Dicendo il nostro NO ogni giorno.

PRODOTTI DA BOICOTTARE:
AOL Time Warner
Apax Partners & Co Ltd
Coca-Cola
Danone
Delta Galil Disney
Estée Lauder IBM
Johnson & Johnson Kimberly-Clark
Lewis Trust Group Ltd L'Oreal
Marks & Spencer Nestle
News Corporation Nokia
Revlon Sara Lee
Selfridges The Limited Inc
Home Depot Intel
Starbucks Timberland
McDonald's

LISTA AGGIORNATA PRODOTTI ISRAELIANI DA BOICOTTARE:
A cura di Associazione Ya Basta

Agrumi Jaffa (i pompelmi sono uno dei prodotti israeliani più diffusi in Italia)
Agrumi e frutta Carmel (pompelmi, pomelo, avogado)
Arachidi giganti di Israele Mister Nut e Life
Prodotti surgelati Zio Elio, Kibbutz Eilon (nuvolette, verdurette, svizzere, wurstel, cotolette)

tra i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani vi segnaliamo:

Ahava (Dead Sea Laboratories) (prodotti cosmetici e dermatologici)
Distributore italiano: P.M. Chemicals S.R.L./Milano
i sali da bagno (Cristalli di Sali da Bagno del Mar Morto)
I prodotti AHAVA sono talvolta venduti nelle erboristerie e nelle farmacie.

Barkan Wine Cellars Ltd (vini venduti con l'etichetta Reserved, Barkan e Village)
I Pretzels della Beigel & Beigel bakery (le ciambelline salate, biscotti saporiti e crackers)
Golan Heights Winery (vini venduti con l'etichetta Yarden, Gamla e Golan) GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (CN)

HALVA Dolci di sesamo in barra da 100 grammi, Kosher Produced by Achva. http://www.halva.co.il/
Jordan Plains dates (le principali varietà di datteri che crescono nella Valle del Giordano degli insediamenti israeliani sono Medjoul e D eglet Nour) Esportato da Israele da Agroexco.
Solitamente si trova nei negozi di frutta o sulle bancarelle di frutta e verdura dei mercati
E sportato da Israel da Hadiklaim Date Growers' Cooperative Ltd.
Soda-Club Ltd.
(sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di soda e soft drinks)
http://www.sodaclubenterprises.com/c...sh/about1.html

Inoltre è in atto una campagna internazionale di boicottaggio contro la Caterpillar Company, azienda USA con sede a Peoria, Illinois. Le azioni contro la CATERPILLAR vogliono condannare l'uso illegale dei bulldozers forniti a basso costo allo Stato d'Israele per la devastazione dei Territori Palestinesi. Ricordiamo che CATERPILLAR in Italia commercializza oltre ai suoi bulldozers, con il suo logo CAT anche scarpe ed abbigliamento.